Pensioni 2026: stop Quota 103, APE Sociale prorogata
Le pensioni 2026 segnano la fine definitiva di Quota 103 e Opzione Donna: nessuna nuova finestra di pensionamento anticipato con quei requisiti è prevista dalla Legge di Bilancio 2026. Resta confermata l’APE Sociale, prorogata fino al 31 dicembre 2026 con età di accesso a 63 anni e 5 mesi, mentre il Bonus Maroni si estende ai lavoratori dipendenti con requisiti per la pensione anticipata ordinaria.
La Legge di Bilancio 2026 ha ridisegnato il panorama previdenziale eliminando due dei meccanismi di uscita anticipata più utilizzati degli ultimi anni. L’INPS ha recepito le novità con la Circolare n. 19 del 2026, che fornisce le istruzioni operative per tutte le misure in vigore e stabilisce le scadenze per presentare le domande (fonte: INPS, Circolare 19/2026).
Quota 103 permetteva di andare in pensione con 62 anni di età e 41 anni di contributi. Opzione Donna consentiva alle lavoratrici di accedere alla pensione anticipata accettando il calcolo contributivo dell’assegno. Entrambe le misure restano valide solo per chi aveva già maturato i requisiti entro le rispettive scadenze — rispettivamente il 31 dicembre 2025 per Quota 103 e il 31 dicembre 2024 per Opzione Donna (fonte: INPS, 2026).
Il quadro previdenziale del 2026 si consolida attorno a poche misure strutturali: la pensione di vecchiaia ordinaria (67 anni di età e 20 anni di contributi), la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne), e le uscite anticipate agevolate confermate dalla Legge di Bilancio 2026, tra cui l’APE Sociale (fonte: INPS, 2026).
APE Sociale 2026: requisiti e scadenze
L’APE Sociale — l’anticipo pensionistico a carico dello Stato riservato a lavoratori in condizioni di difficoltà — è prorogata fino al 31 dicembre 2026. Possono accedervi quattro categorie di lavoratori: disoccupati che hanno esaurito la NASpI da almeno tre mesi, invalidi civili con grado di invalidità pari o superiore al 74%, caregivers che assistono da almeno sei mesi un familiare convivente non autosufficiente, e lavoratori impegnati in attività gravose per un totale di almeno sette anni negli ultimi dieci (fonte: INPS, Circolare 19/2026).
I requisiti contributivi variano per categoria: 30 anni di contributi per i disoccupati e i caregivers, 30 anni per gli invalidi, 36 anni per i lavoratori gravosi (ridotti a 32 per alcune categorie particolari, come gli operai edili). Le domande per l’APE Sociale 2026 devono essere presentate all’INPS entro tre finestre annuali: 31 marzo, 15 luglio e 30 novembre 2026 (fonte: INPS, 2026). Per dettagli e moduli, consultare il servizio APE Sociale sul portale INPS.
L’APE Sociale è la principale misura di pensionamento anticipato agevolato rimasta attiva nel 2026, riservata esclusivamente a chi si trova in condizioni di disagio lavorativo o personale documentabili all’INPS.

Misure confermate e soppresse nel 2026 a confronto
La Legge di Bilancio 2026 ha esteso il Bonus Maroni — l’incentivo per chi sceglie di posticipare il pensionamento — ai lavoratori dipendenti che maturano i requisiti per la pensione anticipata ordinaria entro il 31 dicembre 2026. L’incentivo consiste nella non trattenuta dei contributi previdenziali a carico del lavoratore, che vengono erogati in busta paga come aumento netto (fonte: INPS, Circolare 19/2026).
✅ MISURE ATTIVE NEL 2026
- Pensione di vecchiaia: 67 anni + 20 anni contributi
- Pensione anticipata: 42a10m (uomini) / 41a10m (donne)
- APE Sociale: 63 anni e 5 mesi (categorie tutelate)
- Bonus Maroni esteso ai dipendenti con requisiti anticipata
- Maggiorazioni sociali: +20€/mese da gennaio 2026
❌ MISURE SOPPRESSE NEL 2026
- Quota 103: stop (valida per requisiti maturati entro 31/12/2025)
- Opzione Donna: stop (valida per requisiti maturati entro 31/12/2024)
- Nessuna nuova misura di pensionamento anticipato introdotta
Impatto sulle aspettative previdenziali dei lavoratori
La soppressione di Quota 103 e Opzione Donna colpisce soprattutto i lavoratori tra i 60 e i 65 anni che contavano su un’uscita anticipata nei prossimi 1-3 anni. Per chi non rientra nelle categorie tutelate dall’APE Sociale e non ha ancora maturato i requisiti per la pensione anticipata ordinaria, il 2026 segna di fatto un allungamento dell’orizzonte lavorativo — potenzialmente di 2-5 anni rispetto a quanto pianificato (fonte: Il Sole 24 Ore, elaborazione su dati INPS 2026).
Le maggiorazioni sociali aumentano di 20 euro al mese a partire dal 1° gennaio 2026, con il limite reddituale annuo che sale di 260 euro. Si tratta di un intervento rivolto alle pensioni minime — le maggiorazioni sociali garantiscono un minimo vitale agli assegni più bassi — e riguarda circa 900.000 pensionati italiani (fonte: INPS, Circolare 19/2026).
Chi aveva pianificato la pensione anticipata con Quota 103 o Opzione Donna dopo il 2026 deve rivedere completamente i propri piani previdenziali — le alternative disponibili hanno requisiti più stringenti o condizioni economiche meno favorevoli.
I lavoratori del settore privato con contratti a termine o in mobilità possono verificare con il proprio patronato se rientrano nelle categorie dell’APE Sociale — in particolare come “disoccupati” dopo esaurimento della NASpI o come “lavoratori gravosi”. La lista delle categorie gravose è stata aggiornata dalla Legge di Bilancio 2026 e comprende 15 tipologie di mansioni (fonte: INPS, 2026).
Cosa fare se si punta alla pensione anticipata nel 2026
Chi rientra nelle categorie dell’APE Sociale deve presentare domanda all’INPS entro una delle tre scadenze previste — 31 marzo, 15 luglio o 30 novembre 2026 — allegando tutta la documentazione richiesta per la propria categoria. Le domande tardive vengono respinte senza eccezioni: la data di presentazione è determinante per accedere all’anticipo nell’anno corrente (fonte: INPS, 2026).
Chi ha maturato i requisiti di Quota 103 entro il 31 dicembre 2025 o di Opzione Donna entro il 31 dicembre 2024 può ancora richiedere la liquidazione della pensione nel 2026, presentando domanda agli sportelli INPS o tramite patronato. Il diritto acquisito si conserva anche se la domanda viene presentata dopo la scadenza ufficiale della misura (fonte: INPS, Circolare 19/2026).
Per tutti gli altri, la strategia più efficace è verificare la propria posizione contributiva sull’estratto conto previdenziale MyINPS e simulare la data di raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata ordinaria. Aggiornare il piano previdenziale con un consulente del lavoro o un patronato permette di identificare eventuali periodi di contribuzione da riscattare — come il riscatto della laurea — per anticipare la data di uscita (fonte: INPS, portale MyINPS).
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Domande frequenti
Quota 103 esiste ancora nel 2026?
Quota 103 non è più disponibile per chi non aveva maturato i requisiti (62 anni + 41 anni di contributi) entro il 31 dicembre 2025. Chi invece aveva già i requisiti entro quella data può ancora richiedere la pensione nel 2026 presentando domanda all’INPS o tramite patronato (Fonte: INPS, Circolare 19/2026).
L’APE Sociale è ancora attiva nel 2026?
Sì, l’APE Sociale è prorogata fino al 31 dicembre 2026 con età di accesso a 63 anni e 5 mesi. È riservata a disoccupati, invalidi civili (invalidità ≥74%), caregivers e lavoratori gravosi con 30-36 anni di contributi a seconda della categoria. Le domande si presentano all’INPS entro il 31 marzo, 15 luglio o 30 novembre 2026 (Fonte: INPS, 2026).
Cos’è il Bonus Maroni e a chi spetta nel 2026?
Il Bonus Maroni è un incentivo economico per chi sceglie di restare al lavoro pur avendo maturato i requisiti pensionistici. Dal 2026 si estende anche ai lavoratori dipendenti con requisiti per la pensione anticipata ordinaria: i contributi previdenziali a carico del lavoratore non vengono trattenuti ma erogati in busta paga come aumento netto dello stipendio (Fonte: INPS, Circolare 19/2026).
A che età si va in pensione con i requisiti ordinari nel 2026?
Con i requisiti ordinari: pensione di vecchiaia a 67 anni con almeno 20 anni di contributi; pensione anticipata a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età anagrafica. Per i contributivi puri l’accesso alla pensione anticipata richiede anche un assegno minimo pari a 2,8 volte l’assegno sociale (Fonte: INPS, 2026).
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Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.
