Salute

Esenzione ticket sanitario 2026: guida completa ai codici

L’esenzione ticket sanitario 2026 è il diritto a non pagare la quota di partecipazione alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale, riconosciuto per reddito ed età (codici E01, E02, E03 ed E04), per patologia cronica o rara, per invalidità e per gravidanza. Il diritto si attiva associando un codice alla tua tessera sanitaria. Le agevolazioni legate al reddito scadono il 31 marzo di ogni anno e nella maggior parte dei casi vengono rinnovate d’ufficio. Sapere quale codice ti spetta, e se devi muoverti tu o se ci pensa il sistema, cambia molto in termini di spesa e di tempo perso agli sportelli.

Il ticket* è la somma che l’assistito versa quando riceve una visita specialistica, un esame di laboratorio o una prestazione diagnostica: non copre l’intero costo, ma una parte. L’esenzione azzera o riduce quella quota per chi si trova in condizioni economiche, cliniche o sociali particolari. Non è uno sconto discrezionale concesso dallo sportello: è un diritto codificato da norme nazionali, con codici uguali in tutta Italia.

Le esenzioni si dividono in due grandi famiglie. La prima guarda alla tua situazione economica e anagrafica: reddito del nucleo familiare, età, stato di disoccupazione, titolarità di assegno sociale o di pensione al minimo. La seconda guarda alla tua salute: malattie croniche e invalidanti, malattie rare, invalidità riconosciuta, gravidanza, screening per la diagnosi precoce dei tumori. Le due famiglie possono coesistere e i codici si sommano sulla tessera sanitaria.

Un avvertimento utile prima di leggere il resto: il ticket è materia in cui lo Stato fissa la cornice e le Regioni intervengono su importi, prestazioni escluse e modalità operative. Le soglie di reddito dei codici E sono nazionali, ma la procedura allo sportello e alcune ulteriori agevolazioni possono variare da Regione a Regione. Se il tuo caso è particolare, la fonte definitiva è sempre la tua ASL.

Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2026


Che cos’è l’esenzione dal ticket e a cosa serve

L’esenzione è il riconoscimento formale che tu non devi pagare la quota di partecipazione al costo di determinate prestazioni sanitarie. Si concretizza in un codice registrato negli archivi sanitari e visibile nel Fascicolo Sanitario Elettronico*: quando il medico compila la prescrizione, indica quel codice e la prestazione ti viene erogata senza addebito. Non serve dimostrare nulla ogni volta allo sportello, se il codice è attivo.

Il perimetro dell’agevolazione non è illimitato. L’esenzione per patologia copre le prestazioni ritenute utili al monitoraggio di quella specifica malattia e delle sue complicanze, non qualunque esame. L’esenzione per reddito ha un raggio più ampio ma resta legata alle prestazioni specialistiche ambulatoriali. È la ragione per cui capita di avere un codice attivo e ricevere comunque un ticket da pagare per un esame fuori perimetro: non è un errore, è come funziona la norma.

Chi ha un’esenzione attiva conserva comunque tutti gli altri diritti di accesso al Servizio sanitario nazionale, comprese le tutele sui tempi di attesa: se vuoi approfondire, abbiamo raccolto i tuoi diritti sulle liste d’attesa nella sanità pubblica in un articolo dedicato.


Chi ha diritto all’esenzione ticket sanitario 2026?

Hanno diritto all’esenzione ticket sanitario 2026 i cittadini che rientrano in almeno una delle categorie previste dalla normativa nazionale: bambini sotto i 6 anni e persone sopra i 65 anni appartenenti a nuclei familiari a basso reddito, disoccupati iscritti al centro per l’impiego, titolari di assegno sociale, titolari di pensione al minimo over 60, persone con malattie croniche o rare riconosciute, invalidi, donne in gravidanza. Le condizioni sono alternative, non cumulative.

Il criterio economico si basa sul reddito complessivo del nucleo familiare fiscale dell’anno precedente, non sull’ISEE, come chiarisce il Ministero della Salute nella pagina dedicata alle esenzioni per reddito. È una distinzione che genera molti equivoci allo sportello: l’ISEE serve per altre agevolazioni, e alcune Regioni lo usano per esenzioni aggiuntive proprie, ma i codici E nazionali guardano al reddito lordo dichiarato.

Il criterio sanitario segue invece elenchi chiusi. Per le patologie croniche e invalidanti la lista di riferimento discende dal decreto ministeriale 28 maggio 1999 n. 329, poi modificato dai decreti 279/2001 e 296/2001; a oggi le condizioni riconosciute sono 64, di cui 56 già individuate dal decreto del 1999 (Ministero della Salute, esenzioni per malattie croniche). Non basta avere un disturbo cronico: deve essere una delle patologie in elenco, certificata da uno specialista del Servizio sanitario nazionale.

Siamo in uno stato di emergenza sanitaria.

Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale, Cittadinanzattiva (2023)

Cosa significano i codici E01, E02, E03 e E04?

I quattro codici E identificano le esenzioni per reddito ed età valide su tutto il territorio nazionale. E01 riguarda i più giovani e i più anziani in famiglie a basso reddito, E02 i disoccupati, E03 i titolari di assegno sociale, E04 i titolari di pensione al minimo con più di 60 anni. In tutti i casi il diritto si estende ai familiari a carico e viene verificato sul reddito complessivo del nucleo.

  • E01 — cittadini con meno di 6 anni o più di 65 anni, appartenenti a un nucleo familiare con reddito annuo lordo complessivo non superiore a 36.151,98 euro.
  • E02 — disoccupati iscritti al centro per l’impiego e loro familiari a carico, con reddito familiare annuo entro 8.263,31 euro, elevato a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e maggiorato di 516,46 euro per ogni figlio a carico.
  • E03 — titolari di assegno sociale e loro familiari a carico.
  • E04 — titolari di pensione al minimo con più di 60 anni e loro familiari a carico, entro le stesse soglie previste per il codice E02.

La differenza operativa più importante non sta negli importi ma nel rinnovo. Per E01, E03 ed E04 la verifica dei requisiti è automatizzata, perché redditi e trattamenti pensionistici sono già noti all’amministrazione. Per E02, invece, lo stato di disoccupazione non è verificabile in automatico: chi ha quel codice deve rinnovarlo attivamente ogni anno, altrimenti si ritrova a pagare il ticket senza accorgersene.


Esenzione per patologia: come funziona?

L’esenzione per patologia si ottiene con una certificazione specialistica che attesta una delle malattie croniche o rare presenti negli elenchi ministeriali. Il codice che ne deriva è numerico, non alfanumerico come i codici E: le croniche seguono la classificazione ICD-9-CM*, le malattie rare hanno codici propri e i tumori rari sono raccolti sotto il codice 048. Il codice copre le prestazioni collegate a quella specifica patologia.

Per capire se la tua condizione dà diritto all’agevolazione puoi consultare la banca dati delle malattie croniche esenti del Ministero della Salute, che permette la ricerca per nome della malattia o per codice. Per le patologie rare il riferimento è invece il registro nazionale dedicato, che elenca le condizioni riconosciute e le prestazioni associate. Sono strumenti pubblici e gratuiti: vale la pena verificare prima di andare in ASL.

Attenzione a una differenza sostanziale rispetto alle esenzioni per reddito: quelle per patologia, di norma, non hanno una scadenza annuale legata al 31 marzo, perché la condizione clinica non si rivaluta ogni dodici mesi. Alcune però sono rilasciate a tempo determinato quando la patologia può regredire. Se hai dubbi sulla validità del tuo codice, chiedilo alla tua ASL e parlane con il tuo medico curante.


Come si richiede l’esenzione passo per passo?

Per le esenzioni economiche il canale principale è il portale del Sistema Tessera Sanitaria, nell’area dedicata ai cittadini, dove si presenta l’autocertificazione* dei requisiti; in alternativa restano gli sportelli ASL. Per le esenzioni per patologia il percorso è diverso: serve la certificazione dello specialista, che poi si consegna alla ASL per il rilascio del codice. In entrambi i casi il codice compare nel Fascicolo Sanitario Elettronico.

  1. Verifica prima se hai già il codice. Accedi al Fascicolo Sanitario Elettronico o al portale del Sistema Tessera Sanitaria con SPID, CIE o CNS e controlla le esenzioni attive: molti scoprono di averne una già registrata d’ufficio.
  2. Individua il codice corretto. Confronta la tua situazione con le soglie dei codici E01–E04 riportate sopra, oppure cerca la tua patologia nella banca dati ministeriale.
  3. Prepara i documenti. Per il reddito serve il dato del reddito complessivo del nucleo familiare dell’anno precedente; per la disoccupazione, l’iscrizione al centro per l’impiego; per la patologia, la certificazione dello specialista pubblico.
  4. Presenta la richiesta. Online sul portale del Sistema Tessera Sanitaria per l’autocertificazione da reddito, allo sportello ASL per patologia, invalidità e casi non gestibili in automatico.
  5. Controlla l’esito e usa il codice. Chiedi al tuo medico di riportare il codice sulla prescrizione: senza quell’indicazione la farmacia o il CUP applicano comunque il ticket.

Da quando le prescrizioni sono dematerializzate, il codice viaggia insieme alla ricetta: può essere utile capire come funziona la ricetta medica elettronica per non trovarsi a pagare per un semplice dato mancante. E se in un anno hai comunque sostenuto spese sanitarie di tasca tua, ricorda che restano recuperabili in dichiarazione: qui trovi le detrazioni per le spese mediche nel 730.


Quando scade e come si rinnova l’esenzione?

Le esenzioni legate al reddito scadono il 31 marzo di ogni anno e il ciclo di verifica riparte da aprile. I dati reddituali e pensionistici vengono trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria entro il 15 marzo e gli elenchi degli aventi diritto vengono aggiornati nei quindici giorni successivi. Chi conserva i requisiti e rientra nei codici E01, E03 ed E04 viene rinnovato d’ufficio, senza dover fare nulla.

Restano due situazioni che richiedono un tuo intervento. La prima è il codice E02: lo stato di disoccupazione va riconfermato, perché il sistema non lo rileva automaticamente. La seconda riguarda chi non ha presentato la dichiarazione dei redditi nell’anno precedente e quindi non compare negli elenchi: in questo caso occorre presentare un’autocertificazione, online sul portale del Sistema Tessera Sanitaria oppure allo sportello ASL, per ripristinare il diritto.

Il consiglio pratico più utile è banale ma funziona: mettiti un promemoria a inizio aprile e apri il Fascicolo Sanitario Elettronico per verificare che il codice sia ancora attivo. Bastano due minuti e ti evita di scoprire la scadenza davanti alla cassa del CUP. Per ogni dubbio su patologie, certificazioni e prestazioni comprese, rivolgiti alla tua ASL e consulta il tuo medico.


Domande frequenti

L’esenzione per reddito si basa sull’ISEE?

No: i codici E nazionali si basano sul reddito complessivo lordo del nucleo familiare fiscale dell’anno precedente, non sull’ISEE. È il criterio indicato dal Ministero della Salute nella sezione sulle esenzioni per reddito. Alcune Regioni possono prevedere agevolazioni aggiuntive che invece usano l’ISEE, ma sono misure regionali ulteriori e non sostituiscono i codici nazionali. Per sapere quale criterio si applica nel tuo caso, verifica sul portale della tua Regione o chiedi alla ASL.

Devo fare qualcosa ogni anno per non perdere il diritto?

Nella maggior parte dei casi no. Per i codici E01, E03 ed E04 il rinnovo avviene d’ufficio se i requisiti permangono, e il codice aggiornato compare nel Fascicolo Sanitario Elettronico. Fanno eccezione il codice E02, che richiede la riconferma annuale dello stato di disoccupazione, e i casi in cui non è stata presentata la dichiarazione dei redditi: lì serve un’autocertificazione. Un controllo del Fascicolo a inizio aprile è il modo più rapido per esserne sicuri.

Con un’esenzione per patologia non pago più nulla?

No, l’esenzione per patologia copre solo le prestazioni collegate alla malattia riconosciuta e alle sue complicanze, secondo gli elenchi ministeriali. Esami e visite estranei a quel perimetro restano soggetti al ticket, salvo che tu abbia anche un’esenzione per reddito o per invalidità. È il motivo per cui capita di pagare pur avendo un codice attivo. Se non ti è chiaro quali prestazioni siano incluse, chiedi allo specialista che ha rilasciato la certificazione.

Posso avere più codici di esenzione contemporaneamente?

Sì, i codici possono coesistere: è del tutto normale avere un’esenzione per reddito e una o più esenzioni per patologia registrate insieme. Ciascun codice conserva il proprio perimetro di prestazioni e la propria durata, quindi uno può scadere e l’altro restare valido. Quando il medico compila la prescrizione indica il codice pertinente alla prestazione richiesta. In caso di sovrapposizioni o incongruenze, l’ufficio esenzioni della tua ASL è l’interlocutore corretto.


Glossario medico e amministrativo

* Ticket

La quota di partecipazione al costo che l’assistito versa per alcune prestazioni sanitarie. Non è il prezzo pieno della prestazione, ma una parte a carico del cittadino.

* Fascicolo Sanitario Elettronico

L’archivio digitale personale che raccoglie la tua storia sanitaria e amministrativa, comprese le esenzioni attive. Si consulta online con SPID, CIE o CNS.

* Autocertificazione

La dichiarazione con cui attesti sotto la tua responsabilità di possedere i requisiti richiesti, ad esempio il reddito. È soggetta a controlli successivi da parte dell’amministrazione.

* ICD-9-CM

La classificazione internazionale delle malattie usata in Italia per codificare diagnosi e procedure. È la base dei codici numerici delle esenzioni per malattia cronica.

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