Esopianeta GJ 887 2026: la Scoperta della Super-Terra Vicina
L’esopianeta GJ 887 2026 è la notizia astronomica dell’anno: una super-Terra confermata nella zona abitabile di una nana rossa a soli 10,7 anni luce da noi, secondo uno studio pubblicato su Astronomy & Astrophysics (2026). È il pianeta temperato più vicino mai confermato dopo Proxima Centauri b, e il contributo italiano è stato decisivo.
Indice
Per capire perché gli astronomi sono entusiasti serve un po’ di contesto. GJ 887, nota anche come Gliese 887, è la dodicesima stella più vicina al Sole e la nana rossa più luminosa del cielo nel visibile. Le nane rosse — stelle piccole, fredde e molto longeve — sono le più diffuse della Via Lattea, ma hanno una pessima reputazione: spesso emettono violente tempeste di radiazioni capaci di spazzare via l’atmosfera dei pianeti vicini.
Già nel 2020 questa stella aveva rivelato due pianeti. Il nuovo lavoro, frutto della collaborazione internazionale RedDots che osserva GJ 887 da circa dieci anni, ha rianalizzato l’intero archivio di dati confermando che attorno alla stella ruotano almeno quattro pianeti. Il più interessante è GJ 887 d, la super-Terra che ricade nella zona abitabile.
La “zona abitabile” è la fascia orbitale in cui la temperatura permetterebbe, in teoria, la presenza di acqua liquida in superficie: né troppo vicino alla stella (acqua evaporata), né troppo lontano (acqua ghiacciata). È il primo requisito che gli astronomi cercano quando valutano la potenziale ospitalità di un mondo lontano.
Ultimo aggiornamento: 26 giugno 2026
Esopianeta GJ 887 2026: cosa ha trovato lo studio
I ricercatori non hanno “visto” il pianeta direttamente. Hanno usato il metodo delle velocità radiali, che sfrutta l’effetto Doppler: mentre un pianeta orbita, la sua gravità fa oscillare leggermente la stella, e questo movimento sposta in modo periodico le righe spettrali della luce stellare. Misurando quegli spostamenti minuscoli con gli spettrografi HARPS ed ESPRESSO in Cile, il team ha ricostruito le orbite dei pianeti (Fonte: Astronomy & Astrophysics, 2026).
I dati indicano che GJ 887 d ha una massa pari a circa 6,1 volte quella della Terra — da qui la definizione di super-Terra — e completa un’orbita in 50,8 giorni, a una distanza di 0,212 unità astronomiche dalla stella. In pratica un “anno” su questo pianeta dura poco più di sette settimane. Trovandosi attorno a una stella fredda, quella distanza ravvicinata è proprio ciò che lo colloca nella zona temperata.
“È uno dei pianeti più interessanti mai trovati: misuriamo le oscillazioni della stella causate dalla gravità dei pianeti tramite l’effetto Doppler.”
Fabio Del Sordo, ricercatore INAF e Scuola Normale Superiore di Pisa (2026)
Una nana rossa diversa da Proxima Centauri
Il vero motivo dell’entusiasmo non è solo la vicinanza. È che GJ 887 sembra una stella insolitamente “tranquilla”. A differenza di Proxima Centauri — la nana rossa che ospita Proxima b, altrettanto vicina ma flagellata da intensa attività magnetica — GJ 887 non produce tempeste stellari eccessive né venti che inonderebbero i suoi pianeti di radiazioni letali. Per un’atmosfera, e quindi per l’eventuale acqua liquida, fa un’enorme differenza.
Questo rende GJ 887 d, secondo i ricercatori, il secondo pianeta confermato in zona abitabile entro circa dieci anni luce da noi dopo Proxima b, ma con condizioni ambientali potenzialmente più favorevoli. Vale la pena ricordare la scala: 10,7 anni luce equivalgono a circa 100.000 miliardi di chilometri. Con le sonde attuali servirebbero decine di migliaia di anni per arrivarci. “Vicino” è un termine puramente astronomico.
I pianeti di GJ 887 non sono osservabili con il metodo del transito, perché il piano delle loro orbite non passa davanti alla stella dal nostro punto di vista. Per questo le velocità radiali restano, per ora, l’unica via per studiarli. Chi è curioso di approfondire può leggere la nostra panoramica su altri esopianeti potenzialmente abitabili.
Perché conta e quali sono i limiti
Qui serve la massima onestà scientifica. “Potenzialmente abitabile” non significa “abitabile”. Lo studio dimostra che GJ 887 d esiste, ne misura massa e orbita e lo colloca nella zona temperata. Non dimostra che il pianeta abbia un’atmosfera, né tantomeno acqua liquida o forme di vita: questi restano scenari da verificare, non risultati acquisiti.
Con il metodo delle velocità radiali, inoltre, la massa misurata è in realtà una massa minima e non conosciamo con precisione il raggio del pianeta: non sappiamo ancora se GJ 887 d sia un mondo roccioso o ricco di gas e ghiacci. La prossima frontiera è la spettroscopia delle atmosfere, il campo in cui il telescopio spaziale James Webb sta dando i risultati più promettenti.
“GJ 887 è interessante non solo perché è tra le stelle più vicine, ma perché è insolitamente quieta: un ambiente teoricamente più ospitale per studiare un’atmosfera.”
Fabio Del Sordo, ricercatore INAF e Scuola Normale Superiore di Pisa (2026)
I prossimi passi sono già tracciati: nuove campagne di velocità radiali per affinare i parametri orbitali e, soprattutto, osservazioni dedicate per cercare un’eventuale atmosfera. Un ruolo crescente lo avrà la missione PLATO dell’ESA, progettata per caratterizzare pianeti di tipo terrestre attorno a stelle vicine.
Domande frequenti
Quanto è lontano GJ 887 dalla Terra?
Circa 10,7 anni luce, ovvero circa 100.000 miliardi di chilometri. È la dodicesima stella più vicina al Sole (Fonte: INAF, 2026).
GJ 887 d è davvero abitabile?
Non lo sappiamo. Lo studio lo definisce potenzialmente abitabile perché si trova nella zona temperata, ma non è ancora dimostrata né la presenza di un’atmosfera né di acqua liquida.
Quanti pianeti orbitano attorno a GJ 887?
La collaborazione RedDots ha confermato almeno quattro pianeti, individuati con il metodo delle velocità radiali (Fonte: Astronomy & Astrophysics, 2026).
Che ruolo ha avuto la ricerca italiana?
Fabio Del Sordo, ricercatore INAF e della Scuola Normale Superiore di Pisa, fa parte del team internazionale che ha confermato la scoperta. Per altri approfondimenti resta utile la nostra panoramica sugli esopianeti e le fonti ufficiali come Media INAF e Nature.
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.
