Einstein Telescope e Congresso SAIt 2026: l’Astrofisica Italiana a L’Aquila
L’Einstein Telescope e il Congresso annuale della Società Astronomica Italiana 2026 mettono L’Aquila — Capitale Italiana della Cultura per quest’anno — al centro dell’astrofisica europea: oltre 100 ricercatori riuniti dal 4 all’8 maggio per discutere il prossimo decennio della ricerca italiana, con la candidatura di Sos Enattos in Sardegna a futuro sito del più grande osservatorio di onde gravitazionali al mondo. Capire cosa è in gioco aiuta a inquadrare il ruolo dell’Italia nella scienza fondamentale del XXI secolo.
Indice
L’Einstein Telescope (ET) è il progetto più ambizioso dell’astrofisica europea per il prossimo decennio: un rilevatore di onde gravitazionali* di terza generazione, capace di osservare l’universo con sensibilità dieci volte superiore agli attuali LIGO e Virgo. La sua costruzione — che prenderà avvio non prima del 2030 e durerà oltre dieci anni — richiederà investimenti per circa 2 miliardi di euro, condivisi tra otto paesi europei. La scelta del sito è oggetto di una competizione internazionale tra due candidature: il sito sardo di Sos Enattos (Lula, provincia di Nuoro) sostenuto da Italia, e il sito olandese-belga-tedesco al confine di Limburgo. La decisione finale è attesa per il 2027.
Il Congresso 2026 della Società Astronomica Italiana dedica all’Einstein Telescope una sessione plenaria di due giorni, in coordinamento con il workshop “The Einstein Telescope Project and Beyond” che si è tenuto al KTH di Stoccolma il 4-5 maggio 2026 con la partecipazione dei presidenti di INAF, INFN e INGV. Sul fronte dei dati scientifici già operativi, sono al centro del dibattito i risultati della missione Euclid dell’ESA — di cui l’Italia è il secondo finanziatore — e il proseguimento delle osservazioni del James Webb e di Gaia.
Per orientarsi nello scenario dell’astronomia italiana 2026 vale la pena leggere il nostro approfondimento sulla materia oscura al Gran Sasso: la stessa rete di laboratori sotterranei e superficiali che oggi cerca le particelle invisibili è il tessuto su cui si innesta l’Einstein Telescope. Italia è una potenza europea della fisica fondamentale, e le scelte dei prossimi anni decideranno se conserverà questa posizione.
Einstein Telescope: cos’è e perché conta

L’Einstein Telescope sarà uno strumento radicalmente diverso dai rilevatori di onde gravitazionali attualmente operativi (LIGO negli USA, Virgo in Italia, KAGRA in Giappone). La sua geometria prevede un triangolo di tunnel sotterranei lunghi 10 chilometri per lato, contenenti tre interferometri laser indipendenti che misurano le minuscole deformazioni dello spazio-tempo provocate dalle onde gravitazionali. La profondità (200-300 metri sotto terra) serve a schermare il rumore sismico e antropico; la lunghezza del braccio amplifica la sensibilità.
Cosa permetterà di osservare l’Einstein Telescope? Sostanzialmente, l’intero universo. La sua sensibilità prevista consentirà di rilevare la fusione di buchi neri di massa stellare fino al cosmo primordiale (z>10, cioè quando l’universo aveva meno di mezzo miliardo di anni). Permetterà di studiare con precisione senza precedenti le fasi finali dell’evoluzione di stelle massicce, le esplosioni di supernova e i fenomeni più estremi della relatività generale. Soprattutto, aprirà la strada all’astronomia “multimessaggera”, combinando osservazioni gravitazionali con quelle elettromagnetiche e neutriniche per ricostruire interi cicli cosmologici. Il primo evento gravitazionale rilevato — la fusione di due buchi neri osservata da LIGO il 14 settembre 2015 — ha aperto questa nuova finestra sull’universo. L’Einstein Telescope la spalancherà.
«L’Einstein Telescope sarà per l’astrofisica del 2030 quello che LHC è stato per la fisica delle particelle del 2010. Costruirlo in Italia significherebbe un ritorno scientifico-economico per il Paese di almeno trenta-cinquanta anni di vantaggio competitivo.»
— Prof. Marica Branchesi, astrofisica, Gran Sasso Science Institute, premio Bruno Rossi 2018, 2026
Sos Enattos: la candidatura italiana in Sardegna
Il sito sardo di Sos Enattos — un’ex miniera dismessa nel Nuorese, all’interno del territorio del comune di Lula — è la proposta italiana per ospitare l’Einstein Telescope. La candidatura, sostenuta da governo, INFN, INAF, Regione Sardegna e Università sarde, si fonda su tre vantaggi competitivi rispetto al sito olandese-belga: silenzio sismico (Sos Enattos è uno dei luoghi più “silenziosi” d’Europa dal punto di vista delle vibrazioni naturali), basso rumore antropico (bassa densità abitativa, lontananza dalle grandi infrastrutture), geologia favorevole (rocce metamorfiche stabili, ideali per scavi profondi e di lunga vita).
L’investimento previsto per la candidatura italiana all’Einstein Telescope è di circa 950 milioni di euro per la sola costruzione del sito, con un indotto stimato in 8.000 posti di lavoro nei 10 anni di costruzione e 1.500 ricercatori e tecnici a regime. Il governo italiano ha stanziato nella Legge di Bilancio 2025 un primo finanziamento di 50 milioni per studi di fattibilità avanzati; sono inoltre attivi accordi di finanziamento con la Regione Sardegna e fondi europei NextGenerationEU. La decisione finale del Council of European High Energy Physics e dell’European Strategy Forum on Research Infrastructures è attesa nel 2027. Il dossier italiano è ritenuto in posizione di forza dagli osservatori indipendenti, ma la concorrenza dei Paesi Bassi è agguerrita. Per la Sardegna e per il Mezzogiorno italiano, ottenere l’Einstein Telescope significherebbe un’attrazione di talenti e investimenti di livello paragonabile a quanto il CERN ha rappresentato per la regione di Ginevra.
Congresso SAIt 2026 L’Aquila: i temi centrali
Il LXVII Congresso annuale della SAIt si svolge a L’Aquila dal 4 all’8 maggio 2026, scelta non casuale: la città abruzzese è Capitale Italiana della Cultura 2026 e ospita i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, uno dei più importanti centri di ricerca sotterranea al mondo. Oltre 100 partecipanti, tra astronomi professionisti, ricercatori, dottorandi e docenti, si confrontano in 18 sessioni tematiche sul futuro dell’astrofisica italiana. Le sessioni plenarie sono dedicate a quattro grandi temi: cosmologia ed energia oscura, sistemi planetari extrasolari, astrofisica delle alte energie, fisica fondamentale e onde gravitazionali.
Tra i contributi più attesi del Congresso SAIt 2026 ci sono i risultati della prima campagna estesa della missione Euclid, lanciata da ESA nel 2023 e a cui l’Italia partecipa con un contributo del 12%; gli ultimi sviluppi del telescopio spaziale James Webb su sistemi protoplanetari e galassie del primissimo universo; lo stato dell’arte sulle missioni JUICE (in viaggio verso le lune ghiacciate di Giove) e BepiColombo (inserzione orbitale attorno a Mercurio prevista per novembre 2026). Una sessione speciale è dedicata al ruolo formativo dell’astrofisica e alla sostenibilità della ricerca, con focus su carriere precarie, gender gap e accesso ai grandi strumenti. Il programma completo è pubblicato sulla piattaforma Indico INAF.
«L’Italia astronomica del 2026 è una potenza europea: prima per partecipazione a Euclid, leader in molte missioni ESA, candidata principale all’Einstein Telescope. Il Congresso SAIt è il momento in cui questa comunità si guarda allo specchio e decide la rotta del prossimo decennio.»
— Roberto Ragazzoni, presidente Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), 2026
Missioni spaziali italiane 2026-2030
Il quinquennio 2026-2030 vede l’Italia protagonista di una decina di missioni spaziali europee. La missione Euclid — alla quale l’Italia partecipa con quattro istituti INAF, ASI e Università di Bologna, Roma “Sapienza”, Trieste — rilascia il primo dataset esteso a ottobre 2026, e nei sette anni successivi mapperà miliardi di galassie per studiare materia ed energia oscura. La sonda BepiColombo, missione ESA-JAXA verso Mercurio, viene inserita in orbita attorno al pianeta più interno del sistema solare a novembre 2026: Italia è responsabile di 4 dei suoi 11 strumenti scientifici. La missione JUICE è in viaggio verso le lune ghiacciate di Giove con arrivo previsto nel 2031.
Sul fronte dei lanci dei prossimi anni, è in fase finale di sviluppo la missione PLATO (Planetary Transits and Oscillations of stars), telescopio spaziale ESA dedicato alla caccia di esopianeti simili alla Terra, con lancio dicembre 2026: l’Italia contribuisce con la fornitura di componenti chiave del sistema ottico. Più avanti, sono in corso di costruzione i contributi italiani alla missione Comet Interceptor (lancio 2029) e alla missione Ariel (2029), che studierà le atmosfere di centinaia di esopianeti. Questi programmi delineano un decennio di osservazioni senza precedenti per l’astronomia europea. Per i giovani interessati a una carriera in astrofisica e ricerca spaziale, il momento è particolarmente fertile: bandi PNRR, dottorati nazionali e progetti europei multiplicano le opportunità.
Glossario astrofisica
* Onde gravitazionali
Increspature dello spazio-tempo previste dalla relatività generale di Einstein nel 1915 e osservate per la prima volta nel 2015 da LIGO. Vengono prodotte da eventi cosmici estremi: fusioni di buchi neri, esplosioni di supernova, collisioni di stelle di neutroni.
* Interferometro laser
Strumento che misura le minuscole variazioni di distanza (fino a 10⁻²¹ metri) tra specchi sospesi, dovute al passaggio di un’onda gravitazionale. È il principio operativo di LIGO, Virgo e dell’Einstein Telescope.
* Astronomia multimessaggera
Approccio osservativo che combina dati di natura diversa — onde gravitazionali, fotoni elettromagnetici, neutrini, raggi cosmici — per studiare lo stesso evento cosmico con tecniche complementari.
* Capitale Italiana della Cultura 2026
L’Aquila ha ricevuto il titolo per il 2026 con un programma di oltre 250 eventi culturali nell’arco dell’anno. Il Congresso SAIt si inserisce in questo programma come momento scientifico di rilievo nazionale.
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Domande frequenti su Einstein Telescope e SAIt 2026
Quando inizia la costruzione dell’Einstein Telescope?
La decisione sul sito definitivo è attesa nel 2027. L’inizio dei lavori di costruzione è previsto per il 2030, con prima operatività attorno al 2035. Si tratta della maggiore opera scientifica europea pianificata per il prossimo decennio. (Fonte: ET Collaboration, INFN 2026)
L’Italia ha buone probabilità di ospitare l’Einstein Telescope?
Sì. Il sito sardo di Sos Enattos è considerato in posizione molto competitiva grazie a silenzio sismico, basso rumore antropico e geologia favorevole. Il governo italiano ha stanziato risorse significative per la candidatura. Decisione finale nel 2027. (Fonte: INFN, ESFRI 2026)
Si possono visitare i Laboratori del Gran Sasso?
Sì. I Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN organizzano visite guidate gratuite per scuole, gruppi e singoli, su prenotazione. È una delle più affascinanti esperienze scientifiche italiane: laboratori sotterranei sotto 1.400 metri di roccia. Prenotazioni sul sito INFN. (Fonte: INFN, LNGS 2026)
Posso seguire il Congresso SAIt 2026?
Le sessioni plenarie del Congresso SAIt 2026 sono trasmesse in streaming sulla piattaforma INAF. Le registrazioni rimangono disponibili gratuitamente nei mesi successivi. Programma e link su indico.ict.inaf.it. (Fonte: SAIt, INAF 2026)
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