Scienza

Colori allerta meteo 2026: la guida completa

I colori allerta meteo indicano il livello di rischio previsto dalla Protezione Civile: il giallo segnala una criticità ordinaria, l’arancione una criticità moderata e il rosso una criticità elevata, mentre il verde indica assenza di fenomeni rilevanti. Non descrivono il tempo che farà, ma i possibili effetti al suolo — allagamenti, frane, piene — attesi su una determinata zona di allerta.

Il meccanismo funziona come un semaforo: al verde non c’è nulla da segnalare, mentre giallo, arancione e rosso corrispondono a un rischio crescente. In Italia il sistema di allertamento nazionale è gestito dal Dipartimento della Protezione Civile insieme alle Regioni, attraverso la rete dei Centri Funzionali, i presìdi tecnici che ogni giorno elaborano previsioni e valutano i possibili scenari di pericolo per la popolazione (Dipartimento della Protezione Civile, 2026).

La distinzione più importante — e più fraintesa — è che l’allerta non è la previsione del tempo. La previsione descrive fenomeni come pioggia o vento; la criticità stima quali danni quei fenomeni possono provocare al territorio; l’allerta è la conseguente risposta operativa, il segnale con cui le Regioni attivano il sistema di protezione civile. Un temporale intenso su un versante già fragile per il rischio idrogeologico in Italia può generare un’allerta più alta di un nubifragio su terreno pianeggiante e stabile.

Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2026


Cosa significano giallo, arancione e rosso?

Giallo, arancione e rosso corrispondono a tre livelli di criticità crescente: ordinaria, moderata ed elevata. Il giallo indica fenomeni localizzati come allagamenti di sottopassi, rigurgiti fognari, frane o piene improvvise circoscritte. L’arancione segnala eventi diffusi con inondazioni, frane e colate di fango in contesti geologici critici. Il rosso avverte di fenomeni numerosi, intensi ed estesi, potenzialmente pericolosi per l’incolumità pubblica (Dipartimento della Protezione Civile, allegato tecnico).

Il verde, quarto livello spesso dimenticato, segnala l’assenza di fenomeni rilevanti a fini di protezione civile. Attenzione però: l’assenza di allerta non equivale a rischio zero. La documentazione tecnica prevede infatti un rischio residuo, cioè la possibilità che danni si manifestino anche senza criticità dichiarata.


Colori allerta meteo: la tabella riepilogativa

Questa tabella mette in fila, in un unico schema di sintesi nazionale, ciò che le singole pagine regionali riportano separatamente: per ogni codice colore trovi il livello di criticità corrispondente, un esempio degli scenari possibili e il comportamento consigliato. È una lettura d’insieme utile per interpretare rapidamente un bollettino.

ColoreLivello di criticitàCosa può succedereCosa fare
VerdeAssenteNessun fenomeno rilevante previsto (resta un rischio residuo)Comportamento ordinario, attenzione di base
GialloOrdinariaAllagamenti localizzati, frane e piene improvvise circoscritteInformarsi, evitare aree a rischio e attività all’aperto non necessarie
ArancioneModerataInondazioni e frane diffuse in contesti geologici criticiLimitare gli spostamenti, seguire le indicazioni del Comune
RossoElevataFenomeni numerosi ed estesi, pericolo per l’incolumità pubblicaEvitare gli spostamenti, raggiungere i piani alti, seguire il piano comunale
Sintesi elaborata sui dati del Dipartimento della Protezione Civile (2026).

Come funziona il sistema di allertamento della Protezione Civile?

Il sistema poggia sulla rete dei Centri Funzionali, coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile. Ogni giorno viene emesso il Bollettino di vigilanza meteorologica nazionale e, nel pomeriggio, il Bollettino di criticità nazionale: una sintesi delle valutazioni dei Centri Funzionali decentrati delle Regioni. Sulla base di questi documenti, i presidenti delle Regioni dichiarano formalmente l’allerta gialla, arancione o rossa per le zone interessate (Protezione Civile, infografica allerte).

La standardizzazione dei nomi dei livelli — solo giallo, arancione e rosso — nasce dalla direttiva operativa del Capo Dipartimento del 10 febbraio 2016, che ha unificato in tutta Italia un linguaggio prima frammentato tra le Regioni, con evidenti rischi di confusione durante le emergenze.

«Le previsioni meteo a fini di protezione civile sono diverse dalle classiche previsioni del tempo, perché evidenziano le situazioni potenzialmente dannose per le persone o le cose.»

Dipartimento della Protezione Civile, portale Rischi meteo-idro, 2026

Che differenza c’è tra allerta, previsione e criticità?

Sono tre passaggi distinti dello stesso processo. La previsione descrive i fenomeni meteorologici attesi (pioggia, vento, neve). La criticità traduce quei fenomeni in scenari di danno probabile sul territorio — ordinaria, moderata o elevata. L’allerta è l’atto con cui la Regione dichiara ufficialmente quel livello per attivare uomini e mezzi. In altre parole, la previsione dice che pioverà, la criticità stima cosa può rompersi, l’allerta mette in moto la risposta.

Capire questa catena aiuta a leggere correttamente le notizie: un’allerta arancione non significa necessariamente pioggia record, ma un rischio elevato di effetti al suolo, spesso amplificato da versanti già saturi d’acqua o da fiumi in piena. È lo stesso meccanismo che collega gli eventi estremi alla gestione della risorsa idrica, come mostra la crisi idrica in Italia, dove siccità e alluvioni convivono negli stessi bacini.


L’allerta riguarda una città o una zona?

L’allerta non è riferita a una singola città, ma a una zona di allerta: un ambito territoriale omogeneo per tipo e intensità dei fenomeni attesi e dei loro effetti. Ogni Regione è suddivisa in più zone e, per ciascuna, il bollettino rappresenta il livello di criticità più elevato previsto. Per questo il tuo Comune può risultare in allerta arancione anche se in quel momento, sotto casa, non piove.

Questo approccio per aree — e non per punto — è il motivo per cui l’allerta va sempre letta insieme al piano di protezione civile comunale: il colore fotografa il rischio di un intero bacino, non la pioggia dell’ora successiva su una via precisa.


Allerta meteo e bollino del caldo: sono lo stesso sistema?

No, sono due sistemi diversi, anche se usano colori simili. I codici colore delle allerte meteo-idro riguardano il rischio idrogeologico e idraulico e li dirama la Protezione Civile. I “bollini” verde, giallo, arancione e rosso delle ondate di calore appartengono invece al piano caldo del Ministero della Salute e misurano l’impatto delle temperature sulla salute delle persone, città per città.

La sovrapposizione cromatica genera spesso confusione estiva, quando i due avvisi possono circolare insieme. Per approfondire il funzionamento delle ondate di calore è utile consultare il sistema di allerta della Protezione Civile per il caldo, che segue logiche e soglie proprie, distinte dai livelli di criticità meteo-idrogeologica descritti qui.


Domande frequenti

Cosa significa allerta arancione?

L’allerta arancione indica una criticità moderata: si prevedono, in maniera diffusa, inondazioni, frane o colate di fango in contesti geologici critici. È un livello intermedio tra il giallo (criticità ordinaria) e il rosso (criticità elevata). In presenza di allerta arancione conviene limitare gli spostamenti non necessari e seguire le comunicazioni del proprio Comune e della Regione.

L’allerta è riferita a una città o a una zona?

A una zona. L’allerta è emessa per le zone di allerta, ambiti territoriali omogenei in cui è suddivisa ogni Regione, e non per il singolo Comune. Il bollettino indica per ciascuna zona il livello di criticità più alto previsto: la tua città eredita quindi il colore della zona a cui appartiene, indipendentemente dalle condizioni puntuali del momento.

Chi decide l’allerta meteo?

La dichiarazione formale dell’allerta spetta alle Regioni e alle Province Autonome, sulla base del Bollettino di criticità nazionale elaborato dal Dipartimento della Protezione Civile insieme alla rete dei Centri Funzionali. Il Dipartimento coordina il sistema a livello nazionale; le Regioni emettono il documento di allerta per le zone interessate e attivano le fasi operative sul territorio.

A che ora esce il bollettino di criticità?

Il Bollettino di criticità nazionale viene emesso ogni giorno nel pomeriggio e vale, di norma, per le 24-36 ore successive. È preceduto dal Bollettino di vigilanza meteorologica nazionale. In caso di evoluzione rapida dei fenomeni, Regioni e Centri Funzionali possono aggiornare le valutazioni e i livelli di allerta anche in corso di giornata.

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