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Durezza acqua 2026: Guida Completa a gradi °F e città

Il valore di durezza acqua indicato dai gestori misura quanto calcio e magnesio sono disciolti nell’acqua del rubinetto e in Italia si esprime in gradi francesi: 1 °F equivale a 10 milligrammi di carbonato di calcio per litro. Nella scala di MM, gestore di Milano, sotto i 14 °F l’acqua è dolce, tra 14 e 32 °F è da media a discretamente dura, oltre i 32 °F è dura. Nelle grandi città i valori ufficiali vanno da 20 a 35 °F: il calcare pesa sugli elettrodomestici, non sulla salute.

Il decreto legislativo 23 febbraio 2023, n. 18, che recepisce la direttiva europea 2020/2184 sulle acque potabili, obbliga i gestori a pubblicare online questi dati, oggi sparsi in formati diversi. Qui li abbiamo riuniti per otto grandi città.

Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2026


Cos’è la durezza dell’acqua e da dove viene il calcare?

La durezza è la quantità di ioni calcio e magnesio disciolti nell’acqua. Arrivano dalle rocce che l’acqua attraversa nel sottosuolo. Quando l’acqua viene scaldata, una parte di questi sali precipita come carbonato di calcio e di magnesio, il deposito bianco che chiamiamo calcare.

Secondo la scheda di MM sull’acqua dura, Milano usa solo acque sotterranee, che erodono lentamente le rocce dell’acquifero; i depositi di carbonati, scarsamente solubili, si formano soprattutto nei circuiti dell’acqua calda. Anche l’ebollizione ha la sua fisica: lo abbiamo visto spiegando perché l’acqua bolle prima in montagna.


Come si legge la durezza acqua in gradi francesi?

Un grado francese (°F) corrisponde a 10 milligrammi di carbonato di calcio per litro, come ricorda ABC Napoli. Un’acqua da 30 °F ne contiene quindi l’equivalente di 300 mg/L. Il numero va poi letto con una scala di classi, che diversi gestori pubblicano.

Questa è la scala pubblicata da MM:

  • fino a 7 °F: acqua molto dolce;
  • da 7 a 14 °F: dolce;
  • da 14 a 22 °F: mediamente dura;
  • da 22 a 32 °F: discretamente dura;
  • da 32 a 54 °F: dura;
  • oltre 54 °F: molto dura.

Alcuni kit usano i gradi tedeschi (°dH), pari a 10 mg/L di ossido di calcio: 1 °dH ≈ 1,78 °F e 1 °F ≈ 0,56 °dH. Se l’etichetta riporta solo calcio e magnesio, la durezza in mg/L di carbonato di calcio è circa 2,5 × calcio + 4,1 × magnesio, formula che deriva dalle masse molari. Con i dati Acea di luglio 2026 per Ostia (100 mg/L di calcio, 19,5 di magnesio) si ottengono 330 mg/L, cioè i 33,0 °F dichiarati.


Quanto è dura l’acqua nelle grandi città italiane?

Secondo i dati ufficiali dei gestori, l’acqua delle grandi città italiane va da circa 20 °F, a Firenze e nella provincia di Trieste, a 35 °F nella provincia di Modena. Milano, Napoli, Palermo e Bologna si collocano tra 27 e 30 °F, cioè nella fascia discretamente dura. I valori cambiano per zona e quartiere, perché dipendono da quali fonti alimentano ciascuna rete.

  • Milano: circa 27 °F, valore medio cittadino indicato da MM (scheda pubblicata nel 2020).
  • Roma, zona 9 Ostia e Acilia: 33,0 °F, valore mediano di luglio 2026, Acea Ato 2.
  • Napoli: 30 °F, media di agosto 2026 su 51 punti di prelievo della rete cittadina, ABC Napoli (aggiornamento del 7 settembre 2026).
  • Firenze: 20,5 °F, valore medio della Carta dell’Acqua di Publiacqua (periodo non indicato nel documento).
  • Palermo: 27,8 °F, valore medio della Carta d’identità dell’acqua di AMAP (periodo non indicato).
  • Bologna (provincia): 29 °F, media 2024 del Gruppo Hera.
  • Modena (provincia): 35 °F, media 2024, Gruppo Hera.
  • Trieste (provincia): 20 °F, media 2024, Gruppo Hera.

Le medie nascondono differenze locali: MM le lega ai singoli pozzi e alla centrale prevalente in ogni zona, e Acea pubblica una scheda per ciascuna area di Roma.


La normativa nel 2026: cosa prevede il D.Lgs. 18/2023

Nel 2026 la norma di riferimento è il D.Lgs. 18/2023, che all’articolo 25 ha abrogato il vecchio D.Lgs. 31/2001. Il nuovo decreto non fissa un limite per la durezza: la inserisce invece nell’Allegato IV tra le informazioni che il gestore deve rendere accessibili online, insieme a calcio, magnesio e potassio, con risultati non più vecchi di un anno.

Il Gruppo Hera lo precisa nelle note ai dati 2024. L’intervallo 15–50 °F che molti ricordano era il valore consigliato dal decreto del 2001, come riporta MM: ABC Napoli e AMAP lo citano ancora come riferimento, ma non è più un parametro di legge.


L’acqua dura fa male alla salute?

No: l’Istituto Superiore di Sanità definisce falsa la convinzione che l’acqua del rubinetto provochi o favorisca i calcoli renali, anche quando è ricca di calcio e magnesio. Nella sua scheda del 28 giugno 2024 l’ISS spiega che la formazione dei calcoli dipende spesso da una predisposizione individuale o familiare e che il calcio va ridotto solo su indicazione del medico.

Gli effetti documentati riguardano gli impianti: secondo ABC Napoli oltre i 38 °F si formano incrostazioni, specie negli impianti di riscaldamento, e serve più detersivo. Sotto i 13 °F, invece, l’acqua tende a corrodere le tubazioni metalliche. Altra cosa sono i contaminanti con limiti di legge, come i PFAS nell’acqua in Italia.


Come conoscere la durezza dell’acqua del proprio comune?

Il modo più affidabile è consultare il sito del proprio gestore idrico, che per legge deve pubblicare la durezza della zona di fornitura. Molti gestori la riportano anche in bolletta: il Gruppo Hera, per esempio, inserisce un’etichetta con i risultati delle analisi aggiornati ogni sei mesi per ciascun comune servito.

Acea pubblica schede per singola zona, ABC Napoli una media mensile cittadina. La trasparenza è un obiettivo dichiarato dell’ISS, che nel luglio 2024 ha presentato il primo rapporto del suo Centro nazionale per la sicurezza delle acque, come riportato da Sky TG24.

«[I cittadini] potranno conoscere l’origine e la qualità della propria acqua di rubinetto, a partire dalle risorse idriche prelevate dagli ambienti naturali fino al loro rubinetto ed evidenziando tutte le misure di protezione e controllo applicate.»

Luca Lucentini, Direttore del Centro nazionale per la sicurezza delle acque, Istituto Superiore di Sanità (2024)

Resta un limite: alcuni gestori non indicano il periodo dei dati, e le medie non dicono nulla delle tubature del condominio. Per il quadro idrico nazionale si veda il rapporto ISPRA sulla crisi idrica.


Domande frequenti

Quanti gradi francesi deve avere l’acqua potabile?

Il D.Lgs. 18/2023 non stabilisce un valore minimo o massimo di durezza. L’intervallo 15–50 °F veniva indicato come consigliato dal decreto del 2001, oggi abrogato. Molti gestori lo citano ancora come semplice riferimento.

L’acqua dura fa venire i calcoli renali?

No, secondo l’Istituto Superiore di Sanità è una convinzione diffusa ma falsa. I calcoli dipendono spesso da una predisposizione individuale o familiare. Ridurre il calcio ha senso solo se lo prescrive il medico.

Come si convertono i gradi francesi in gradi tedeschi?

Si moltiplicano i gradi francesi per circa 0,56. Un grado tedesco equivale infatti a circa 1,78 gradi francesi. Per esempio 27 °F corrispondono a circa 15 °dH. Per ottenere i mg/L di carbonato di calcio si moltiplicano invece i °F per 10.


Glossario

  • Grado francese (°F): unità di durezza pari a 10 mg/L di carbonato di calcio.
  • Grado tedesco (°dH): unità pari a 10 mg/L di ossido di calcio, circa 1,78 °F.
  • Calcare: deposito di carbonati di calcio e magnesio che si forma soprattutto con l’acqua calda.

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