Alberto Stasi scarcerazione 2026: caso Garlasco definitivo
L’Alberto Stasi scarcerazione 2026 caso Garlasco è diventata realtà il 13 giugno 2026: il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha disposto l’affidamento in prova ai servizi sociali per Alberto Stasi, 42 anni, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. Dopo oltre dieci anni e mezzo trascorsi nel carcere di Bollate, l’ex studente di economia ha lasciato l’istituto penitenziario senza rilasciare dichiarazioni alla stampa.
Indice
Il delitto di Garlasco risale al 13 agosto 2007: Chiara Poggi, 26 anni, fu trovata morta nella sua abitazione di via Pascoli. Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima, riferì di aver scoperto il corpo quella mattina. Le indagini portarono al suo arresto e, dopo un iter giudiziario complesso durato anni, alla condanna definitiva della Corte di Cassazione nel dicembre 2015 a 16 anni di reclusione per omicidio volontario (Fonte: ANSA, 2015).
Stasi è rimasto detenuto nel carcere milanese di Bollate dall’inizio dell’esecuzione della pena. Nella struttura ha svolto attività lavorativa come commercialista, seguendo percorsi di reinserimento valutati positivamente dall’équipe penitenziaria. La pena definitiva, tenuto conto dei giorni di liberazione anticipata maturati per buona condotta, risulterebbe in scadenza nel 2028 (Fonte: Il Giorno, 2026).
Ultimo aggiornamento: 15 giugno 2026
La decisione del Tribunale di Sorveglianza
Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto l’istanza di affidamento in prova ai servizi sociali presentata dalla difesa di Stasi. La procuratrice generale ha espresso parere favorevole, sottolineando la buona condotta tenuta dal condannato durante tutto il periodo detentivo, le relazioni positive redatte dall’équipe del carcere di Bollate e la stabilità lavorativa dimostrata. L’affidamento in prova è una misura alternativa alla detenzione prevista dall’ordinamento penitenziario italiano: consente di scontare la parte residua della pena in libertà vigilata, con specifici obblighi di condotta.
Stasi dovrà rispettare precise prescrizioni: obbligo di dimora in un Comune della cintura milanese, rientro entro orari stabiliti, divieto di frequentare persone con precedenti penali e obbligo di mantenere l’attività lavorativa. Secondo quanto riportato da ANSA, il condannato continuerà a lavorare come commercialista presso uno studio legale nel centro di Milano. Non farà ritorno a Garlasco.
«Durante la detenzione Stasi ha intrapreso un percorso senza sbavature, dimostrando maturità e consapevolezza.»
Tribunale di Sorveglianza di Milano, motivazioni dell’ordinanza, giugno 2026 (Fonte: AGI, 2026)
Il percorso in carcere: da Bollate alla libertà
Il carcere di Bollate è noto in Italia per i suoi programmi di reinserimento sociale. Stasi vi è stato trasferito dopo la condanna definitiva del dicembre 2015 e vi ha trascorso oltre dieci anni e mezzo. Nell’istituto ha esercitato la professione di commercialista, una delle attività lavorative ammesse nel quadro dei percorsi trattamentali. Le relazioni redatte dall’équipe multidisciplinare della struttura — psicologa, assistente sociale, educatore — sono state determinanti ai fini della valutazione del Tribunale di Sorveglianza.
Prima dell’affidamento in prova, Stasi aveva già beneficiato del regime di semilibertà, che gli consentiva di uscire dal carcere durante le ore diurne per ragioni lavorative. Il passaggio all’affidamento in prova rappresenta l’ultimo gradino del percorso detentivo prima della definitiva estinzione della pena, che avverrà nel 2028 qualora tutte le prescrizioni vengano rispettate. Per approfondire il contesto delle operazioni di polizia 2026 e il sistema della giustizia penale italiana, il quadro normativo è rimasto sostanzialmente invariato rispetto agli anni precedenti.
Il caso Garlasco oggi: Andrea Sempio e la revisione
Parallelamente all’uscita di Stasi dal carcere, il caso Garlasco è tornato al centro dell’attenzione giudiziaria per ragioni distinte. L’8 maggio 2026 la Procura di Pavia ha chiuso le indagini nei confronti di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, notificandogli la conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell’articolo 415-bis del Codice di procedura penale. La Procura ritiene — in base agli accertamenti svolti — che Sempio possa essere il responsabile dell’omicidio. Sempio ha sempre negato ogni coinvolgimento. Secondo quanto riportato da Corriere della Sera, la difesa di Sempio ha contestato la solidità delle prove raccolte.
Gli elementi su cui si concentra la Procura di Pavia sono tre: il DNA rinvenuto sotto le unghie della vittima, ritenuto compatibile con la famiglia Sempio; l’impronta palmarea numero 33, rilevata sulle scale della villa Poggi e attribuita a Sempio con alto grado di compatibilità attraverso nuove tecnologie di comparazione dattiloscopica; alcune intercettazioni ambientali del 2017, riesaminate nel maggio 2026, nelle quali Sempio avrebbe fatto riferimento a un orario compatibile con la finestra temporale dell’omicidio. Tutti e tre gli elementi sono attualmente al vaglio della difesa e non hanno ancora formato oggetto di un dibattimento processuale. Per le nuove indagini sul caso Garlasco 2026 si rimanda all’approfondimento specifico pubblicato su questo sito.
La condanna di Alberto Stasi è definitiva e rimane tale. La difesa di Stasi ha annunciato l’intenzione di presentare a tempo debito una richiesta di revisione del processo, procedimento distinto e autonomo rispetto all’affidamento in prova già ottenuto. La revisione, disciplinata dagli articoli 629 e seguenti del Codice di procedura penale, è uno strumento straordinario che richiede la sopravvenienza di nuovi elementi di prova capaci di dimostrare l’innocenza del condannato.
Cosa succede ora: i prossimi sviluppi
Sul fronte di Andrea Sempio, la Procura di Pavia dovrà decidere se richiedere il rinvio a giudizio. La difesa di Sempio ha tempo per presentare memorie e documentazione a discarico prima che il Pubblico Ministero depositi la richiesta al Giudice dell’Udienza Preliminare. I tempi del procedimento non sono ancora definiti. La famiglia Poggi ha fatto sapere, tramite i propri legali, di non aver ricevuto comunicazioni preventive sull’uscita di Stasi dal carcere e di seguire con attenzione entrambi i procedimenti.
Sul fronte di Stasi, la pena si estinguerà nel 2028 se le prescrizioni dell’affidamento in prova saranno rispettate. Nel caso in cui la difesa depositasse formale richiesta di revisione, il procedimento seguirebbe un binario del tutto separato davanti alla Corte d’Appello competente. Il caso, a quasi vent’anni dal delitto di Garlasco, resta uno dei processi più seguiti della cronaca giudiziaria italiana, con posizioni giuridiche ancora aperte su più fronti. Anche il tema delle caso violenze scuola militare 2026 ha riacceso il dibattito pubblico sul funzionamento del sistema penitenziario e della giustizia italiana.
Domande frequenti
Alberto Stasi è stato scarcerato nel 2026?
Sì. Il 13 giugno 2026 Alberto Stasi ha lasciato il carcere di Bollate dopo che il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha disposto l’affidamento in prova ai servizi sociali. Non si tratta di una scarcerazione definitiva: Stasi deve rispettare precise prescrizioni fino alla naturale scadenza della pena, prevista nel 2028.
A quanto era stato condannato Alberto Stasi?
La Corte di Cassazione ha confermato nel dicembre 2015 la condanna a 16 anni di reclusione per omicidio volontario nei confronti di Alberto Stasi, ritenuto responsabile della morte di Chiara Poggi avvenuta a Garlasco il 13 agosto 2007.
Cosa significa affidamento in prova ai servizi sociali?
L’affidamento in prova ai servizi sociali è una misura alternativa alla detenzione prevista dall’ordinamento penitenziario italiano (Legge 354/1975). Consente al condannato di scontare la parte residua della pena in libertà vigilata, con obblighi precisi: residenza in un luogo determinato, orari di rientro, divieto di frequentare persone con precedenti penali, obbligo lavorativo. In caso di violazione delle prescrizioni, la misura può essere revocata e il condannato torna in carcere.
Chi è Andrea Sempio e cosa c’entra con il caso Garlasco?
Andrea Sempio è un amico del fratello di Chiara Poggi. Dal 2026 risulta indagato dalla Procura di Pavia in relazione all’omicidio della giovane. La Procura ha chiuso le indagini preliminari l’8 maggio 2026, ritenendo che elementi quali il DNA, un’impronta palmarea e alcune intercettazioni ambientali possano ricondurre a Sempio la responsabilità del delitto. Sempio ha negato ogni coinvolgimento. Il procedimento a suo carico è del tutto separato dalla condanna definitiva di Alberto Stasi.
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.
