Cronaca

Stalking in Italia: come riconoscerlo, cosa fare, denuncia

Lo stalking in Italia è un reato penale punito dall’articolo 612-bis del codice penale con la reclusione da uno a sei anni e sei mesi (con le aggravanti del Codice Rosso 2026). Riguarda chiunque, con condotte reiterate, minacci o molesti una persona in modo da causare un perdurante stato di ansia o di paura, fondato timore per l’incolumità propria, di un congiunto o di una persona affettivamente legata, oppure costringere la vittima a modificare le proprie abitudini di vita. Nel 2025 sono state oltre 17.000 le denunce registrate dalle Forze dell’Ordine, secondo i dati del Ministero dell’Interno.

La denuncia per stalking si presenta in qualsiasi commissariato, stazione dei Carabinieri o direttamente in Procura. Dal 2019 il Codice Rosso impone tempi accelerati: il pubblico ministero deve assumere informazioni dalla persona offesa entro tre giorni dalla notizia di reato. Nel 2026 il DDL 1132 ha rafforzato gli strumenti cautelari, rendendo obbligatorio il braccialetto elettronico per chi è sottoposto al divieto di avvicinamento, salvo motivata impossibilità tecnica.

Lo stalking ha caratteristiche specifiche che lo distinguono da semplici comportamenti molesti. Riconoscerle è il primo passo per attivare gli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento.


Come si riconosce lo stalking in Italia

La giurisprudenza identifica tre elementi costitutivi del reato di stalking: condotte reiterate (almeno due episodi), produzione di un evento (ansia, paura, modifica abitudini) e nesso causale tra le due. Le condotte tipiche includono telefonate ripetute, messaggi insistenti, appostamenti, pedinamenti, regali o lettere indesiderati, contatti sui social network anche dopo blocco, minacce esplicite o velate, danneggiamenti a beni della vittima.

Lo stalking online (cyberstalking) è equiparato a quello fisico: messaggi, email, post sui social, pubblicazione di immagini o video senza consenso (revenge porn, art. 612-ter c.p.), tracciamento attraverso applicazioni di geolocalizzazione. Le aggravanti scattano se la vittima è il coniuge, l’ex coniuge o una persona legata da relazione affettiva, oppure se la persona offesa è minore o disabile.

Cosa fare se sei vittima

Il primo passo è proteggere la propria sicurezza personale: avvisare familiari e amici di fiducia, modificare i propri orari e percorsi se possibile, conservare ogni traccia delle molestie (messaggi, email, screenshot, registrazioni audio se la legge regionale lo consente). La conservazione delle prove è essenziale per il successivo iter giudiziario. Per emergenze immediate va chiamato il 112 (numero unico di emergenza).

Per supporto e orientamento, il numero antiviolenza 1522 (gratuito, attivo 24 ore su 24, disponibile in 24 lingue) attiva la rete dei centri antiviolenza territoriali, che offrono accompagnamento legale e psicologico durante tutto il procedimento penale. La chiamata è anonima e gestita da personale specializzato. La consulenza con un avvocato di fiducia è raccomandata prima della denuncia formale.

Numero antiviolenza 1522: gratuito, anonimo, attivo 24/7, in 24 lingue. Attiva la rete dei centri antiviolenza territoriali e accompagna alla denuncia. Per emergenze immediate: 112.

Come si presenta la denuncia per stalking

La denuncia si presenta in qualsiasi commissariato di Polizia, stazione dei Carabinieri o direttamente in Procura della Repubblica del luogo dove sono avvenuti i fatti. Le vittime possono inoltre rivolgersi agli sportelli dedicati della Polizia di Stato, dove opera personale specializzato nell’accoglienza delle vittime di violenza di genere. Per i reati di stalking, maltrattamenti, violenza sessuale e revenge porn vige il diritto al gratuito patrocinio a prescindere dal reddito, ai sensi della legge 12 luglio 2024 n. 102.

Una volta presentata la denuncia, scatta il procedimento Codice Rosso: il PM deve assumere informazioni entro tre giorni. Il giudice può disporre misure cautelari (divieto di avvicinamento, allontanamento dalla casa familiare, in casi gravi custodia cautelare). Dal 2026 il braccialetto elettronico è di regola obbligatorio per chi è sottoposto al divieto di avvicinamento, secondo quanto previsto dal DDL 1132 di marzo 2026 (Fonte: testo coordinato della legge 69/2019).

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Domande frequenti

Quanti episodi servono per configurare il reato di stalking?

La giurisprudenza ha consolidato il principio che bastano due episodi reiterati, purché oggettivamente idonei a generare nella vittima uno stato di ansia, paura o costringerla a modificare le proprie abitudini di vita. Non è richiesto un numero minimo predeterminato; conta la reiterazione e l’effetto prodotto sulla vittima.

Posso ritirare la denuncia per stalking?

La denuncia per stalking di base prevede la procedibilità a querela di parte (con remissione possibile entro sei mesi). Tuttavia, le aggravanti previste dal Codice Rosso (relazione affettiva, danno particolare, vittima vulnerabile) trasformano il reato in procedibile d’ufficio: in questi casi il procedimento penale prosegue indipendentemente dalla volontà della vittima.

Cosa cambia con il braccialetto elettronico obbligatorio nel 2026?

Dal 2026, in base al DDL 1132 entrato in vigore, il braccialetto elettronico diventa di regola obbligatorio per chi è sottoposto al divieto di avvicinamento alla persona offesa. Il dispositivo, gestito dalle Forze dell’Ordine, segnala in tempo reale ogni violazione del perimetro di sicurezza. La misura era discrezionale del giudice nelle versioni precedenti.

Cos’è il revenge porn e come si denuncia?

Il revenge porn (art. 612-ter c.p.) è la diffusione non consensuale di immagini o video sessualmente espliciti. È punito con reclusione da uno a sei anni e multa. La denuncia segue lo stesso procedimento Codice Rosso. È fondamentale conservare gli screenshot delle pubblicazioni, segnalare ai gestori delle piattaforme online la rimozione, e procedere immediatamente alla denuncia presso le autorità.

Per un quadro completo, vedi i casi di cronaca e la sicurezza in Italia nel 2026.

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Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.

Chiara Esposito

Giornalista di attualità e cronaca. Racconta i fatti del Paese con sobrietà e attenzione alla presunzione d'innocenza. Esperta di affari giudiziari e politici. Cura la sezione Cronaca di info-pratica.com.

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