Rimborso App Store e Google Play 2026: la Guida Completa
Per ottenere un rimborso App Store bisogna accedere a reportaproblem.apple.com con il proprio Apple Account, scegliere «Richiedere un rimborso», indicare il motivo e selezionare l’acquisto. Su Google Play la richiesta parte dalla cronologia ordini: entro 48 ore dall’acquisto la valuta Google, dopo quel termine conviene rivolgersi allo sviluppatore. Gli addebiti non autorizzati si segnalano entro 120 giorni.
Indice
Le regole qui riportate sono quelle pubblicate da Apple e Google per app, acquisti in-app, abbonamenti e film. Il quadro di fondo è europeo: la direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, recepita nel Codice del Consumo, che stabilisce quando il diritto di recesso vale anche per i contenuti digitali e quando no.
Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2026
Come si ottiene un rimborso App Store?
La richiesta si invia online dal sito reportaproblem.apple.com, accedendo con l’Apple Account usato per l’acquisto. Secondo la pagina di supporto di Apple, i passaggi sono quattro: scegliere «Vorrei», poi «Richiedere un rimborso», indicare il motivo e selezionare l’app, l’abbonamento o l’elemento da contestare. Apple indica di attendere da 24 a 48 ore per un aggiornamento sulla richiesta.
L’idoneità al rimborso varia da Paese a Paese. Per gli addebiti ancora «in sospeso» Apple chiede di aspettare la ricevuta via email prima di avviare la pratica; dopo l’approvazione possono servire alcuni giorni perché il denaro torni sul metodo di pagamento.
Come funziona il rimborso su Google Play entro 48 ore?
Su Google Play conta il tempo. Secondo le norme sui rimborsi per app e giochi di Google Play, entro 48 ore dall’acquisto si può ottenere un rimborso a seconda dei dettagli dell’ordine; trascorso quel termine, Google invita a contattare lo sviluppatore, che può elaborare rimborsi secondo le proprie regole. Un’app o un gioco si può restituire a titolo di rimborso una sola volta.
La procedura ufficiale parte da play.google.com: immagine del profilo in alto a destra, «Pagamenti e abbonamenti», «Cronologia ordini e budget», poi «Segnala un problema» accanto all’ordine. Si compila il modulo e si invia. Google dichiara che in genere comunica la decisione entro un giorno, ma possono servire fino a quattro giorni. Se il rimborso viene concesso, si perde l’accesso al contenuto.
Diverso il caso di un acquisto che non si riconosce affatto. Se sulla carta compare un addebito Google Play non fatto né da sé né da una persona conosciuta, le regole generali di Google Play prevedono di segnalarlo come addebito non autorizzato entro 120 giorni dalla transazione.
Cosa succede se l’acquisto lo ha fatto un bambino?
L’acquisto fatto da un figlio con l’account del genitore non è un addebito fraudolento: va gestito come una normale richiesta di rimborso. Google lo prevede esplicitamente per gli acquisti fatti per sbaglio da un familiare, da chiedere dalla cronologia ordini. Su iPhone e iPad la strada è la stessa pagina reportaproblem.apple.com, spiegando il motivo.
Il tema è arrivato anche all’Antitrust. Nel provvedimento dell’adunanza del 28 gennaio 2015 sul gioco per bambini «Littlest Pet Shop», l’AGCM ha reso vincolanti gli impegni di iTunes, Google, Amazon e Gameloft: niente etichetta «gratis» senza spiegazioni per le app con acquisti interni e modifiche all’autenticazione dei pagamenti.
«Il consumatore medio, infatti, sarà posto in condizione di comprendere che l’app che sta per acquisire sul proprio terminale presenta dei contenuti la cui fruizione è subordinata al pagamento di un prezzo, sotto forma di In-App Purchase.»
Giovanni Pitruzzella, Presidente, Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, provvedimento sul caso Littlest Pet Shop (2015)
Per prevenire, le condizioni Apple descrivono «Chiedi di acquistare»: l’organizzatore di «In famiglia» approva o rifiuta le transazioni dei membri minorenni. Altri strumenti sono nella guida al controllo genitori sulle piattaforme streaming.
Si possono rimborsare abbonamenti, film e acquisti in-app?
Sì, ma con regole diverse per ciascun tipo di contenuto. Per gli abbonamenti Apple con impegno su più periodi, le condizioni precisano che l’eventuale rimborso riguarda solo il periodo già pagato e non ancora fornito. Su Google TV un film o un programma mai avviato si può far rimborsare entro 7 giorni dall’acquisto, secondo le norme sui rimborsi di Google TV.
Per chi risiede nello Spazio economico europeo, Google aggiunge che un film o una serie difettosi, non disponibili o non conformi a quanto indicato possono essere rimborsati in qualsiasi momento. Gli acquisti in-app seguono le regole delle app. Rimborso e disdetta sono cose diverse: annullare un abbonamento ferma solo i rinnovi futuri, come spiegato in come disdire un abbonamento streaming.
Il diritto di recesso di 14 giorni vale per le app?
Solo in parte, perché la legge europea prevede un’eccezione proprio per i contenuti digitali. L’articolo 16, lettera m) della direttiva 2011/83/UE e l’articolo 59, lettera o) del Codice del Consumo escludono il recesso per i contenuti digitali forniti senza supporto materiale quando l’esecuzione è iniziata con il consenso espresso del consumatore, che ha riconosciuto di perdere così il diritto di recesso.
Google, nelle norme per i Paesi del SEE, spiega che chi compra app e giochi accetta che siano disponibili subito e rinuncia al recesso automatico, salvo contenuti difettosi. Apple, nelle condizioni dei Servizi Multimediali per l’Italia, riconosce un recesso entro 14 giorni dalla ricevuta senza motivazione, con la stessa eccezione se la consegna parte su richiesta dell’utente che accetta di perdere il diritto.
App Store e Google Play a confronto
Google fissa una finestra breve, 48 ore, oltre la quale la richiesta passa allo sviluppatore. Apple centralizza tutto su un solo sito e lega il recesso contrattuale ai 14 giorni dalla ricevuta, salvo l’eccezione per i contenuti già consegnati. Ecco le differenze principali secondo le condizioni pubblicate dalle due aziende.
App Store (Apple)
- Dove si chiede: reportaproblem.apple.com
- Tempi: recesso entro 14 giorni dalla ricevuta, salvo l’eccezione per i contenuti già consegnati
- Cosa è rimborsabile: app, acquisti in-app, abbonamenti e altri contenuti, se idonei nel Paese
- Risposta: aggiornamento in 24-48 ore
- Accredito: entro 14 giorni dal recesso, sullo stesso metodo di pagamento
- Minori: funzione «Chiedi di acquistare»
Google Play
- Dove si chiede: play.google.com, «Cronologia ordini e budget»
- Tempi: 48 ore tramite Google, poi lo sviluppatore; 7 giorni per film non avviati
- Cosa è rimborsabile: app e giochi (una sola volta), acquisti in-app, abbonamenti, film
- Risposta: di solito entro un giorno, fino a quattro
- Accredito: 3-5 giorni lavorativi su carta
- Non autorizzati: segnalazione entro 120 giorni
Google pubblica una tabella per metodo di pagamento: 3-5 giorni lavorativi per carta di credito, debito o PayPal (fino a 10), un giorno lavorativo per il saldo Google Play, 1-2 estratti conto per l’addebito su contratto telefonico. Altre guide pratiche su app, streaming e tempo libero sono raccolte nella nostra guida all’intrattenimento.
Domande frequenti
Quanto tempo ho per chiedere un rimborso su Google Play?
La finestra gestita direttamente da Google è di 48 ore dall’acquisto. Dopo, la richiesta va rivolta allo sviluppatore. Per film e programmi su Google TV mai avviati il termine è di 7 giorni. Per gli addebiti non autorizzati la segnalazione è possibile entro 120 giorni.
Apple rimborsa sempre un’app comprata per sbaglio?
No, il rimborso non è garantito in ogni caso. Apple valuta ogni richiesta inviata da reportaproblem.apple.com e precisa che l’idoneità cambia da Paese a Paese. Può anche rifiutarla se rileva usi impropri o comportamenti manipolatori.
Quanto tempo serve per riavere i soldi?
Dipende dal metodo di pagamento. Google indica 3-5 giorni lavorativi per carta e PayPal, un giorno per il saldo Google Play. Apple, in caso di recesso, rimborsa entro 14 giorni dalla comunicazione, sullo stesso metodo usato per l’acquisto.
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.
