Economia

Permessi Retribuiti 2026: Guida Completa a giorni e diritti

I permessi retribuiti 2026 sono assenze dal lavoro pagate dal datore, previste in parte dalla legge e in parte dai contratti collettivi: tre giorni all’anno per lutto o grave infermità di un familiare (art. 4 della Legge 53/2000), quindici giorni per il matrimonio e fino a 150 ore per il diritto allo studio. Chi ne ha diritto conserva la retribuzione piena.

La materia è regolata su due piani. La legge fissa alcuni diritti minimi validi per tutti i lavoratori dipendenti; i CCNL possono solo ampliarli, mai ridurli, secondo il principio di inderogabilità in peius. Per questo la durata effettiva di molti permessi cambia a seconda del contratto applicato.

Distinguere ciò che spetta per legge da ciò che deriva dalla contrattazione è decisivo. Sui permessi per lutto il riferimento è statale e uniforme, mentre i quindici giorni di congedo matrimoniale e le 150 ore di studio nascono in larga parte dal contratto collettivo di settore.

Secondo l’INPS, i congedi e i permessi retribuiti rientrano fra gli istituti di tutela del rapporto di lavoro, con regole di fruizione e documentazione definite per ciascuna tipologia (INPS, 2026).

Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2026


Cosa sono i permessi retribuiti 2026 e chi ne ha diritto?

Si tratta di ore o giornate di assenza giustificata durante le quali il lavoratore continua a percepire lo stipendio. Ne ha diritto ogni dipendente, pubblico o privato, nei casi previsti dalla legge (lutto, grave infermità) e in quelli aggiunti dal contratto collettivo (matrimonio, studio, motivi personali e familiari). Diversi sono i permessi non retribuiti, in cui l’assenza non è pagata.

Il perimetro minimo è fissato dallo Stato, ma quasi tutti i contratti collettivi aggiungono ore o giornate. Il CCNL Terziario, per esempio, riconosce a tutti i dipendenti 32 ore annue di permesso retribuito fin dal primo giorno di assunzione, mentre nel pubblico impiego sono comuni tre giorni annui per motivi personali o familiari documentati. Questi permessi non riducono le ferie: restano un istituto distinto da quanti giorni di ferie spettano per legge, con finalità e regole proprie.


Quanti giorni spettano per lutto e grave infermità?

Per il decesso o la documentata grave infermità del coniuge, di un parente entro il secondo grado, del convivente stabile o di un affine entro il primo grado spettano tre giorni lavorativi retribuiti all’anno. Lo stabilisce l’art. 4, comma 1, della Legge 53/2000. I giorni vanno di norma utilizzati entro sette giorni dall’evento e non intaccano le ferie.

La norma (Legge 53/2000, Gazzetta Ufficiale) è attuata dal D.M. 278 del 21 luglio 2000, che definisce documentazione e modalità. In caso di grave infermità, in alternativa ai giorni, si può concordare per iscritto con il datore una diversa organizzazione dell’orario. La stabile convivenza va provata con certificazione anagrafica.

“Gli strumenti di conciliazione tra vita e lavoro, permessi e congedi compresi, funzionano solo se l’azienda li governa con regole interne chiare e uguali per tutti.”

Rosario De Luca, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro (2026)

Matrimonio e studio: quanti giorni di permesso spettano?

Il congedo matrimoniale dura quindici giorni consecutivi di calendario, ma non è fissato da una legge generale: deriva dai CCNL. Il permesso per il diritto allo studio arriva invece fino a 150 ore, sulla base dell’art. 10 dello Statuto dei lavoratori e con il dettaglio rimesso al contratto. Entrambi sono retribuiti, ma con regole diverse su durata e platea.

Congedo matrimoniale

  • 15 giorni consecutivi di calendario
  • Fonte: CCNL, non una legge generale
  • INPS copre 7 giorni per operai di industria, artigianato e cooperative
  • Da fruire entro 30 giorni dalle nozze
  • Richiede di aver superato il periodo di prova nel contratto di lavoro

Permesso per studio

  • Fino a 150 ore annue individuali
  • Base: art. 10 Statuto dei lavoratori più CCNL
  • Spesso concesse entro il 3% del personale in servizio
  • Retribuite, per frequenza dei corsi ed esami
  • Distinte dai permessi per esami previsti da alcuni contratti

L’assegno per congedo matrimoniale è erogato dall’INPS per specifiche categorie e anticipato dal datore in busta paga (INPS, assegno per congedo matrimoniale); i restanti giorni sono a carico dell’azienda secondo il CCNL.


Come si richiede un permesso e con quali documenti?

La richiesta va presentata al datore di lavoro con un breve preavviso, salvo urgenza, indicando la tipologia di permesso e allegando o promettendo la documentazione richiesta. Per i permessi ex Legge 53/2000 la prova (certificato di morte, certificazione medica, stato di famiglia) può essere prodotta anche in un secondo momento, entro i termini fissati dal contratto o dal decreto attuativo.

  1. Comunica subito l’assenza al datore o al responsabile, anche a voce o via e-mail.
  2. Presenta la domanda scritta indicando le date esatte e il grado di parentela.
  3. Allega la documentazione: certificato di morte o autocertificazione e, per il convivente, la certificazione anagrafica.
  4. Concorda l’eventuale fruizione frazionata o, per la grave infermità, la riduzione dell’orario.
  5. Conserva copia della richiesta e del riscontro aziendale.

Per le assenze legate ai figli valgono invece regole proprie, come quelle su il congedo parentale INPS, che seguono una domanda telematica dedicata e una diversa indennità.


Permessi retribuiti per motivi personali e familiari

Oltre ai casi tipici, i CCNL prevedono permessi per motivi personali e familiari, la cui durata varia molto da contratto a contratto. Rientrano qui i permessi per esami e concorsi, i ROL (riduzione dell’orario di lavoro) e le ex festività, oltre a monte-ore dedicati a visite ed esigenze personali documentate.

Nel settore privato gli importi cambiano per comparto: il Terziario riconosce 32 ore annue di permesso retribuito, altri contratti prevedono giornate specifiche. Nel pubblico impiego sono diffusi tre giorni annui per motivi personali documentati e permessi orari per visite mediche. Poiché la variabilità è la regola, la fonte da consultare resta sempre il CCNL applicato, non la sola legge nazionale.


Domande frequenti

I permessi per lutto sono retribuiti al 100%?

Sì. I tre giorni per lutto o grave infermità previsti dall’art. 4 della Legge 53/2000 sono interamente retribuiti e non riducono né le ferie né la maturazione dell’anzianità. Restano esclusi solo i compensi legati all’effettiva prestazione, come lo straordinario e alcune indennità.

Il congedo matrimoniale spetta anche per l’unione civile?

Sì. Il congedo di quindici giorni si applica anche alle unioni civili. Non è però un diritto di legge generale: durata, categorie coperte e quota a carico dell’INPS dipendono dal CCNL applicato e vanno verificati nel proprio contratto di lavoro.

Quanti giorni di permesso per studio posso chiedere?

Fino a 150 ore annue individuali, secondo l’art. 10 dello Statuto dei lavoratori e il CCNL di settore. In molti contratti il beneficio è concesso entro il 3% del personale in servizio e richiede l’iscrizione a corsi o esami documentabili.

Il datore può rifiutare un permesso retribuito?

Per i permessi previsti dalla legge, come i tre giorni per lutto, il datore non può negarli se ricorrono i presupposti e la documentazione è corretta. Per i permessi contrattuali può applicare limiti organizzativi (preavviso, percentuali, periodi di punta), sempre nei confini fissati dal CCNL.

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