Economia

Regime Forfettario 2026: Guida Completa Flat Tax e Requisiti

Il regime forfettario 2026 mantiene la soglia di fatturato a 85.000 euro e l’aliquota flat tax al 15% — nessun aumento a 100.000 euro, come invece speravano molti lavoratori autonomi. Capire chi può accedere, quali sono i contributi INPS dovuti e quando conviene davvero rispetto al regime ordinario è essenziale per ogni titolare di partita IVA in Italia.

Il regime forfettario è disciplinato dalla Legge n. 190/2014 e successive modificazioni. Rispetto al regime ordinario IRPEF a scaglioni, offre un’aliquota unica applicata non sul fatturato effettivo ma sul reddito imponibile calcolato applicando un coefficiente di redditività che varia per categoria di attività. Il risultato è una semplificazione fiscale e contributiva significativa, che tuttavia non è sempre la scelta più conveniente per tutti i profili. In un contesto in cui anche i redditi da lavoro dipendente subiscono la pressione dell’inflazione italiana nel 2026, il forfettario rappresenta per molti una valvola di risparmio fiscale.

La proposta di innalzare la soglia a 100.000 euro è tramontata per un vincolo comunitario: la direttiva IVA europea consente la franchigia solo ai regimi con tetto fino a 85.000 euro per le operazioni interne. La soglia di 35.000 euro lordi di reddito da lavoro dipendente o pensione per accedere al forfettario è stata invece confermata e prorogata. (Fonte: Agenzia delle Entrate, 2026)


Il regime forfettario 2026: soglia e aliquote

Nel regime forfettario 2026, l’aliquota standard è il 15% sul reddito imponibile forfettario — calcolato moltiplicando i ricavi per il coefficiente di redditività della propria categoria (dal 40% per il commercio fino all’86% per la maggior parte delle professioni intellettuali). Per chi avvia una nuova attività e rispetta i requisiti, l’aliquota scende al 5% per i primi cinque anni, a condizione di non aver esercitato attività d’impresa o professione nei tre anni precedenti. Secondo il portale ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, le istruzioni operative per l’accesso e il calcolo sono aggiornate annualmente con la circolare sulle dichiarazioni.

Il vantaggio principale rispetto all’IRPEF ordinaria è la prevedibilità: si paga una percentuale fissa indipendentemente dagli scaglioni di reddito, e non si applica l’IVA nelle fatture ai clienti (con conseguente esenzione dall’obbligo di versamento periodico). Non si deducono, però, le spese effettivamente sostenute: il regime presuppone che i costi siano già incorporati nel coefficiente forfettario. Chi ha spese reali molto superiori al forfait — attrezzature costose, affitti, collaboratori — rischia di pagare di più rispetto a quanto pagherebbe con il regime ordinario.

Con il 5% nei primi cinque anni, una nuova partita IVA che genera 30.000 euro di reddito imponibile paga meno di 1.500 euro di imposte sul reddito. È il regime fiscale più leggero disponibile in Italia per i lavoratori autonomi.

Elaborazione Info Pratica su dati Agenzia delle Entrate, 2026

Chi può accedere e chi è escluso

L’accesso al regime forfettario 2026 è riservato alle persone fisiche con ricavi o compensi nell’anno precedente non superiori a 85.000 euro. I lavoratori dipendenti o pensionati che aprono una partita IVA possono accedere al forfettario solo se il loro reddito da lavoro subordinato o da pensione non ha superato i 35.000 euro lordi nell’anno precedente. Questa soglia vale indipendentemente dall’anzianità del regime: il superamento nell’anno corrente comporta l’uscita dal forfettario a partire dall’anno successivo.

Può accedere

  • Liberi professionisti e ditte individuali con ricavi ≤ 85.000 €
  • Dipendenti/pensionati con reddito da lavoro ≤ 35.000 € lordi
  • Nuove attività (aliquota ridotta al 5% per 5 anni)
  • Residenti UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia

È escluso

  • Società di qualsiasi forma (Srl, Snc, Sas) e associazioni professionali
  • Non residenti in Italia (salvo eccezioni UE/SEE)
  • Chi cede fabbricati o terreni edificabili in via prevalente
  • Chi adotta regimi speciali IVA o ha superato le soglie nell’anno precedente

Contributi INPS e convenienza fiscale

Sul fronte previdenziale, i contributi nel regime forfettario 2026 variano in base alla gestione INPS di appartenenza. I professionisti senza cassa previdenziale propria si iscrivono alla Gestione Separata e versano il 26,07% del reddito dichiarato (comprensivo di IVS, maternità/malattia e ISCRO). Gli artigiani e i commercianti iscritti alle rispettive gestioni pagano invece un contributo fisso annuo — 4.521,36 euro per gli artigiani, 4.611,64 euro per i commercianti — più il 24% (artigiani) o 24,48% (commercianti) sull’eccedenza rispetto al minimale di reddito di 18.808 euro. Per i forfettari iscritti a queste gestioni è disponibile una riduzione facoltativa del 35% dei contributi, da richiedere all’INPS prima dell’inizio dell’anno.

Il regime forfettario 2026 conviene in modo netto quando i costi reali dell’attività sono bassi — tipicamente per professioni intellettuali, consulenza, formazione — e il reddito imponibile rimane entro i 30.000–40.000 euro annui. In questi casi il risparmio IRPEF rispetto al regime ordinario può arrivare al 20–25%. Non conviene invece quando si acquistano beni e servizi con IVA significativa (l’IVA è indetraibile nel forfettario), quando le spese reali superano il forfait di categoria, o quando il volume d’affari si avvicina alla soglia degli 85.000 euro con rischio di uscita. Il confronto con il regime ordinario è rilevante anche nel contesto delle misure del Decreto Lavoro del Primo Maggio 2026, che ha introdotto agevolazioni per specifiche categorie di lavoratori autonomi.

Il regime forfettario 2026 non è sempre la scelta migliore: prima di aprire o mantenere la partita IVA in questo regime, calcola il tuo reddito imponibile effettivo e confrontalo con l’imposta ordinaria. Le variabili che contano sono le spese reali, il coefficiente di categoria e l’andamento previsto del fatturato.

Elaborazione Info Pratica — Maggio 2026

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Domande frequenti

La soglia del forfettario sale a 100.000 euro nel 2026?

No. L’aumento non è stato approvato. Il regime forfettario 2026 mantiene il tetto a 85.000 euro di ricavi/compensi annui. Il vincolo è europeo: la direttiva IVA consente la franchigia solo per i regimi con soglia massima di 85.000 euro per operazioni interne. (Fonte: Agenzia delle Entrate, 2026)

Posso accedere al forfettario se lavoro anche come dipendente?

Sì, a condizione che il tuo reddito da lavoro dipendente o da pensione nell’anno precedente non abbia superato i 35.000 euro lordi. Se hai superato questa soglia nel 2025, non puoi accedere al regime forfettario nel 2026. Il limite si applica indipendentemente dall’importo del fatturato della partita IVA. (Fonte: Legge n. 190/2014, art. 1 comma 57)

Come funziona l’aliquota al 5% per le nuove partite IVA?

L’aliquota ridotta al 5% si applica nei primi cinque anni di attività, a condizione di non aver esercitato attività d’impresa o professione nei tre anni precedenti e di non continuare una precedente attività. Si applica anche ai familiari che non stavano già esercitando un’attività analoga. Dal sesto anno in poi si torna all’aliquota ordinaria del 15%. (Fonte: Agenzia delle Entrate, circolare n. 9/E/2019)

Cosa succede se supero gli 85.000 euro di fatturato durante l’anno?

Se superi la soglia di 85.000 euro nel corso dell’anno, esci dal regime forfettario a partire dall’anno successivo. Se invece superi i 100.000 euro nello stesso anno, l’uscita è immediata: perdi il beneficio dell’esenzione IVA già dall’anno in corso e devi versare l’IVA sulle fatture emesse dalla data del superamento. In entrambi i casi è obbligatoria la comunicazione all’Agenzia delle Entrate. (Fonte: Agenzia delle Entrate)

regime forfettario 2026

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Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.

Marco Bianchi

Giornalista economico-finanziario. Esperto di normativa fiscale, incentivi alle imprese e mercati. Segue da vicino l'evoluzione del tessuto produttivo italiano. Cura la sezione Business e Finanza di info-pratica.com.

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