Concordato Preventivo Biennale 2026: Guida Completa
Il concordato preventivo biennale 2026 è il patto fiscale con cui l’Agenzia delle Entrate e i titolari di partita IVA si accordano in anticipo sul reddito imponibile per il biennio 2026-2027. Riguarda circa 2,7 milioni di contribuenti soggetti agli ISA e la scadenza per aderire è fissata al 30 settembre 2026. Capire quando conviene accettare la proposta del Fisco è la decisione fiscale più importante dell’anno per freelancer e PMI.
Indice
Il concordato preventivo biennale (CPB) è stato introdotto dal decreto legislativo n. 13/2024 come strumento di adempimento collaborativo tra Fisco e contribuente. Non si tratta di un condono né di un’amnistia: è un accordo bilaterale in cui il contribuente accetta un reddito predeterminato su cui calcolare le imposte per due anni consecutivi. Per il biennio 2026-2027, la metodologia di calcolo è stata approvata con Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze dell’11 maggio 2026.
La misura interessa principalmente i titolari di partita IVA che svolgono attività soggette agli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA): imprenditori individuali, professionisti, società di persone e società di capitali in regime ordinario. Secondo i dati elaborati dall’Agenzia delle Entrate, la platea potenziale supera i 2,7 milioni di soggetti. Per molti di loro, valutare la proposta con attenzione prima della scadenza è una priorità concreta, non una formalità burocratica.
Chi sta aprendo una nuova attività o sta valutando la propria struttura fiscale può trovare utile consultare la guida su come aprire partita IVA nel 2026, che illustra le principali opzioni regimentali disponibili. Altrettanto rilevante, per chi gestisce la liquidità aziendale, è tenere d’occhio le scadenze fiscali di giugno 2026, che si sovrappongono al calendario del CPB.
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Cos’è il concordato preventivo biennale 2026
Il concordato preventivo biennale 2026 è uno strumento di compliance fiscale che consente al contribuente di concordare con l’Agenzia delle Entrate il proprio reddito imponibile per gli anni 2026 e 2027, prima ancora che quei redditi vengano effettivamente prodotti. La proposta viene elaborata dal software dell’AdE sulla base dei dati ISA del periodo d’imposta precedente (2025), dello storico dichiarativo e di variabili macroeconomiche di settore. Con il provvedimento del 27 febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello e le relative istruzioni.
Il meccanismo è semplice: se si guadagna più del reddito concordato, la parte eccedente non è tassata nell’ambito del CPB. Se si guadagna meno, non si ottengono rimborsi. È quindi un’opzione asimmetrica: premia chi prevede ricavi in crescita e penalizza chi andrà incontro a un calo di fatturato. Per valutare correttamente la convenienza, ogni professionista o imprenditore deve fare un’analisi prospettica seria del proprio andamento atteso.
«Il concordato preventivo biennale non è un condono: è un accordo che blocca la base imponibile. Chi guadagna di più ci guadagna; chi guadagna di meno paga comunque il concordato.»
Agenzia delle Entrate — FAQ ufficiali CPB, agenziaentrate.gov.it
Chi può aderire: requisiti e cause di esclusione
Possono accedere al concordato preventivo biennale 2026 i contribuenti che nel periodo d’imposta 2025 hanno esercitato in via prevalente un’attività economica per la quale sono stati approvati gli ISA e che sono tenuti alla loro applicazione. Sono inclusi sia gli esercenti attività d’impresa sia i lavoratori autonomi, purché non abbiano cause ostative.
Requisiti per aderire
- Attività soggetta agli ISA nel 2025
- Presentazione regolare delle dichiarazioni negli ultimi 3 anni
- Debiti tributari/contributivi ≤ 5.000 € (o da estinguere entro l’adesione)
- Nessuna condanna penale per reati tributari gravi
Cause di esclusione
- Regime forfettario nel primo anno del biennio (salvo chi ha superato 100.000 € di ricavi nel 2024)
- Operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, conferimenti) nel 2026
- Redditi esenti o non imponibili > 40% del reddito complessivo nel 2025
- Omessa presentazione dichiarazione per ≥ 1 anno nei 3 precedenti
Chi opera in regime forfettario e non ha superato la soglia dei 100.000 euro non può aderire al CPB. Chi invece valuta di uscire dal forfettario per il 2026 può approfondire le condizioni nel dettaglio leggendo la guida sul regime forfettario 2026, che illustra soglie, requisiti e convenienze della flat tax per partite IVA.
Come funziona la proposta del Fisco
Il software dell’Agenzia delle Entrate, disponibile nel cassetto fiscale e nei software dichiarativi dei commercialisti, elabora la proposta di reddito concordato partendo dal punteggio ISA 2025 del contribuente. Per il biennio 2026-2027 sono stati introdotti nuovi tetti massimi di incremento rispetto al reddito dichiarato nell’anno precedente: la proposta non può superare del +30% il reddito per chi ha un punteggio ISA compreso tra 6 e 8, né del +35% per chi ha un punteggio ISA inferiore a 6. Questa novità, prevista dal decreto fiscale 2026, rende il concordato preventivo biennale 2026 più accessibile anche per le partite IVA con affidabilità fiscale medio-bassa.
La proposta riguarda il reddito d’impresa o di lavoro autonomo e, dove applicabile, il valore della produzione netta ai fini IRAP. Le imposte calcolate sul reddito concordato vengono pagate normalmente alle scadenze ordinarie (acconto e saldo IRPEF). Non si tratta di un pagamento anticipato: si tratta di una base imponibile fissa, su cui si applica l’aliquota fiscale ordinaria del contribuente — per le persone fisiche e i soci di società di persone, le aliquote IRPEF 2026 a tre scaglioni (23%, 33% e 43%), mentre per le società di capitali si applica l’IRES al 24%.
Vantaggi e rischi: quando conviene accettare
Accettare il concordato preventivo biennale 2026 conviene principalmente a chi prevede un aumento del fatturato nei prossimi due anni. I benefici premiali riservati agli aderenti includono: esonero dal visto di conformità fino a 70.000 € per IVA e fino a 50.000 € per IRPEF e IRAP; esclusione dalle presunzioni semplici in sede di accertamento; esclusione dagli accertamenti sintetici sul tenore di vita. Questi benefici rappresentano un valore concreto, soprattutto per le PMI e i professionisti con volumi rilevanti.
Non conviene invece aderire se si prevede un calo significativo del fatturato (perdita di un cliente importante, riduzione dell’attività, malattia o maternità), se si è in prossimità di cessazione dell’attività, o se il reddito concordato proposto è sensibilmente superiore al reddito atteso. In questi casi, il concordato si trasforma in un onere fiscale aggiuntivo piuttosto che in un risparmio. La raccomandazione è di confrontare la proposta dell’AdE con la propria proiezione di bilancio prima di firmare.
Il CPB premia la crescita: se il reddito effettivo supera quello concordato, il surplus è esentasse nell’ambito dell’accordo. Il rischio è unilaterale: in caso di calo, si paga comunque il concordato.
Elaborazione redazionale su dati Agenzia delle Entrate e Fisco Oggi
Scadenze e come aderire al concordato
La scadenza ordinaria per aderire al concordato preventivo biennale 2026 è il 30 settembre 2026. Un’ulteriore proroga al 31 ottobre 2026 è già stata annunciata dal governo ma non ancora formalizzata normativamente alla data di pubblicazione di questo articolo. L’adesione avviene compilando il quadro P del modello Redditi/2026 (persone fisiche, società di persone o società di capitali secondo la natura giuridica del contribuente) e trasmettendo il modello entro la scadenza. Il codice accettazione da indicare nel quadro P è disponibile nelle istruzioni ufficiali approvate con il provvedimento del 27 febbraio 2026.
Prima di aderire, verificare che non sussistano debiti tributari o previdenziali superiori a 5.000 euro. Se presenti, è necessario estinguerli o rateizzarli entro il termine di adesione per non perdere l’accesso al CPB. Si raccomanda di confrontare la proposta con il proprio commercialista, che può accedere al simulatore CPB integrato nel software dichiarativo e calcolare l’impatto fiscale effettivo sulla base delle proiezioni di reddito per il biennio.
Chi aderisce al concordato preventivo biennale 2026 e rispetta i termini non incorre in accertamenti ordinari sul reddito d’impresa o di lavoro autonomo per il biennio concordato (salvo cause di decadenza come frodi, omissioni dichiarative o operazioni straordinarie non comunicate). La decadenza comporta la revoca di tutti i benefici e il recupero delle imposte dovute sulle annualità coperte dall’accordo, con le relative sanzioni.
Domande frequenti
Il concordato preventivo biennale 2026 vale anche per le società di capitali?
Sì. Possono aderire anche le società di capitali (SRL, SPA) in regime ordinario che applicano gli ISA, purché non ricorrano cause di esclusione. Per le società, il concordato riguarda il reddito d’impresa e il valore della produzione netta IRAP. (Fonte: Agenzia delle Entrate)
Cosa succede se il mio reddito effettivo è molto inferiore a quello concordato?
Se il reddito effettivo scende al di sotto di quello concordato, si paga comunque l’imposta calcolata sul reddito concordato. Non sono previsti rimborsi per la differenza. Fa eccezione il caso in cui si verifichino eventi straordinari (calamità naturali, malattia grave, cessazione dell’attività) che consentono la risoluzione dell’accordo: in questi casi l’AdE può riconoscere la decadenza concordata senza sanzioni aggiuntive. (Fonte: FAQ Agenzia delle Entrate)
Posso aderire al CPB se ho un debito con il Fisco?
Sì, ma solo se il debito tributario o previdenziale è inferiore a 5.000 euro, oppure se la parte eccedente viene estinta o rateizzata entro la data di adesione. In presenza di debiti superiori a tale soglia non estinti, l’accesso al CPB è precluso. Verificare la propria posizione nel cassetto fiscale prima di procedere. (Fonte: Agenzia delle Entrate — Requisiti CPB)
Il concordato preventivo biennale protegge dai controlli fiscali?
Parzialmente. Chi aderisce al concordato preventivo biennale 2026 è escluso dagli accertamenti sintetici sul tenore di vita e dalle presunzioni semplici per il biennio concordato. Rimane soggetto a controlli in caso di frode, evasione IVA, omissioni dichiarative o operazioni straordinarie non comunicate. I benefici premiali non coprono le annualità precedenti al biennio, per le quali rimane l’ordinaria attività di accertamento. (Fonte: Agenzia delle Entrate — Effetti del concordato)
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.
