Mars Sample Return 2026: la missione NASA-ESA verso Marte
La missione Mars Sample Return è la più ambiziosa mai tentata dall’umanità: riportare sulla Terra i campioni di roccia, sedimenti e atmosfera marziana raccolti dal rover NASA Perseverance dal 2021. Nel 2026 il programma entra nella sua fase architetturale definitiva dopo la revisione del 2024 che ha rivisto tempi e costi. Il lancio del Sample Retrieval Lander è ora previsto per il 2030, il rientro a Terra non prima del 2035. L’Italia partecipa con strumentazione INAF e il coordinamento dell’Agenzia Spaziale Italiana.
La NASA ha annunciato nel gennaio 2026 la conferma del budget federale per la missione: 11 miliardi di dollari distribuiti fino al 2037, in linea con la proposta della seconda Independent Review Board di maggio 2024. L’ESA contribuisce con l’Earth Return Orbiter, il veicolo spaziale che dovrà catturare in orbita marziana la capsula con i campioni e riportarla sulla Terra. Il budget ESA dedicato è di circa 1,2 miliardi di euro.
I campioni sono già raccolti. Perseverance ha prelevato 24 tubi sigillati dal cratere Jezero dal febbraio 2021 ad oggi, contenenti rocce sedimentarie di origine fluviale, regolite di superficie, frammenti di rocce ignee antiche e campioni di atmosfera. Sette tubi sono depositati nel sito strategico di Three Forks, pronti per essere recuperati dalla missione futura.
La nuova architettura della missione Mars Sample Return
La revisione 2024 ha semplificato l’architettura originale per ridurre il rischio e il costo. Il piano attuale prevede un unico Sample Retrieval Lander NASA che trasporta il Mars Ascent Vehicle, un piccolo razzo che lancerà i campioni in orbita marziana. L’ESA Earth Return Orbiter attenderà in orbita per catturare la capsula con i campioni e riportarla sulla Terra. L’arrivo è previsto in un sito desertico nello stato dell’Utah per massimizzare la sicurezza biologica.
Due opzioni di lander sono ancora in competizione: SpaceX Starship adattato per l’atterraggio marziano, soluzione che permetterebbe di riportare molti più campioni, e un lander tradizionale derivato dalla tecnologia Mars 2020. La scelta definitiva è attesa per fine 2026. Il coordinamento italiano ASI riguarda soprattutto la strumentazione di analisi a bordo e la catena di ricezione dei segnali radio.
Perché è scientificamente cruciale
Il cratere Jezero, dove Perseverance ha operato, era un lago alimentato da un delta fluviale 3,8 miliardi di anni fa. Le rocce sedimentarie deposte in quel contesto ambientale sono tra le candidate più promettenti per conservare biomarcatori: molecole organiche residue, strutture fossili a livello microscopico, pattern isotopici compatibili con attività biologica. Analizzare questi campioni con la strumentazione avanzata disponibile sulla Terra permetterebbe di rispondere con rigore alla domanda che da decenni guida la ricerca planetaria: Marte ha ospitato la vita?
Anche in caso di risposta negativa, l’analisi di campioni marziani in condizioni controllate permetterebbe di ricostruire l’evoluzione climatica del pianeta rosso con una precisione impossibile da raggiungere con gli strumenti automatici a bordo del rover. I laboratori coinvolti includono il Johnson Space Center NASA, il National Astronomical Observatory of Japan, l’INAF-Osservatorio Astronomico di Padova, il Natural History Museum di Londra e il DLR tedesco.
Il ruolo dell’Italia e di INAF
L’Italia contribuisce alla missione Mars Sample Return su tre fronti. Primo: l’Istituto Nazionale di Astrofisica coordina un gruppo di lavoro internazionale per l’analisi mineralogica dei campioni, con laboratori dedicati a Roma e Padova. Secondo: l’Agenzia Spaziale Italiana partecipa allo sviluppo della Strumentazione Thales Alenia Space per l’Earth Return Orbiter ESA. Terzo: l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) contribuisce con competenze geologiche sui meccanismi di formazione delle rocce sedimentarie analoghe a quelle marziane.
Protocolli di sicurezza biologica
I campioni marziani saranno trattati come materiale potenzialmente pericoloso. Sia per proteggere la Terra da eventuali microrganismi marziani, sia per preservare l’integrità scientifica dei campioni dalla contaminazione terrestre. NASA ed ESA stanno costruendo una Sample Receiving Facility dedicata, operativa dal 2033, con protocolli di Biosafety Level 4. Le prime analisi saranno non-distruttive: imaging 3D, diffrazione X a raggi neutri, spettroscopia di massa. Solo dopo mesi di test i campioni saranno aperti per analisi distruttive.
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Domande frequenti
Quando arrivano i campioni di Marte sulla Terra?
Secondo la timeline rivista NASA-ESA del 2024, il lancio del Sample Retrieval Lander è previsto per il 2030, il rientro a Terra non prima del 2035. La sequenza include il rendezvous in orbita marziana, il trasferimento dei campioni tra veicoli, il viaggio di ritorno e l’atterraggio nel sito desertico dell’Utah.
Quanto costa Mars Sample Return?
Il costo totale della missione è stimato in 11 miliardi di dollari per NASA, distribuiti fino al 2037. L’ESA contribuisce con circa 1,2 miliardi di euro per l’Earth Return Orbiter. Il budget è stato ridotto rispetto alla proposta iniziale del 2020 grazie all’architettura semplificata adottata nella revisione del 2024.
Potrebbero contenere tracce di vita marziana?
I campioni raccolti nel cratere Jezero provengono da un antico lago con delta fluviale, uno dei contesti più promettenti per la conservazione di biomarcatori. Se la vita microbica si è sviluppata su Marte circa 3,8 miliardi di anni fa, tracce molecolari o strutturali potrebbero essere preservate in queste rocce. Anche senza prove dirette di vita, i campioni permetteranno di ricostruire con precisione la storia climatica e geologica del pianeta.
Cosa fa l’Italia nella missione?
L’Italia partecipa con strumentazione di Thales Alenia Space per l’Earth Return Orbiter ESA, coordinamento ASI, analisi mineralogica coordinata da INAF nei laboratori di Roma e Padova, e competenze geologiche INGV. I ricercatori italiani avranno accesso ai campioni per analisi specifiche secondo l’accordo di condivisione scientifica NASA-ESA.

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.
