Permessi Retribuiti Lavoro 2026: Guida Completa ai Giorni
I permessi retribuiti lavoro 2026 sono assenze giustificate durante le quali il dipendente conserva lo stipendio: la legge garantisce almeno 3 giorni all’anno per lutto o grave infermità, 15 giorni per il matrimonio, fino a 150 ore per lo studio e l’intera giornata per la donazione del sangue. Vediamo quanti giorni spettano, chi li paga e come si richiedono.
Indice
Il diritto ad assentarsi mantenendo la busta paga nasce da due fonti distinte: la legge e il contratto collettivo (CCNL). Alcuni permessi sono previsti direttamente da norme statali, come i tre giorni per lutto dell’art. 4 della Legge 8 marzo 2000, n. 53; altri, come il congedo matrimoniale, sono disciplinati dai singoli CCNL. Il datore non può negarli quando ricorrono i presupposti previsti.
È fondamentale distinguere tre categorie. I permessi retribuiti in senso proprio sono pagati dal datore di lavoro (lutto, matrimonio, studio). Altri sono indennizzati dall’INPS, che rimborsa il datore: è il caso della donazione del sangue e dei permessi della Legge 104/1992. Esistono infine i congedi non retribuiti, come l’aspettativa per gravi motivi familiari. Confonderli significa sbagliare la busta paga.
Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2026
Permessi retribuiti lavoro 2026: cosa prevede la legge
La legge non fissa un unico “monte permessi” ma riconosce diritti specifici per singoli eventi. Il nucleo garantito a tutti i dipendenti è composto dai tre giorni per lutto o grave infermità (art. 4, Legge 53/2000), dal congedo matrimoniale previsto dai CCNL, dai permessi per lo studio dello Statuto dei Lavoratori e dalla giornata per la donazione del sangue. I contratti collettivi possono solo migliorare, mai peggiorare, questi minimi.
Dal 1° gennaio 2026 si aggiunge una tutela nuova: i lavoratori con gravi patologie hanno diritto a 10 ore aggiuntive di permesso retribuito all’anno per visite, esami e terapie, introdotte dall’art. 2 della Legge 18 luglio 2025, n. 106 e operative con la circolare INPS n. 152 del 19 dicembre 2025. Prima di richiederli, verifica sempre anche i giorni di ferie spettanti per legge, che seguono regole diverse.
“La lavoratrice e il lavoratore hanno diritto ad un permesso retribuito di tre giorni lavorativi all’anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge o di un parente entro il secondo grado o del convivente.”
Art. 4, comma 1, Legge 8 marzo 2000, n. 53 (Gazzetta Ufficiale)
Quanti giorni di permesso spettano per un lutto?
Spettano 3 giorni lavorativi di permesso retribuito all’anno in caso di decesso o documentata grave infermità del coniuge, del convivente stabile o di un parente entro il secondo grado (genitori, figli, fratelli, nonni, nipoti). Il permesso è interamente pagato dal datore di lavoro e va utilizzato entro 7 giorni dall’evento, secondo l’art. 4 della Legge 53/2000 e il D.M. 278/2000.
I tre giorni sono complessivi per anno, non per singolo evento, e si applicano per intero anche ai contratti part-time. Il lavoratore deve preavvisare il datore e presentare la documentazione: il certificato di morte o l’attestazione sanitaria della grave infermità. In caso di grave infermità, in alternativa al permesso, si possono concordare con l’azienda diverse modalità di svolgimento della prestazione.
Quanti giorni dura il congedo matrimoniale?
Il congedo matrimoniale dura di norma 15 giorni di calendario consecutivi, retribuiti al 100% e non frazionabili. Decorre dal giorno delle nozze e va fruito, salvo diversa previsione del CCNL, entro 30 giorni dalla celebrazione. Il diritto matura dopo aver superato il periodo di prova e con almeno una settimana di anzianità. La durata esatta dipende dal contratto collettivo applicato.
Cambia però chi paga. Per impiegati, quadri e dirigenti il trattamento è interamente a carico del datore di lavoro. Per operai e apprendisti dell’industria, invece, l’INPS versa un assegno pari a 7 giorni di retribuzione e il datore integra la differenza fino a coprire i 15 giorni. Il congedo spetta anche in caso di unione civile.
Come funzionano i permessi per studio e le 150 ore?
I permessi per il diritto allo studio, noti come “150 ore”, consentono ai lavoratori iscritti a corsi di istruzione o di formazione fino a 150 ore retribuite nel triennio, secondo l’art. 10 della Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei Lavoratori) e la disciplina del CCNL. Servono a frequentare le lezioni e a preparare esami finalizzati al conseguimento di un titolo di studio.
I CCNL fissano il tetto annuo dei fruitori (spesso il 2-3% dell’organico) e la documentazione richiesta, come i certificati di iscrizione e di frequenza. A questi si aggiungono, in molti contratti, i permessi retribuiti per sostenere esami universitari o concorsi. Il datore può scaglionare le richieste per esigenze organizzative, ma non azzerare il diritto quando i requisiti sono soddisfatti.
Quanto permesso spetta per la donazione del sangue?
Il lavoratore che dona il sangue ha diritto a un giorno intero di riposo retribuito, cioè le 24 ore successive al momento in cui si assenta per la donazione. La retribuzione è anticipata dal datore di lavoro e poi rimborsata dall’INPS, come chiarito nella scheda INPS sul rimborso ai datori di lavoro.
Il diritto, previsto dalla Legge 21 ottobre 2005, n. 219, spetta ai lavoratori idonei che raggiungono la quantità minima di 250 grammi di sangue. Anche in caso di non idoneità accertata quel giorno, resta retribuito il tempo necessario per gli accertamenti. Si tratta quindi di un permesso indennizzato dall’ente previdenziale, non a carico definitivo dell’azienda.
Tabella dei principali permessi retribuiti
La tabella seguente riassume durata, riferimento normativo e soggetto che sostiene il costo per i principali permessi retribuiti riconosciuti ai lavoratori dipendenti. È il modo più rapido per capire, evento per evento, cosa spetta e a chi chiedere il pagamento.
| Evento | Giorni spettanti | Norma | Retribuito da |
|---|---|---|---|
| Lutto / grave infermità | 3 giorni lavorativi/anno | Art. 4 L. 53/2000 | Datore di lavoro |
| Matrimonio | 15 giorni di calendario | CCNL | Datore (operai: 7 gg INPS + integrazione) |
| Studio (150 ore) | Fino a 150 ore nel triennio | Art. 10 L. 300/1970 | Datore di lavoro |
| Donazione sangue | 1 giornata intera (24 ore) | L. 219/2005 | INPS (rimborso al datore) |
| Assistenza disabilità grave | 3 giorni/mese | Art. 33 L. 104/1992 | INPS |
| Gravi patologie | 10 ore aggiuntive/anno | Art. 2 L. 106/2025 | Datore (gestione INPS) |
Come si richiedono i permessi retribuiti?
Per ottenere un permesso retribuito occorre presentare una domanda scritta al datore di lavoro, con un ragionevole preavviso e allegando la documentazione che giustifica l’assenza. Il tipo di prova varia: certificato di morte per il lutto, certificato di matrimonio, attestazione di frequenza per lo studio, certificazione del centro trasfusionale per la donazione del sangue.
In pratica, conviene sempre consultare prima il proprio CCNL, che può prevedere condizioni più favorevoli e termini precisi. Ricorda che, come per il periodo di prova, i diritti si consolidano con l’anzianità di servizio. Chi valuta un cambio di lavoro dovrebbe verificare anche il preavviso per le dimissioni previsto dal contratto.
Il datore che nega illegittimamente un permesso previsto per legge o dal contratto può essere chiamato a rispondere. Per le PMI, gestire correttamente questi istituti in busta paga con l’aiuto del consulente del lavoro evita contenziosi e sanzioni, oltre a garantire il rimborso INPS quando spetta.
Domande frequenti
I permessi per lutto valgono per i suoceri?
Sì. I suoceri rientrano tra gli affini entro il secondo grado, quindi il decesso o la grave infermità di un suocero dà diritto ai 3 giorni di permesso retribuito previsti dall’art. 4 della Legge 53/2000. Il permesso spetta allo stesso modo per genitori, figli, coniuge, convivente stabile e fratelli, entro il limite complessivo annuo.
Il congedo matrimoniale spetta per le unioni civili?
Sì. Con la Legge 76/2016 le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono equiparate al matrimonio ai fini del congedo. Si applicano gli stessi 15 giorni di calendario retribuiti previsti dal CCNL, con le stesse condizioni di anzianità e gli stessi termini di fruizione dalla data di costituzione dell’unione.
La donazione del sangue è pagata dall’azienda?
La giornata è retribuita, ma il costo non resta all’azienda. Il datore anticipa la retribuzione della giornata di riposo e ottiene poi il rimborso dall’INPS, che copre anche la contribuzione figurativa. Il diritto scatta con una donazione di almeno 250 grammi di sangue presso una struttura autorizzata, secondo la Legge 219/2005.
I permessi retribuiti si sommano alle ferie?
Sì, sono istituti distinti e aggiuntivi. I permessi retribuiti per lutto, matrimonio, studio o donazione non intaccano i giorni di ferie né i permessi ROL, perché rispondono a esigenze specifiche tutelate dalla legge o dal CCNL. Durante questi permessi, inoltre, si continuano a maturare anzianità, ferie e tredicesima.
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.
