Rapporto Clusit 2026: Italia sotto attacco, +23% di cyber attacchi
Potrebbe interessarti anche il nostro approfondimento su il malware travestito da intelligenza artificiale nel 2026 e come difendersi.
Il Rapporto Clusit 2026 fotografa un anno nero per la cybersicurezza italiana: +23% di attacchi informatici rispetto al 2025, con il settore manifatturiero e la sanità in cima alla lista dei bersagli. L’Italia si conferma tra i Paesi europei più colpiti, con un dato che preoccupa: il 68% degli attacchi è andato a segno sfruttando phishing e ingegneria sociale, non exploit tecnici avanzati.
Il Rapporto Clusit — pubblicato annualmente dall’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica (Clusit) e presentato al Security Summit di Milano a marzo 2026 — analizza gli incidenti di sicurezza rilevati a livello globale con un focus specifico sull’Italia. L’edizione 2026 copre l’anno 2025 e registra un totale di 3.541 attacchi gravi a livello mondiale, dei quali 310 hanno colpito organizzazioni italiane — il 43% in più rispetto ai 217 del 2024 (fonte: Rapporto Clusit 2026, marzo 2026).
Il contesto è quello di una minaccia cyber sempre più industrializzata: i gruppi criminali utilizzano piattaforme Ransomware-as-a-Service (RaaS) che abbassano la soglia tecnica per condurre attacchi, mentre l’intelligenza artificiale generativa viene impiegata per creare campagne di phishing personalizzate su scala industriale. Non è più necessario essere un hacker esperto per colpire un’organizzazione italiana — basta acquistare un servizio sul dark web. Dinamiche analoghe emergono dalla nostra analisi sulla cybersecurity 2026 e gli attacchi alle imprese italiane.
La presentazione del Rapporto Clusit 2026 ha coinciso con l’entrata in vigore della direttiva NIS2 per le PMI italiane, che estende gli obblighi di sicurezza informatica a oltre 20.000 aziende precedentemente escluse dal perimetro normativo europeo. Un timing non casuale: Clusit ha voluto sottolineare l’urgenza di un adeguamento strutturale del tessuto produttivo italiano.
I dati del Rapporto Clusit 2026: settori e tecniche d’attacco
Il settore manifatturiero è il più colpito in Italia con il 22% degli attacchi totali, seguito da sanità (18%) e pubblica amministrazione (16%). Il ransomware rimane la tecnica dominante con il 37% degli incidenti gravi — dato stabile rispetto al 2024, ma con un aumento dell’impatto economico medio per attacco, passato da 4,2 a 6,8 milioni di euro (fonte: Clusit, elaborazione su dati ENISA e ACN). Il phishing, classificato come vettore iniziale nel 68% dei casi, conferma che il fattore umano resta la principale vulnerabilità delle organizzazioni italiane.
I dati regionali mostrano una concentrazione negli hub produttivi: Lombardia (31% degli attacchi italiani), Emilia-Romagna (17%) e Veneto (14%) sono le aree più colpite, coerentemente con la densità di PMI manifatturiere. Clusit segnala una tendenza emergente preoccupante: gli attacchi alla supply chain digitale — dove si compromette un fornitore software per raggiungere i clienti finali — sono aumentati del 58% rispetto al 2024, rispecchiando il trend globale (fonte: Rapporto Clusit 2026).
«Il 68% degli attacchi andati a segno in Italia nel 2025 non ha sfruttato vulnerabilità tecniche complesse: ha sfruttato la distrazione umana. Il problema non è la tecnologia — è la cultura della sicurezza.»
Gabriele Faggioli, Presidente Clusit — Security Summit Milano, marzo 2026

Chi è più esposto: settori a confronto
Il confronto tra i settori rivela differenze significative sia nella frequenza che nella tipologia degli attacchi subiti, con tendenze emergenti che riguardano tecnologie operative e intelligenza artificiale offensiva. La sanità, in particolare, resta un bersaglio privilegiato: lo documenta anche la nostra cronaca sul ransomware contro gli ospedali italiani nel 2026.
🔴 SETTORI PIÙ A RISCHIO
- Manifatturiero — 22% degli attacchi, ransomware prevalente
- Sanità — 18%, dati pazienti come obiettivo primario
- PA centrale e locale — 16%, DDoS e data breach
- Finanza e assicurazioni — 14%, frodi e phishing
🟡 TENDENZE EMERGENTI 2026
- Supply chain attacks +58% rispetto al 2024
- Phishing generato da AI in forte crescita
- Attacchi OT/SCADA a infrastrutture critiche
- Deepfake per frodi su trasferimenti bancari
Come proteggersi: le raccomandazioni di Clusit
Clusit identifica tre priorità per le organizzazioni italiane nel 2026. Prima: la formazione continua del personale sul riconoscimento del phishing — il principale vettore di attacco — con simulazioni mensili e protocolli di segnalazione interni chiari. Seconda: l’adozione dell’autenticazione a più fattori (MFA) su tutti i sistemi esposti, con priorità su email aziendali e accessi VPN. Terza: la segmentazione della rete per limitare la propagazione del ransomware in caso di compromissione iniziale (fonte: Rapporto Clusit 2026, raccomandazioni operative).
Per i privati, il rischio principale rimane il phishing via email e SMS: Clusit raccomanda di non cliccare mai su link ricevuti via messaggio senza verificare l’origine, di usare un password manager e di attivare l’autenticazione a due fattori su tutti i servizi bancari e di posta. Per approfondire le contromisure pratiche, consulta la nostra guida al phishing 2026 via email e come difendersi. L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha attivato un portale dedicato alla segnalazione di incidenti per cittadini e PMI (fonte: ACN, 2026).
La cybersicurezza non è un problema tecnico riservato ai reparti IT: è un problema organizzativo e culturale che riguarda ogni persona che usa un dispositivo connesso a internet.
Verdetto — Info Pratica Tecnologia, aprile 2026
Vale la pena investire in sicurezza informatica? Per le aziende: sempre sì — il costo medio di un attacco ransomware (6,8M€) supera di gran lunga qualsiasi investimento preventivo. Per i privati: le misure di base come MFA e password manager sono gratuite o quasi — non adottarle è un rischio evitabile a costo zero.
Domande frequenti
Cos’è il Rapporto Clusit?
Il Rapporto Clusit è la principale analisi annuale sulla cybersicurezza in Italia, pubblicata dall’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica e presentata ogni anno al Security Summit di Milano. Analizza gli attacchi informatici gravi registrati a livello globale con dati specifici sull’Italia (fonte: clusit.it).
Quanti attacchi informatici ha subito l’Italia nel 2025?
Secondo il Rapporto Clusit 2026, nel 2025 sono stati registrati 310 attacchi informatici gravi contro organizzazioni italiane — il 43% in più rispetto ai 217 del 2024. Il settore manifatturiero è stato il più colpito con il 22% del totale (fonte: Rapporto Clusit 2026, marzo 2026).
Cos’è la direttiva NIS2 e chi riguarda in Italia?
NIS2 è la direttiva europea sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, entrata in vigore per le PMI italiane nel 2026. Obbliga oltre 20.000 aziende a adottare misure minime di cybersicurezza, nominare un responsabile della sicurezza e segnalare gli incidenti gravi all’ACN entro 24 ore (fonte: Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale).
Come proteggersi dagli attacchi informatici nel 2026?
Le tre misure fondamentali raccomandate da Clusit per privati e aziende sono: attivare l’autenticazione a due fattori (MFA) su tutti i servizi importanti, usare un password manager per evitare password deboli o ripetute, e non cliccare mai su link in email o SMS senza verificarne l’autenticità. Le aziende devono aggiungere segmentazione della rete e formazione periodica del personale (fonte: Rapporto Clusit 2026).
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.
