Scienza

CRISPR 2026: le prime terapie geniche approvate in Italia

Le terapie CRISPR approvate in Italia nel 2026 segnano una svolta: il 2026 è l’anno in cui le terapie geniche basate su CRISPR smettono di essere una promessa scientifica e diventano una realtà clinica per i primi pazienti italiani. Casgevy (exagamglogene autotemcel), sviluppata da Vertex Pharmaceuticals e CRISPR Therapeutics, è la prima terapia genica basata su CRISPR-Cas9 approvata in Europa dall’EMA per il trattamento della beta-talassemia trasfusione-dipendente e dell’anemia falciforme grave. In Italia è disponibile da fine 2025 in quattro centri specializzati: Ospedale San Raffaele di Milano, Policlinico Bambino Gesù di Roma, Ospedale Microcitemico Cao di Cagliari e Ospedale Villa Sofia di Palermo. Il costo si aggira intorno ai 2,5 milioni di euro per paziente, ma la terapia è una tantum e potenzialmente curativa.

La beta-talassemia colpisce in Italia circa 7.000 persone con la forma trasfusione-dipendente, concentrate soprattutto in Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia per motivi epidemiologici storici. L’anemia falciforme, meno frequente in Italia ma in crescita per effetto dei flussi migratori, interessa circa 3.500 pazienti. Entrambe le patologie richiedono trasfusioni di sangue ripetute (ogni 3-4 settimane per la beta-talassemia grave) e terapie chelanti per gestire l’accumulo di ferro, con importante impatto sulla qualità di vita e costi per il SSN superiori ai 100.000 euro annui per paziente.

La tecnologia CRISPR, il cui valore scientifico fondamentale è stato riconosciuto con il Premio Nobel per la Chimica 2020 assegnato a Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna, permette di modificare con precisione il DNA tagliando sequenze specifiche e attivando i meccanismi cellulari di riparazione. Scoperta come sistema immunitario batterico (clustered regularly interspaced short palindromic repeats), è stata adattata per uso terapeutico e industriale con una velocità senza precedenti nella storia della biotecnologia.


Come funziona Casgevy nella pratica

La terapia Casgevy è una terapia genica autologa ex vivo. Il protocollo si sviluppa in quattro fasi nell’arco di 6-12 mesi. Prima fase: raccolta delle cellule staminali ematopoietiche del paziente tramite aferesi (procedura ambulatoriale simile alla donazione di sangue). Seconda fase: le cellule vengono spedite in un laboratorio specializzato dove CRISPR-Cas9 edita il gene BCL11A, riattivando la produzione di emoglobina fetale (HbF) che sostituisce funzionalmente l’emoglobina difettosa. Terza fase: il paziente riceve chemioterapia ablativa per distruggere il midollo osseo esistente. Quarta fase: reinfusione delle cellule editate, che si annidano nel midollo osseo e iniziano a produrre globuli rossi funzionali.

Negli studi clinici pivotali CLIMB-121 e CLIMB-131, oltre il 90% dei pazienti trattati con Casgevy è risultato libero da eventi vaso-occlusivi (anemia falciforme) o da trasfusioni (beta-talassemia) a 24 mesi dall’infusione. Il tempo di ricovero ospedaliero per la procedura completa è di circa 4-6 settimane, seguito da controlli ambulatoriali a 3, 6, 12 mesi e annualmente per almeno 15 anni secondo le raccomandazioni EMA.

terapie CRISPR approvate in Italia 2026: illustrazione scientifica di doppia elica DNA con forbici molecolari Cas9

I quattro centri italiani per le terapie CRISPR approvate

In Italia la terapia Casgevy è erogabile in quattro centri di riferimento selezionati da AIFA per l’alta complessità della procedura. San Raffaele Milano è centro capofila per la beta-talassemia adulta, con un team di ematologia guidato dal gruppo di ricerca di Giuliana Ferrari e Alessandro Aiuti. Bambino Gesù Roma è centro per la popolazione pediatrica grazie all’esperienza consolidata nelle terapie geniche per immunodeficienze. Microcitemico Cao Cagliari è il centro storico per la microcitemia e beta-talassemia, con il più alto volume di pazienti sardi. Villa Sofia Palermo copre la popolazione siciliana con un programma integrato di trapianto e terapia genica.

L’accesso alla terapia richiede una valutazione multidisciplinare che include ematologo specialista, psicologo, nutrizionista e team della riabilitazione. I criteri di eleggibilità sono: età ≥12 anni (approvato in Europa nella fascia 12-65 anni), beta-talassemia trasfusione-dipendente con ≥12 trasfusioni annue, oppure anemia falciforme con ≥2 crisi vaso-occlusive gravi l’anno. I pazienti con comorbidità severe o trapianto di midollo precedente non sono eleggibili nella prima fase di accesso clinico. Per un confronto con altri approcci innovativi contro il cancro, vedi il nostro approfondimento sull’immunoterapia tumori 2026 in Italia.

Costi e rimborsabilità SSN

Il costo di Casgevy per il SSN è di circa 2,5 milioni di euro per paziente, secondo l’accordo di prezzo-volume negoziato da AIFA con Vertex Pharmaceuticals nel 2025 (il prezzo di listino internazionale è 2,2 milioni di dollari USA). L’accordo prevede un meccanismo di pagamento risultato-dipendente (performance-based risk-sharing): Vertex rimborsa parte del costo se il paziente non raggiunge i target terapeutici dichiarati a 24 mesi. Il costo elevato è parzialmente giustificato dal confronto con le alternative: le trasfusioni a vita per la beta-talassemia costano al SSN oltre 2,5 milioni di euro per paziente nell’arco della vita, con qualità di vita molto inferiore.

L’AIFA valuta caso per caso il rimborso sulla base del piano terapeutico e dei criteri di eleggibilità. Nel 2026 sono stati approvati i primi 47 pazienti italiani per il trattamento, distribuiti sui quattro centri di riferimento. L’obiettivo del Ministero della Salute è estendere progressivamente l’accesso a circa 150 pazienti l’anno entro il 2028, compatibilmente con la capacità di processo dei laboratori di editing. Nel più ampio contesto della ricerca biomedica italiana, anche le scoperte italiane sulla reversione dei tumori nel 2026 mostrano come il paese stia accelerando sull’oncologia molecolare.

Casgevy è la prima di una generazione di terapie geniche CRISPR in sviluppo. Altre terapie in fase III clinico-regolatorie al 2026 riguardano: amaurosi congenita di Leber (malattia oftalmologica ereditaria), alcune forme di cardiomiopatia ipertrofica, angioedema ereditario, distrofia muscolare di Duchenne.

Le prospettive delle terapie CRISPR per il prossimo decennio

La pipeline mondiale delle terapie CRISPR al 2026 conta oltre 40 candidati in fase clinica. Oltre alle emoglobinopatie, i target più avanzati sono: amaurosi congenita di Leber (EDIT-101 di Editas Medicine, primi risultati 2024), angioedema ereditario (NTLA-2002 di Intellia Therapeutics, risultati positivi fase II nel 2025), cardiomiopatia ipertrofica familiare, amiloidosi da transtiretina, diabete di tipo 1 (approcci base editing e prime editing). La principale sfida tecnica resta la consegna del sistema CRISPR in vivo nelle cellule target senza effetti off-target su altri tessuti.

Il valore economico del mercato delle terapie geniche basate su CRISPR è previsto raggiungere i 15 miliardi di dollari entro il 2030, secondo le stime di Evaluate Pharma. La ricerca italiana gioca un ruolo di primo piano attraverso il Telethon Institute of Genetics and Medicine di Napoli, l’Istituto San Raffaele-Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget) di Milano, e il programma congiunto INGM-Università Statale di Milano. Per un quadro più ampio dei riconoscimenti scientifici al settore, vedi il nostro approfondimento sul Breakthrough Prize 2026 per la terapia genica.

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Domande frequenti

Cos’è CRISPR e come funziona?

CRISPR-Cas9 è una tecnica di editing genetico che consente di modificare il DNA con precisione tagliando sequenze specifiche e attivando i meccanismi cellulari di riparazione per inserire, eliminare o correggere geni. Scoperto come sistema immunitario batterico, è stato adattato per uso terapeutico e valso il Premio Nobel per la Chimica 2020 a Charpentier e Doudna. La tecnica è oggi usata sia in terapia genica sia in agricoltura sia in ricerca biomedica.

Dove si fa la terapia CRISPR in Italia?

In quattro centri di riferimento selezionati da AIFA: Ospedale San Raffaele di Milano (centro capofila), Policlinico Bambino Gesù di Roma (pediatrico), Ospedale Microcitemico Cao di Cagliari (microcitemia), Ospedale Villa Sofia di Palermo (Sicilia). L’accesso richiede valutazione multidisciplinare e rientro nei criteri di eleggibilità clinica stabiliti da AIFA. Ulteriori centri saranno aggiunti nei prossimi anni.

Quanto costa e chi paga Casgevy?

Il costo della terapia Casgevy è di circa 2,5 milioni di euro per paziente. Il Servizio Sanitario Nazionale copre il costo attraverso un accordo di prezzo-volume con Vertex Pharmaceuticals che prevede pagamento risultato-dipendente (rimborso parziale se la terapia non raggiunge i target clinici a 24 mesi). AIFA valuta caso per caso il rimborso sulla base del piano terapeutico e dei criteri di eleggibilità.

Quali altre malattie curerà CRISPR nei prossimi anni?

Oltre alle emoglobinopatie (beta-talassemia e anemia falciforme), i target più avanzati per terapie CRISPR in fase III al 2026 sono: amaurosi congenita di Leber, angioedema ereditario, alcune forme di cardiomiopatia ipertrofica familiare, amiloidosi da transtiretina. In fase di ricerca: distrofia muscolare di Duchenne, diabete di tipo 1 con approcci di base editing, alcune forme di cancro ematologico con approcci CAR-T CRISPR-modificati.

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