Operazione antidroga Catania 2026: la cronaca completa
L’operazione antidroga Catania 2026, denominata “Abisso”, ha portato a 15 arresti su 28 indagati per traffico internazionale di stupefacenti tra la Sicilia e Malta. L’indagine è coordinata dalla Procura di Catania ed è stata eseguita dalla Guardia di Finanza il 12 giugno 2026. Le misure cautelari riguardano un’associazione ritenuta contigua al clan Cappello-Bonaccorsi e in rapporto con la cosca Santa Panagia di Siracusa.
Secondo la Procura di Catania, l’inchiesta ha ricostruito una rete dedita al traffico e allo spaccio di cocaina, hashish e marijuana lungo le rotte tra l’Italia e Malta. I provvedimenti sono stati eseguiti dai finanzieri del Comando Provinciale di Catania nelle province di Catania, Cosenza, Lecce, Prato, Reggio Calabria e Siracusa. Un arrestato è stato raggiunto a Malta attraverso un mandato d’arresto europeo (Fonte: ANSA, 2026).
Ultimo aggiornamento: 30 giugno 2026
Indice
Cosa sappiamo dell’operazione antidroga Catania 2026
L’operazione, eseguita il 12 giugno 2026, è il risultato di un’indagine condotta dal Gruppo Operativo Antidroga della Guardia di Finanza e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania. Gli accertamenti, basati su intercettazioni telefoniche, attività di osservazione e riscontri tecnici, avrebbero ricostruito i contorni di un sodalizio attivo nel traffico di stupefacenti su scala internazionale (Fonte: ANSA, 2026).
Il Giudice per le indagini preliminari ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 15 persone, su un totale di 28 indagati. Tutti i destinatari delle misure sono indagati e, in base al principio della presunzione d’innocenza, non possono essere considerati responsabili dei reati contestati fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Le misure sono state eseguite in sei province italiane: Catania, Cosenza, Lecce, Prato, Reggio Calabria e Siracusa. Un ulteriore provvedimento è stato dato esecuzione a Malta, dove uno degli indagati è stato raggiunto da un mandato d’arresto europeo, segno della dimensione transnazionale attribuita dall’accusa al gruppo. La distribuzione geografica delle misure riflette, secondo gli inquirenti, l’ampiezza dei contatti del presunto sodalizio.
I reati contestati e i clan coinvolti
Secondo l’accusa, agli indagati sono contestati a vario titolo i reati di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, minacce e detenzione illegale di armi. Sull’intera contestazione graverebbero le aggravanti della transnazionalità e dell’agevolazione mafiosa, elementi che indicano il presunto legame del gruppo con la criminalità organizzata del territorio.
Come reso noto dalla Guardia di Finanza, l’indagine avrebbe ricostruito un’associazione ritenuta contigua allo storico clan Cappello-Bonaccorsi di Catania, con rapporti operativi con la cosca Santa Panagia di Siracusa. La rete avrebbe gestito i rifornimenti di droga distribuendoli tra la Sicilia orientale e i mercati raggiunti dalle rotte verso Malta.
Il quadro accusatorio, ancora tutto da verificare nelle sedi giudiziarie, descrive una struttura con compiti distinti tra approvvigionamento, trasporto e distribuzione sul territorio. Gli investigatori avrebbero individuato i canali attraverso i quali il gruppo si sarebbe procurato le sostanze, oltre ai presunti referenti sul versante calabrese. Resta ferma, per ciascuna posizione, la presunzione d’innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.
“Le indagini hanno permesso di ricostruire i rapporti tra gli indagati e lo storico clan catanese Cappello-Bonaccorsi, in un contesto di traffico di stupefacenti con aggravante della transnazionalità.”
— Nota della Guardia di Finanza di Catania, 12 giugno 2026
Per dimensione e contestazioni, l’inchiesta si inserisce nel più ampio quadro delle attività di contrasto alla criminalità organizzata in Sicilia. Un quadro che comprende anche i sequestri di beni alle mafie disposti dalle autorità giudiziarie negli ultimi mesi.
Sequestri di droga e beni
Contestualmente alle misure cautelari, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di circa 700.000 euro. Secondo la Procura di Catania, il provvedimento riguarda disponibilità liquide, 13 tra auto e motoveicoli, 10 immobili e un’attività economica di somministrazione di cibi e bevande (Fonte: ANSA, 2026).
Tra gli episodi ricostruiti dagli inquirenti figurerebbe un tentativo di recupero in mare, al largo della costa catanese, di un ingente carico di cocaina pari a circa due tonnellate. L’operazione di recupero, secondo l’accusa, sarebbe stata commissionata da due soggetti calabresi originari di Locri e Siderno, ma il carico era già stato individuato e sequestrato in precedenza dalla Guardia di Finanza.
Le sostanze al centro dell’indagine sono cocaina, hashish e marijuana. Gli investigatori hanno documentato, in più fasi, la movimentazione degli stupefacenti lungo i canali che collegavano la Sicilia orientale alle rotte internazionali, in un’attività di contrasto che richiama per metodo l’operazione Alto Impatto della Polizia condotta su altri territori.
Lo stato delle indagini e i prossimi sviluppi
Allo stato attuale, le posizioni dei 15 arrestati sono al vaglio dell’autorità giudiziaria. Nei giorni successivi all’esecuzione delle misure sono attesi gli interrogatori di garanzia, durante i quali gli indagati potranno fornire la propria versione dei fatti davanti al giudice. La fase è quella delle indagini preliminari: nessuna responsabilità è stata accertata in via definitiva.
Nei prossimi giorni il Tribunale del riesame potrà essere chiamato a valutare eventuali istanze presentate dalle difese contro le misure cautelari. È inoltre attesa la prosecuzione degli accertamenti tecnici sui dispositivi sequestrati e sui flussi finanziari riconducibili al presunto sodalizio, elementi che secondo l’accusa potrebbero confermare il quadro indiziario.
La posizione dell’indagato raggiunto a Malta dovrà essere definita secondo le procedure del mandato d’arresto europeo, che disciplina la consegna tra Stati membri dell’Unione. La Procura di Catania prosegue intanto gli accertamenti, anche sul fronte patrimoniale, per ricostruire l’eventuale destinazione dei proventi del traffico (Fonte: ANSA, 2026).
Per chi vuole orientarsi tra le principali inchieste del periodo, è utile consultare la nostra guida alla cronaca italiana 2026, che raccoglie i casi di maggiore rilievo e ne segue gli sviluppi giudiziari.
Domande frequenti
Quante persone sono state arrestate nell’operazione “Abisso”?
Secondo la Guardia di Finanza, sono state arrestate 15 persone su un totale di 28 indagati. Per tutti vale la presunzione d’innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva (Fonte: ANSA, 2026).
Quali reati sono contestati agli indagati?
Agli indagati sono contestati a vario titolo, secondo l’accusa, i reati di traffico e spaccio di stupefacenti, minacce e detenzione illegale di armi, con le aggravanti della transnazionalità e dell’agevolazione mafiosa.
Perché è stato emesso un mandato d’arresto europeo a Malta?
Uno degli indagati si trovava a Malta. Il mandato d’arresto europeo è lo strumento che consente la consegna di una persona ricercata tra gli Stati membri dell’Unione europea, ed è stato eseguito nell’ambito della dimensione transnazionale dell’indagine.
Quali beni sono stati sequestrati?
Il sequestro preventivo riguarda beni per circa 700.000 euro: disponibilità liquide, 13 tra auto e motoveicoli, 10 immobili e un’attività di somministrazione di cibi e bevande, secondo quanto riferito dalla Procura di Catania (Fonte: Corriere della Sera, 2026).
Quali clan sono coinvolti nell’inchiesta?
L’indagine, secondo la Guardia di Finanza, riguarda un’associazione ritenuta contigua al clan Cappello-Bonaccorsi di Catania, con rapporti operativi con la cosca Santa Panagia di Siracusa. Si tratta di ipotesi accusatorie ancora da verificare nelle sedi giudiziarie.
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.
