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Certificato di residenza online 2026: Guida Completa ANPR

Il certificato di residenza online si scarica gratuitamente o con bollo da 16 euro dal portale dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) del Ministero dell’Interno, accedendo con SPID, CIE o CNS. L’emissione è immediata, il documento arriva in PDF con sigillo elettronico e vale tre mesi. Si può richiedere per sé o per un componente della propria famiglia anagrafica, senza passare dallo sportello del Comune.

Il servizio è attivo dal 15 novembre 2021, quando l’ANPR ha aperto ai cittadini il rilascio autonomo dei certificati anagrafici. Secondo il Dipartimento per la trasformazione digitale (29 ottobre 2021), l’anagrafe unica raccoglieva già allora i dati del 98% della popolazione italiana, con 7.794 Comuni subentrati. Oggi il sistema copre tutti i Comuni e include anche gli italiani iscritti all’AIRE.

Il progetto è del Ministero dell’Interno, che ne ha affidato la realizzazione tecnica a Sogei. Il portale nasce con un obiettivo dichiarato: evitare che il cittadino debba ripresentare alle diverse amministrazioni dati già in possesso dello Stato, dall’Agenzia delle Entrate all’INPS fino alla Motorizzazione.


Come si richiede il certificato di residenza online?

Per richiedere il certificato di residenza online basta entrare nell’area riservata del portale ANPR con la propria identità digitale, aprire il servizio “Certificati ed estratti”, scegliere “Certificati anagrafici”, indicare la persona intestataria, la tipologia e l’uso, verificare l’anteprima ed eventualmente pagare il bollo. Il PDF si scarica subito dopo, oppure si riceve via email.

La procedura ufficiale, descritta nella pagina Certificati ed estratti dell’Anagrafe Nazionale, si articola in sette passaggi:

  1. accesso al portale anagrafenazionale.interno.it con SPID, CIE o CNS;
  2. selezione del servizio “Certificati ed estratti” e poi “Certificati anagrafici”;
  3. scelta dell’intestatario: sé stessi o un componente della famiglia anagrafica;
  4. scelta della tipologia, cioè “di residenza” (oppure residenza con decorrenza 01/01/2022, o residenza AIRE per chi vive all’estero);
  5. indicazione dell’uso, da cui dipende l’esenzione o il pagamento del bollo;
  6. controllo dei dati nell’anteprima;
  7. eventuale pagamento e download del PDF, o invio all’email o al domicilio digitale salvati in “I tuoi dati”.

Il documento ottenuto ha la stessa validità giuridica di quello rilasciato agli sportelli comunali. È un PDF non modificabile con il logo del Ministero dell’Interno, un QR code e un sigillo elettronico qualificato che ne garantisce autenticità e integrità. La residenza può anche essere richiesta in forma contestuale, cioè insieme ad altri dati, come cittadinanza o stato di famiglia, in un unico certificato.

«Per avere un certificato anagrafico non servirà più andare allo sportello: basterà sedersi al computer e scaricarlo. Liberiamo il tempo delle persone e di chi lavora.»

Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, intervista al Corriere della Sera, ottobre 2021 (fonte: Italpress)

Quanto costa e quando si paga il bollo?

Il certificato è gratuito quando l’uso dichiarato rientra tra i motivi di esenzione previsti dalla legge; in tutti gli altri casi si paga un’imposta di bollo di 16 euro, come indica il Ministero dell’Interno sul portale ANPR. Non esistono diritti di segreteria aggiuntivi: online il costo massimo resta il solo bollo.

L’uso si sceglie da un menu a tendina durante la richiesta. Tra le ipotesi di esenzione indicate dalle fonti istituzionali figurano, ad esempio, l’uso elettorale o referendario e i procedimenti di adozione, affidamento, separazione o divorzio. Il pagamento del bollo avviene tramite il circuito pagoPA, verso cui il portale reindirizza automaticamente. Dichiarare un uso esente non corrispondente al vero espone a conseguenze: l’esenzione vale solo per la finalità indicata.

Nel febbraio 2026 diverse testate giuridiche, tra cui ProcessoCivileTelematico.it, hanno segnalato un ampliamento dell’esenzione per i certificati rilasciati tramite ANPR. Resta però decisivo l’uso dichiarato: è il menu del portale a stabilire, caso per caso, se il bollo è dovuto.


Si può richiedere per un familiare?

Sì, ma solo per chi appartiene alla stessa famiglia anagrafica del richiedente, cioè alle persone registrate nello stesso nucleo all’anagrafe. Dopo l’accesso, il portale mostra l’elenco dei componenti per cui è possibile chiedere il certificato. Per un parente che vive a un altro indirizzo occorre la sua identità digitale oppure lo sportello del Comune.

Per i figli minorenni vale una regola specifica riportata nelle domande frequenti dell’ANPR: la richiesta può essere presentata esclusivamente dal genitore che appartiene alla stessa famiglia anagrafica del minore e ha lo stesso indirizzo di residenza. Se serve anche la composizione del nucleo, conviene richiedere il certificato di stato di famiglia online, disponibile con la stessa procedura.


Online o allo sportello: il confronto

Il canale online e lo sportello comunale rilasciano un certificato con identico valore legale e identico bollo, ma differiscono per tempi, orari e tipologie disponibili. ANPR è immediato e attivo a ogni ora; il Comune resta l’unica strada per i certificati storici di residenza anteriori al 2022 e per chi non possiede un’identità digitale.

Portale ANPR

  • Accesso con SPID, CIE o CNS
  • Rilascio immediato, 24 ore su 24
  • Bollo 16 euro via pagoPA, salvo esenzione
  • Residenze italiane dal 01/01/2022
  • Solo per sé o per la famiglia anagrafica

Sportello del Comune

  • Documento d’identità, spesso su appuntamento
  • Orari d’ufficio
  • Bollo 16 euro, salvo esenzione
  • Certificati storici e di morte
  • Nessuna identità digitale richiesta

Chi ha appena traslocato deve prima completare la pratica descritta nella guida su come cambiare residenza: il certificato riporta il nuovo indirizzo solo dopo la registrazione da parte del Comune.


Quando serve davvero il certificato?

Il certificato anagrafico è valido e utilizzabile solo nei rapporti tra privati, come banche, notai, assicurazioni o datori di lavoro. Con la Pubblica Amministrazione e con i gestori di pubblici servizi, precisa il Ministero dell’Interno, va sempre sostituito dall’autocertificazione: un ufficio pubblico non può chiederlo al cittadino.

Prima di pagare 16 euro conviene quindi verificare chi ha chiesto il documento. Se il destinatario è un ente pubblico, basta una dichiarazione sostitutiva, che lo stesso portale ANPR permette di compilare nella sezione “Autocertificazione”. Se invece serve un atto di stato civile, dal 31 marzo 2026 ANPR rilascia anche estratti e certificati di nascita, matrimonio e unione civile prelevati dall’archivio nazionale ANSC: per i dettagli si può consultare la guida al certificato di nascita online.


Domande frequenti

Quanto dura il certificato di residenza?

Il certificato di residenza scaricato da ANPR è valido tre mesi dalla data di emissione. Trascorso quel periodo occorre richiederne uno nuovo, con la stessa procedura. L’emissione è immediata, quindi non ci sono tempi di attesa. Conviene scaricarlo solo quando serve, per non rischiare la scadenza (fonte: Ministero dell’Interno).

Serve per forza lo SPID?

No, oltre allo SPID si può accedere con la Carta d’Identità Elettronica o con la Carta Nazionale dei Servizi. Senza alcuna identità digitale il canale online non è utilizzabile. In quel caso resta lo sportello anagrafico del proprio Comune. Molti Comuni lavorano su appuntamento, da prenotare sul sito istituzionale.

Chi vive all’estero può ottenerlo?

Sì, gli italiani iscritti all’AIRE possono richiedere online il certificato di residenza AIRE. È una tipologia distinta da quella ordinaria e attesta la residenza estera. Il certificato di residenza con decorrenza 01/01/2022, invece, elenca solo le residenze italiane. Le residenze precedenti richiedono il certificato storico comunale.

Esistono siti che lo vendono a pagamento?

Il canale ufficiale è uno solo, il portale dell’Anagrafe Nazionale, oltre allo sportello del Comune. Qui il costo massimo è il bollo da 16 euro, e in molti casi il documento è gratuito. Non è necessario rivolgersi a intermediari per ottenerlo. Il certificato emesso da ANPR riporta sempre il sigillo del Ministero dell’Interno.

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