Economia

Riscatto Laurea 2026: Guida Completa a Costi e Domanda

Il riscatto laurea 2026 permette di trasformare gli anni di università in contributi validi per la pensione, con due strade: quella agevolata, che costa circa 6.207€ per ogni anno di corso indipendentemente dal reddito, e quella ordinaria, legata allo stipendio. Il costo è deducibile dall’IRPEF e può essere pagato fino a 120 rate mensili senza interessi. La domanda si presenta all’INPS.

Per molti laureati che hanno iniziato a lavorare tardi, riscattare gli anni di studio è l’unica leva concreta per avvicinare la pensione anticipata. Ma la convenienza non è mai automatica: dipende dal metodo di calcolo scelto, dall’età, dalla carriera e dal risparmio fiscale reale che ne deriva.

Questa guida spiega, dati alla mano, quanto costano le due modalità, quanto si recupera con la deduzione fiscale e come inoltrare la richiesta. È un tema che si intreccia con la riforma delle pensioni 2026, perché ogni anno riscattato pesa direttamente sul requisito contributivo.


Come funziona il riscatto laurea 2026?

Il riscatto laurea 2026 consiste nel versare all’INPS un onere che copre gli anni di durata legale del corso, così da farli valere come contributi ai fini pensionistici. Vale solo per i periodi di durata legale (esclusi i fuori corso) e per titoli riconosciuti. Non serve aver già smesso di studiare: la domanda può essere presentata anche da chi è ancora inoccupato, purché iscritto o iscrivibile alla previdenza.

Gli anni riscattati aumentano l’anzianità contributiva e, in molti casi, anche l’importo finale dell’assegno. Esistono due regimi: quello agevolato, a costo fisso, e quello ordinario, calcolato sulla retribuzione. La scelta tra i due determina sia il costo sia l’impatto sulla futura pensione.


Quanto costa: agevolato o ordinario?

Nel 2026 il riscatto agevolato costa circa 6.207€ per ogni anno di corso: si applica l’aliquota del 33% al minimale annuo di artigiani e commercianti, pari a 18.808€, ottenendo 6.206,64€ (INPS, brochure riscatto della laurea, 2026). L’importo è uguale per tutti, indipendente dal reddito.

Il riscatto ordinario, invece, applica il 33% alla retribuzione lorda degli ultimi 12 mesi. Con uno stipendio di 32.170€, riscattare quattro anni costa 42.464,40€ (32.170 × 33% × 4), ovvero circa 10.616€ l’anno secondo l’esempio ufficiale INPS. È più oneroso, ma valorizza meglio i periodi ai fini del calcolo dell’assegno per i redditi medio-alti.

Il riscatto della laurea dovrebbe diventare gratuito sul modello tedesco, per incentivare i giovani a studiare senza penalizzarne il futuro previdenziale.

Proposta di Pasquale Tridico, ex Presidente INPS (Sky TG24, 2022)


Riscatto agevolato vs ordinario a confronto

Le due modalità differiscono per base di calcolo, costo e requisiti. L’agevolato conviene per il costo contenuto e prevedibile; l’ordinario può rendere di più sull’importo della pensione, ma solo per chi ha stipendi alti. Ecco un confronto diretto delle caratteristiche principali di ciascun regime.

Riscatto agevolato

  • Costo/anno: 6.206,64€ fisso
  • Base di calcolo: minimale artigiani (18.808€) × 33%
  • Requisiti: periodi valutati con il sistema contributivo
  • Deducibilità: onere interamente deducibile IRPEF

Riscatto ordinario

  • Costo/anno: variabile (circa 7.900€–13.000€)
  • Base di calcolo: retribuzione ultimi 12 mesi × 33%
  • Requisiti: valorizza periodi anche col metodo retributivo
  • Deducibilità: onere interamente deducibile IRPEF

Quanto si recupera con la deducibilità IRPEF?

Se paghi il riscatto per te stesso, l’intero importo è deducibile dal reddito imponibile IRPEF senza tetti massimi: in base allo scaglione, recuperi tra il 23% e il 43% della spesa (Agenzia delle Entrate, 730/2026). Se invece il riscatto è pagato dal genitore per un figlio fiscalmente a carico non ancora lavoratore, spetta una detrazione fissa del 19%.

Un esempio concreto: un professionista con reddito imponibile intorno ai 55.000€ (scaglione marginale al 43%) che riscatta un anno agevolato spende 6.206,64€ lordi. Grazie alla deduzione integrale, il risparmio fiscale è di circa 2.669€, così il costo netto reale scende a circa 3.538€. Con un reddito nello scaglione al 23%, lo stesso anno costa netto circa 4.779€. Il vantaggio cresce quindi con il reddito.

In caso di pagamento rateale, la deduzione segue le rate: si scarica solo l’importo effettivamente versato in ciascun anno d’imposta, spalmando il beneficio fiscale sull’intero periodo di rateizzazione.


Come si paga: rateizzazione fino a 120 rate

L’onere può essere versato in un’unica soluzione oppure dilazionato fino a 120 rate mensili senza interessi, cioè in dieci anni. Il pagamento avviene con strumenti tracciabili tramite avviso PagoPA. La rateizzazione rende sostenibile anche il riscatto di più anni, distribuendo la spesa e, con essa, il recupero fiscale annuale.

Chi non ha reddito sufficiente per sfruttare pienamente la deduzione può valutare alternative previdenziali complementari, come i fondi pensione a adesione automatica. La scelta va inserita in una strategia complessiva, non decisa in modo isolato.


Quando conviene riscattare la laurea?

Riscattare conviene soprattutto a chi punta alla pensione anticipata: ogni anno riscattato aiuta a raggiungere i 42 anni e 10 mesi di contributi richiesti agli uomini (41 anni e 10 mesi alle donne). Farlo da giovani, con il regime agevolato, è quasi sempre più vantaggioso: il costo è lo stesso, ma il beneficio potenziale — gli anni di anticipo — è maggiore.

Attenzione a una novità: per chi matura i requisiti dal 1° gennaio 2031, una quota dell’anzianità ottenuta con il riscatto degli anni di studio non conterà per la pensione anticipata, allungando in alcuni casi la finestra di uscita. Prima di decidere è consigliabile usare il simulatore ufficiale e, per casi complessi, un consulente previdenziale.

Il riscatto non è né sempre conveniente né inutile: ha senso quando l’obiettivo di anticipare la pensione è concretamente raggiungibile e il costo netto, dopo le agevolazioni fiscali, è sostenibile.


Come fare domanda all’INPS?

La domanda si presenta all’INPS in tre modi: online sul portale con SPID, CIE o CNS; tramite un patronato autorizzato; oppure attraverso il Contact center INPS. Prima di inviarla conviene stimare il costo con il simulatore ufficiale, che elabora la propria posizione contributiva e reddituale reale. La domanda può essere presentata a qualsiasi età.

Il simulatore del riscatto di laurea (INPS, Simulatore riscatto laurea) è il punto di partenza corretto per avere i numeri esatti prima di impegnarsi. Ricorda che il pagamento è deducibile: conserva le ricevute per la dichiarazione dei redditi.

Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2026


Domande frequenti

Il riscatto agevolato conviene sempre rispetto all’ordinario?

No, non sempre. L’agevolato ha un costo fisso più basso (6.206,64€/anno nel 2026), ma valorizza i periodi solo con il sistema contributivo. Per chi ha redditi elevati e ricade nel metodo retributivo, l’ordinario può aumentare di più l’importo della pensione, giustificando il costo maggiore. La scelta va verificata con il simulatore INPS.

Posso pagare il riscatto a rate?

Sì. L’INPS consente il pagamento fino a 120 rate mensili senza interessi, cioè in dieci anni, oppure in un’unica soluzione. Il versamento avviene con avviso PagoPA. In caso di rateizzazione, la deduzione IRPEF segue le rate: si deduce ogni anno solo l’importo effettivamente pagato in quel periodo d’imposta.

Il costo è davvero deducibile dalle tasse?

Sì. Se paghi per te stesso, l’onere è interamente deducibile dal reddito imponibile IRPEF, senza tetti: recuperi dal 23% al 43% in base allo scaglione (Fonte: Agenzia delle Entrate). Se il riscatto è pagato dal genitore per un figlio a carico non lavoratore, spetta invece una detrazione d’imposta del 19%.

Chi può presentare domanda di riscatto?

Può farlo chi ha conseguito un titolo universitario riconosciuto, per gli anni di durata legale del corso. La domanda si presenta a qualsiasi età, anche da inoccupati, tramite portale INPS con SPID/CIE/CNS, patronato o Contact center (Fonte: INPS). Restano esclusi gli anni fuori corso.

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