Cronaca

Strage Capaci 2026: il 34° anniversario di Falcone

La strage Capaci 2026 anniversario Falcone 34 anni ricorre il 23 maggio: trentaquattro anni fa, alle ore 17:58, un’esplosione devastò l’autostrada A29 all’altezza di Capaci, in Sicilia, uccidendo il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta. Fu un attentato di Cosa Nostra, uno dei più gravi attacchi allo Stato nella storia della Repubblica italiana.

Il 23 maggio 1992 rimane una delle date più dolorose della storia italiana. Quel pomeriggio di sabato, il convoglio blindato che trasportava il giudice Falcone dall’aeroporto di Punta Raisi verso Palermo fu travolto da un’esplosione di proporzioni devastanti. Cinquecento chilogrammi di esplosivo, piazzati in un cunicolo scavato sotto il manto stradale, trasformarono un tratto dell’autostrada A29 in una voragine profonda diversi metri.

Le tre Fiat Croma blindate della scorta furono sbalzate fuori dalla carreggiata. Giovanni Falcone e Francesca Morvillo furono estratti vivi dalle lamiere, ma morirono poche ore dopo all’ospedale civico di Palermo per le gravissime ferite riportate. Gli agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro perirono sul colpo. Ventitré persone rimasero ferite, tra cui gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo e Gaspare Cervello, e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza.

L’attentato, secondo quanto accertato dalla magistratura, fu ordinato dal capo di Cosa Nostra Salvatore Riina. La sentenza della Corte di Cassazione del 30 gennaio 1992, che aveva reso definitive le condanne del Maxiprocesso di Palermo, aveva scatenato la vendetta dell’organizzazione mafiosa nei confronti di chi aveva contribuito a costruire quell’impianto accusatorio.


La dinamica dell’attentato del 23 maggio 1992

La preparazione dell’attentato richiese mesi di pianificazione. I membri di Cosa Nostra sorvegliarono i movimenti del giudice, analizzarono i tempi di percorrenza sull’autostrada A29 e scavarono un cunicolo sotto la carreggiata, nei pressi dello svincolo di Capaci. La carica esplosiva era composta da tritolo, RDX e nitrato d’ammonio, per una potenza equivalente a circa 300 chilogrammi di tritolo.

Il dispositivo fu attivato da remoto. Giovanni Brusca, all’epoca uno dei più fidati luogotenenti di Riina, azionò il telecomando — normalmente utilizzato per aeromodelli — nel momento in cui il corteo transitava sul punto minato. L’esplosione avvenne alle 17:58. La prima vettura della scorta, con a bordo Montinaro, Dicillo e Schifani, fu letteralmente distrutta. Le altre due Croma furono proiettate fuori dalla sede stradale.

«Fu un attacco feroce alla libertà e alla dignità degli italiani. La mafia finirà.»

— Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, 23 maggio 2026

strage Capaci 2026 anniversario Falcone 34 anni

Le indagini e il Maxiprocesso di Palermo

Per comprendere la strage di Capaci e il 34° anniversario Falcone, è necessario ripercorrere il contesto giudiziario degli anni precedenti. Tra il 1986 e il 1987, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, insieme agli altri magistrati del pool antimafia coordinato da Antonino Caponnetto, istruirono il Maxiprocesso di Palermo. Il dibattimento si concluse il 16 dicembre 1987 con 360 condannati e 2.665 anni di reclusione complessivi.

La Corte di Cassazione confermò le condanne il 30 gennaio 1992. Secondo quanto ricostruito dalla magistratura, fu quella sentenza a scatenare la risposta di Cosa Nostra. L’organizzazione, che aveva sperato in un ridimensionamento delle pene in sede di legittimità, decise di colpire i simboli dello Stato che avevano reso possibile quelle condanne. Giovanni Brusca fu condannato in via definitiva per la strage. Salvatore Riina, arrestato nel 1993, fu condannato all’ergastolo.

Le inchieste sulla strage di Capaci hanno avuto uno sviluppo pluridecennale. Diversi processi hanno accertato responsabilità a vari livelli dell’organizzazione mafiosa. Secondo quanto stabilito dai tribunali, l’attentato fu eseguito materialmente da un gruppo ristretto di affiliati, ma la catena di comando risaliva ai vertici di Cosa Nostra. Come riportato da ANSA negli archivi sulla strage di Capaci, alcuni aspetti della vicenda restano ancora oggetto di approfondimento giudiziario.

Nel corso degli anni il fenomeno mafioso non si è fermato. Come documentato dalle cronache recenti, le operazioni antimafia proseguono con risultati significativi: ‘Ndrangheta 2026: i sequestri della GdF mostrano come le forze dell’ordine continuino a colpire le organizzazioni criminali, mentre operazione contro il clan Senese a Roma 2026 dimostra che la lotta alla criminalità organizzata è ancora attiva su tutto il territorio nazionale.


Giovanni Falcone: il magistrato che sfidò Cosa Nostra

Giovanni Falcone nacque a Palermo il 18 maggio 1939. Dopo gli studi al liceo classico Umberto I e una breve parentesi all’Accademia navale di Livorno, si laureò in Giurisprudenza e entrò in magistratura nel 1964, avviando la carriera a Trapani. Fu il giudice Rocco Chinnici, nel 1980, ad affidargli le prime indagini sui flussi finanziari della mafia, un settore allora quasi inesplorato.

Falcone introdusse metodi investigativi innovativi: il monitoraggio delle transazioni bancarie, la cooperazione internazionale con le autorità americane — determinante per smantellare la cosiddetta “Pizza Connection” — e la sistematizzazione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Insieme a Paolo Borsellino e agli altri magistrati del pool antimafia, costruì l’impianto probatorio che avrebbe portato al Maxiprocesso. Il suo approccio trasformò il modo in cui lo Stato italiano affrontava Cosa Nostra.

Negli ultimi anni di vita, Falcone fu nominato direttore degli Affari penali del Ministero della Giustizia, contribuendo alla creazione della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e della Direzione Nazionale Antimafia (DNA). Istituzioni che, ancora oggi, rappresentano i pilastri della risposta istituzionale al crimine organizzato in Italia. Come ricorda il profilo biografico pubblicato da Archivio Antimafia, il suo lascito scientifico e giudiziario rimane insuperato.


Il 34° anniversario della strage Capaci 2026

Il 23 maggio 2026, in occasione del 34° anniversario della strage di Capaci, migliaia di persone si sono radunate a Palermo per ricordare le cinque vittime dell’attentato. Le cerimonie si sono svolte in più luoghi simbolici: sull’autostrada A29 al km 19, dove l’esplosione devastò il manto stradale, sono state deposte corone d’alloro. Davanti all’Albero Falcone, il ficus benjamin di via Notarbartolo che dal 1992 è diventato un memoriale spontaneo, si è tenuto un minuto di silenzio alle 17:58.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di commemorazione, definendo l’attentato «un attacco feroce alla libertà e alla dignità degli italiani» e ribadendo: «La mafia finirà». Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato che l’automobile su cui viaggiava il giudice Falcone il giorno dell’attentato sarà esposta al pubblico nel Museo del Presente. Le istituzioni di tutta Italia, da Milano a Roma, hanno organizzato eventi commemorativi e iniziative nelle scuole.

La strage Capaci 2026 anniversario Falcone 34 anni è anche l’occasione per riflettere su quanto sia cambiata la lotta alla mafia in tre decenni. Le strutture investigative create grazie all’impulso di Falcone — DIA, DNA, il coordinamento tra procure — hanno consentito risultati importanti. Il fenomeno mafioso, tuttavia, rimane una sfida aperta. Anche episodi come il caso del minore arruolato nel terrorismo a Firenze ricordano che le organizzazioni criminali cercano continuamente nuove leve e nuove forme di reclutamento.

Trentaquattro anni dopo Capaci, la memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro rimane viva. Non come un rito formale, ma come impegno civile collettivo. Le loro vite e la loro morte hanno contribuito a costruire gli strumenti con cui l’Italia ancora oggi contrasta la criminalità organizzata.


Domande frequenti

Quando avvenne la strage di Capaci?

La strage di Capaci avvenne sabato 23 maggio 1992 alle ore 17:58, sull’autostrada A29 in direzione Palermo, all’altezza dello svincolo di Capaci, nel territorio del comune di Isola delle Femmine (Palermo).

Chi sono le vittime della strage di Capaci?

Le cinque vittime sono: il giudice Giovanni Falcone (nato a Palermo il 18 maggio 1939), sua moglie Francesca Morvillo (magistrata), e i tre agenti di Polizia di Stato della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Ventitré persone rimasero ferite.

Chi fu condannato per la strage di Capaci?

Secondo le sentenze definitive della magistratura italiana, la strage fu eseguita materialmente da Giovanni Brusca, che azionò il detonatore, su ordine di Salvatore Riina, capo di Cosa Nostra. Entrambi furono condannati all’ergastolo. Riina morì in carcere nel 2017. Brusca, diventato collaboratore di giustizia, fu liberato nel 2021 dopo aver scontato 25 anni di detenzione, in applicazione della normativa sui collaboratori di giustizia.

Cosa si ricorda nel 34° anniversario del 2026?

Il 34° anniversario della strage di Capaci 2026 è stato commemorato il 23 maggio con cerimonie ufficiali a Palermo, sul luogo dell’attentato e all’Albero Falcone. Il Presidente Mattarella ha ribadito l’impegno dello Stato nella lotta alla mafia. Il Ministro Nordio ha annunciato l’esposizione dell’auto di Falcone in un museo. In tutta Italia si sono svolte iniziative nelle scuole e nelle istituzioni, nel segno della memoria civile.

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