Salute

Codici Colore Pronto Soccorso 2026: Guida Completa Triage

I codici colore pronto soccorso sono cinque livelli di priorità — rosso, arancione, azzurro, verde e bianco — assegnati al triage per stabilire chi viene visitato prima in base alla gravità clinica, non all’ordine di arrivo. Il modello nazionale a cinque livelli è in vigore dall’Accordo Stato-Regioni del 1° agosto 2019 e sostituisce il vecchio sistema a quattro colori.

Il triage è la prima valutazione clinica che l’infermiere effettua al tuo ingresso in pronto soccorso. Serve a distinguere chi ha bisogno di cure immediate da chi può attendere in sicurezza. Il modello in vigore a cinque livelli — introdotto dalle linee di indirizzo nazionali sul triage intraospedaliero — ha sostituito i quattro colori storici (rosso, giallo, verde, bianco) per rendere la scala di priorità più precisa e ridurre gli errori di sottostima delle urgenze.

Un chiarimento importante: circola spesso online l’idea che i codici siano “cinque più il bianco”. Non è così. I codici sono cinque in totale, bianco incluso: rosso, arancione, azzurro, verde, bianco. L’Accordo Stato-Regioni del 1° agosto 2019 lo stabilisce in modo esplicito (Ministero della Salute).

Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2026


Quali sono i codici colore pronto soccorso?

I codici colore pronto soccorso adottati in Italia sono cinque, ognuno abbinato a un numero da 1 a 5 e a un’etichetta verbale che compare sul referto di dimissione. Sono: rosso (1, critico), arancione (2, acuto), azzurro (3, urgente), verde (4, differibile), bianco (5, non urgente). Ogni livello corrisponde a un tempo massimo di attesa previsto dalle linee di indirizzo nazionali.

La sintesi che segue riconcilia i quattro elementi che il paziente si trova sul foglio di triage: numero, colore, etichetta verbale e tempo massimo previsto entro cui deve iniziare la visita medica.

  • Codice 1 — Rosso (critico): accesso immediato in sala emergenza. Funzioni vitali compromesse o a rischio imminente.
  • Codice 2 — Arancione (acuto): tempo massimo 15 minuti. Rischio di rapido peggioramento clinico.
  • Codice 3 — Azzurro (urgente): tempo massimo 60 minuti. Quadro stabile ma con sofferenza clinica reale.
  • Codice 4 — Verde (differibile): tempo massimo 120 minuti. Sintomi di bassa gravità e stabili.
  • Codice 5 — Bianco (non urgente): tempo massimo 240 minuti. Nessun bisogno reale di pronto soccorso.

I tempi sono un obiettivo di sistema, non una garanzia individuale: nei momenti di sovraffollamento l’attesa reale per i codici verde e bianco può superare le indicazioni. Il monitoraggio della performance dei pronto soccorso italiani è pubblicato dalla Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (SIMEU).


Cosa significa il codice azzurro?

Il codice azzurro è il livello 3 della scala di triage e indica un’urgenza differibile: il paziente è stabile ma presenta una sofferenza clinica che richiede una valutazione medica entro 60 minuti. È stato introdotto con la riforma del 2019 e non esisteva nel vecchio sistema a quattro colori, dove i casi intermedi finivano tutti sotto il codice giallo o venivano declassati a verde.

Esempi tipici di codice azzurro sono un dolore addominale persistente, una frattura non esposta con dolore controllato, una crisi ipertensiva senza segni neurologici. Sono situazioni che non mettono in pericolo la vita nel breve termine ma che non possono essere rinviate a un ambulatorio o gestite dal medico di famiglia. L’introduzione di questo livello ha ridotto la pressione sul vecchio “giallo” e ha permesso una distribuzione più fine delle risorse.


Quanto si aspetta con ogni codice colore?

I tempi massimi di attesa previsti dall’Accordo Stato-Regioni 2019 sono standard nazionali: 0 minuti per il rosso, 15 per l’arancione, 60 per l’azzurro, 120 per il verde, 240 per il bianco. Sono soglie di riferimento entro cui il paziente dovrebbe iniziare la visita medica, non tempi totali di permanenza in ospedale.

Nella pratica, i tempi reali variano da regione a regione e dipendono dall’affollamento del reparto e dalla stagionalità. Le rilevazioni pubblicate dai singoli assessorati regionali mostrano differenze importanti soprattutto sui codici verde e bianco. È utile ricordare che le liste d’attesa nella sanità ordinarie e i tempi di triage rispondono a logiche diverse: il pronto soccorso è per l’urgenza, non per prestazioni programmabili.

Il triage a cinque livelli è uno strumento clinico, non un giudizio sul paziente: distingue chi rischia la vita da chi può attendere in sicurezza.

— Dott. Alessandro Riccardi, presidente SIMEU (2025)

Chi assegna il codice e come si decide?

Il codice colore viene assegnato da un infermiere specificamente formato in triage, non dal medico. La valutazione avviene nei primi minuti dall’ingresso e si basa su un’intervista breve, sulla misurazione dei parametri vitali (pressione, saturazione, frequenza cardiaca, dolore) e su un’osservazione clinica strutturata. Le linee di indirizzo nazionali definiscono la formazione minima del personale e i criteri di attribuzione, con l’obiettivo di uniformare la scala su tutto il territorio.

Il codice non è definitivo: può essere rivalutato in qualsiasi momento se le condizioni del paziente cambiano. Se durante l’attesa senti che i sintomi peggiorano — dolore che aumenta, difficoltà a respirare, comparsa di nuovi segni — devi tornare al bancone del triage per una rivalutazione. Non è un fastidio per il personale: è esplicitamente parte del protocollo previsto dalle linee di indirizzo.


Perché chi arriva dopo di me viene visitato prima?

Perché il pronto soccorso non funziona come una fila alla cassa: la priorità dipende dal codice colore assegnato al triage, non dall’orario di arrivo. Un paziente giunto dopo di te con un codice arancione precede tutti i verdi e i bianchi in attesa, anche se questi aspettano da ore. È l’essenza stessa del triage e ciò che lo distingue da una coda ordinaria.

Questa logica è spesso fonte di frustrazione per chi attende, ma serve a garantire che le risorse sanitarie limitate — medici, sale visita, posti letto — vadano prima a chi rischia di più. Se hai dubbi sulla gestione del tuo caso puoi chiedere spiegazioni al personale di triage o richiedere una rivalutazione, ma non “saltare” la coda: la priorità clinica prevale sempre sull’ordine cronologico.


Il codice bianco si paga?

Sì, il codice bianco prevede il pagamento di un ticket a carico del cittadino, salvo esenzioni. È l’unico codice tariffato perché indica un accesso improprio: la situazione clinica non richiedeva il pronto soccorso e poteva essere gestita dal medico di base, dalla guardia medica o dalle cure primarie territoriali. L’importo è stabilito da ogni Regione e varia sensibilmente sul territorio nazionale.

Gli altri quattro codici — rosso, arancione, azzurro, verde — sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale e non prevedono ticket per l’accesso, salvo eventuali prestazioni aggiuntive erogate durante la visita. Chi ha diritto all’esenzione dal ticket per reddito, patologia o età non paga nemmeno il bianco. Per i casi ricorrenti di sintomi non urgenti conviene rivolgersi prima al proprio medico di base, che può orientare verso il canale più adatto.


Domande frequenti

In caso di emergenza vera devo andare in pronto soccorso o chiamare?

Chiama subito il 112 (Numero Unico Europeo di Emergenza) o il 118. La centrale operativa valuta la situazione al telefono e invia l’ambulanza con le competenze adeguate — non tutte le emergenze richiedono lo stesso mezzo. Muoverti in auto o farti accompagnare può far perdere tempo prezioso in caso di infarto, ictus o trauma grave.

Il codice colore può cambiare durante l’attesa?

Sì. Il triage prevede rivalutazioni periodiche e su richiesta del paziente. Se i sintomi peggiorano — dolore in aumento, difficoltà respiratoria, alterazioni della coscienza — segnalalo subito al personale al bancone del triage. Un codice verde può diventare arancione o rosso in pochi minuti se il quadro clinico evolve.

Esiste una legge che fissa un tetto massimo di 4 ore al pronto soccorso?

No, non è vigente. Circolano nei media proposte di riforma ministeriale (tetto delle 4 ore di attesa, obbligo di boarding entro 8 ore) presentate a volte come già in vigore, ma si tratta di proposte non approvate. Il modello vigente resta quello dell’Accordo Stato-Regioni del 1° agosto 2019 con i cinque codici e i tempi massimi qui descritti.

Posso rifiutare il codice assegnato se lo ritengo sbagliato?

Non puoi “rifiutarlo” formalmente, ma puoi chiedere una rivalutazione se i sintomi cambiano o se ritieni che alcuni elementi clinici non siano stati considerati. Il codice è una valutazione professionale basata su parametri oggettivi. Se hai dubbi seri sulla gestione, puoi rivolgerti all’URP dell’ospedale successivamente. In ogni caso, per una diagnosi e per il percorso più adatto al tuo caso, consulta il tuo medico.

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