Differenza denuncia querela: la guida completa 2026
La differenza denuncia querela sta in chi agisce e nell’effetto giuridico. La denuncia è l’atto con cui chiunque segnala all’autorità un reato procedibile d’ufficio, senza termini e senza possibilità di ritirarla. La querela è invece la richiesta di punizione che solo la persona offesa può presentare, entro un termine preciso (di norma tre mesi) e con la possibilità di rimetterla. Sapere quale strumento serve evita errori che possono precludere il processo.
Indice
Denuncia e querela sono i due strumenti con cui un cittadino porta un reato a conoscenza dell’autorità giudiziaria, ma non sono intercambiabili. Il codice penale disciplina la querela agli articoli da 120 a 126, definendola una condizione di procedibilità: senza di essa, per certi reati, il processo non può iniziare. La denuncia, al contrario, mette semplicemente in moto l’azione dello Stato per i reati che si perseguono automaticamente.
La distinzione ha conseguenze pratiche rilevanti. Presentare una denuncia quando la legge richiede una querela non basta a far punire il responsabile, perché manca la manifestazione di volontà della persona offesa. La riforma Cartabia (D.Lgs. 150/2022, in vigore dal 30 dicembre 2022) ha inoltre ampliato l’elenco dei reati procedibili a querela di parte, rendendo la scelta ancora più importante per chi subisce un reato.
Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2026
Qual è la differenza tra denuncia e querela?
La differenza principale riguarda tre elementi: chi può agire, se serve chiedere espressamente la punizione e se l’atto è revocabile. La denuncia può essere presentata da chiunque abbia notizia di un reato procedibile d’ufficio, non ha scadenze e non può essere ritirata. La querela può essere presentata solo dalla persona offesa (art. 120 c.p.), contiene la richiesta di punire il responsabile ed è revocabile.
In sintesi, la denuncia ha una funzione informativa: comunica un fatto. La querela ha una funzione dispositiva: esprime la volontà che si proceda penalmente. Per questo la querela è, tecnicamente, una condizione di procedibilità, mentre la denuncia è una semplice notizia di reato. Esiste poi un terzo atto, l’esposto, che non è disciplinato dal codice penale e serve a sollecitare l’intervento dell’autorità in situazioni di conflitto privato.
Differenza denuncia querela: la tabella di confronto
Il confronto diretto rende evidente perché i due atti non si equivalgono. La tabella seguente sintetizza chi può presentarli, entro quali termini, dove depositarli, se contengono la richiesta di punizione e se possono essere ritirati. È lo schema più utile da tenere a mente prima di rivolgersi alle forze dell’ordine.
Denuncia
- Chi la presenta: chiunque abbia notizia del reato
- Termine: nessun termine di decadenza
- Dove: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Procura
- Chiede la punizione: no, è una notizia di reato
- Revocabile: no, una volta presentata non si ritira
- Reati: procedibili d’ufficio
Querela
- Chi la presenta: solo la persona offesa dal reato
- Termine: di norma 3 mesi dalla notizia del fatto
- Dove: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Procura
- Chiede la punizione: sì, è una condizione di procedibilità
- Revocabile: sì, tramite remissione
- Reati: procedibili a querela di parte
Entro quando si può presentare una querela?
Il termine ordinario per proporre querela è di tre mesi dal giorno in cui la persona offesa ha avuto conoscenza del fatto che costituisce reato (art. 124 c.p.). Superato il termine, il diritto di querela decade e il reato, se procedibile solo a querela, non è più perseguibile. La denuncia, invece, non ha alcun termine di decadenza.
Esistono però eccezioni previste per i reati più gravi. Per lo stalking, o atti persecutori, il termine è più lungo: la querela va presentata entro sei mesi (art. 612-bis c.p.). Per la violenza sessuale il termine sale a dodici mesi ed è, di regola, irrevocabile. Chi teme di aver subito questi reati può trovare indicazioni pratiche nella nostra guida su come denunciare lo stalking.
Quali reati sono procedibili a querela e quali d’ufficio?
I reati procedibili d’ufficio sono quelli che lo Stato persegue automaticamente, appena ne ha notizia, a prescindere dalla volontà della vittima: omicidio, rapina, violenza sessuale in molte ipotesi, reati contro minori. Per questi basta una denuncia. I reati procedibili a querela di parte richiedono invece che la persona offesa chieda espressamente la punizione: rientrano qui diffamazione, minacce non gravi, percosse e molti reati patrimoniali minori.
La riforma Cartabia ha ampliato in modo significativo la seconda categoria, trasformando in procedibili a querela reati come furto semplice, truffa e lesioni lievi, prima perseguiti d’ufficio. L’obiettivo dichiarato era ridurre il carico dei tribunali. Restano procedibili d’ufficio i casi in cui la vittima è un minore o una persona con disabilità, oppure quando l’autore era già stato ammonito.
L’estensione della procedibilità a querela introdotta dalla riforma persegue una finalità di deflazione processuale, affidando alla persona offesa la scelta se attivare il processo penale.
— Gian Luigi Gatta, Professore ordinario di Diritto penale, Università degli Studi di Milano (2023)
Come e dove si presenta una denuncia o querela?
Denuncia e querela si presentano negli stessi luoghi: presso qualsiasi comando dei Carabinieri, ufficio di Polizia (Questura o commissariato), comando della Guardia di Finanza oppure direttamente presso la Procura della Repubblica. All’estero è possibile rivolgersi a un agente consolare. L’ufficiale di polizia giudiziaria verifica l’identità del dichiarante e redige un verbale con data certa, che fa fede del rispetto dei termini.
La procedura pratica si articola in pochi passaggi:
- Raccogliere documento d’identità e ogni prova utile (messaggi, foto, referti, testimoni).
- Recarsi presso Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza o Procura, di persona.
- Descrivere i fatti con precisione: data, luogo, persone coinvolte, dinamica.
- Per la querela, dichiarare espressamente di voler procedere penalmente.
- Ricevere copia del verbale con il numero di protocollo per seguire il fascicolo.
È possibile farsi assistere da un avvocato, soprattutto per la querela, ma non è obbligatorio. Attenzione alle segnalazioni che nascondono raggiri: per riconoscerle può essere utile leggere come funziona la truffa del finto carabiniere. Le informazioni ufficiali sono disponibili anche sul sito della Polizia di Stato.
Si può ritirare una querela?
Sì, la querela può essere ritirata tramite la remissione, disciplinata dall’art. 152 c.p. Il querelante può rimettere la querela in ogni momento, purché non sia ancora intervenuta una sentenza definitiva di condanna. La remissione può essere espressa, con dichiarazione scritta o orale davanti all’autorità, oppure tacita, quando la condotta del querelante è incompatibile con la volontà di procedere.
Perché produca effetto, la remissione deve essere accettata dal querelato, che potrebbe avere interesse a un’assoluzione piena nel processo. La denuncia, al contrario, non è mai revocabile: una volta portata a conoscenza dell’autorità un reato procedibile d’ufficio, l’azione penale segue il suo corso indipendentemente da eventuali ripensamenti di chi ha segnalato il fatto.
Domande frequenti
Cosa succede se presento denuncia invece di querela?
Per i reati procedibili solo a querela di parte, una semplice denuncia non basta a far avviare il processo. Manca infatti la manifestazione di volontà della persona offesa, che è condizione di procedibilità. Se il termine per la querela non è ancora scaduto, è possibile integrare l’atto dichiarando espressamente di voler procedere penalmente contro il responsabile.
La denuncia ha un termine di scadenza?
No, la denuncia non ha termini di decadenza. Può essere presentata in qualsiasi momento dopo che si è avuta notizia di un reato procedibile d’ufficio. Il termine dei tre mesi previsto dall’art. 124 del codice penale riguarda esclusivamente la querela, con le eccezioni più lunghe stabilite per reati come lo stalking (sei mesi) e la violenza sessuale (dodici mesi).
Serve un avvocato per presentare una querela?
Non è obbligatorio. La querela può essere presentata personalmente presso Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza o Procura. L’assistenza di un avvocato è però consigliabile nei casi complessi, per formulare correttamente i fatti e valutare la strategia processuale. Questa guida ha finalità informative e non sostituisce una consulenza legale personalizzata.
Denuncia e querela hanno costi?
Presentare una denuncia o una querela alle forze dell’ordine è gratuito. Eventuali costi possono derivare solo dalla scelta di farsi assistere da un avvocato di fiducia. In presenza di determinati requisiti di reddito, la persona offesa può accedere al patrocinio a spese dello Stato per la fase processuale successiva.
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.
