Nave Meng Xiang 2026: la Guida Definitiva al mantello
La Meng Xiang perforazione oceano 2026 non è fantascienza: una nave lunga quasi 180 metri sta per tentare di bucare la crosta oceanica e strappare, per la prima volta, un campione diretto del mantello terrestre. Il nome cinese significa “sogno”, e l’obiettivo è raggiungere una frontiera che l’umanità insegue da oltre sessant’anni.
Indice
Sotto i nostri piedi, oltre la crosta, si trova il mantello: lo strato di roccia che costituisce circa l’84% del volume del pianeta. Non ne abbiamo mai toccato un campione fresco. Il confine tra crosta e mantello si chiama discontinuità di Mohorovičić, o Moho, dal nome del sismologo croato che la individuò nel 1909 studiando come le onde sismiche accelerano al suo passaggio.
Raggiungere la Moho è il “Santo Graal” delle geoscienze da quando il progetto americano Mohole vi rinunciò negli anni Sessanta. La crosta oceanica è la via più breve: sotto gli oceani è spessa in media 6-7 km, contro i 30-40 km della crosta continentale. È qui che la nave cinese Meng Xiang, entrata ufficialmente in servizio a Guangzhou nel novembre 2024, vuole scrivere la storia (Fonte: gov.cn, 2024).
Ultimo aggiornamento: 3 luglio 2026
Che cos’è la Meng Xiang perforazione oceano 2026
La Meng Xiang è la più grande nave da ricerca scientifica mai costruita dalla Cina, prima interamente progettata sul suolo nazionale. Misura 179,8 metri di lunghezza per 32,8 di larghezza, con un dislocamento di 42.600 tonnellate: quanto una piccola portaerei. A bordo trovano posto fino a 180 persone e nove laboratori che coprono geologia, geochimica, microbiologia e scienze del mare (Fonte: gov.cn, 2024).
Il dato che la rende unica è la profondità di perforazione: fino a 11.000 metri sotto la superficie del mare. Per dare la scala, è come calare un cavo lungo più di trentadue volte l’Empire State Building. Le navi da perforazione scientifica finora più avanzate, la statunitense JOIDES Resolution e la giapponese Chikyū, si fermavano rispettivamente a circa 8.385 e 10.000 metri (Fonte: Science, 2024). Con questo salto, la Cina assume di fatto la leadership mondiale nella perforazione oceanica scientifica.
“La Moho è ora alla portata della perforazione oceanica con la Meng Xiang: i campioni potrebbero verificare aspetti fondamentali della tettonica a placche.”
Sintesi da Dick, Kelemen et al., Nature Geoscience (2025)
Come funziona la perforazione in acque profonde
Perforare in mare aperto è molto più difficile che sulla terraferma. La nave non può ancorarsi: galleggia su fondali profondi migliaia di metri. Per restare ferma sopra il foro usa il posizionamento dinamico, un sistema di eliche computerizzate che corregge in continuo la posizione, compensando onde, vento e correnti. La Meng Xiang può mantenere questa precisione anche con mare forza 12 sulla scala Beaufort, la più alta (Fonte: gov.cn, 2024).
Dalla nave viene calata una colonna di aste d’acciaio che può pesare oltre 900 tonnellate. All’estremità gira una corona diamantata cava: invece di polverizzare la roccia, la taglia intorno, così da estrarre un carotaggio, cioè un cilindro di roccia intatta. Sono proprio queste “carote” il tesoro scientifico: registrano, strato dopo strato, la storia del sottosuolo. La nave supporta quattro modalità di perforazione e tre metodi di carotaggio (Fonte: gov.cn, 2024).
La sfida più dura arriva in profondità. Man mano che la punta scende, temperatura e pressione salgono in modo estremo: vicino alla Moho ci si aspettano condizioni capaci di deformare l’acciaio comune. Per questo si ricorre a materiali speciali e a fluidi di perforazione che raffreddano e stabilizzano il foro. Nessuno ha ancora perforato con successo fino al mantello attraverso crosta oceanica intatta: la fattibilità a queste profondità resta in parte da dimostrare sul campo.
Cosa può insegnarci sul mantello e i limiti della missione
Un campione fresco di mantello risponderebbe a domande vecchie di decenni. Oggi conosciamo il mantello quasi solo in modo indiretto: attraverso le onde sismiche, i frammenti risaliti con i magmi e i modelli teorici. Avere in mano la roccia reale permetterebbe di verificare la composizione della Moho, capire come si forma e si consuma la crosta oceanica e mettere alla prova, con dati diretti, la teoria della tettonica a placche (Fonte: Nature Geoscience, 2025).
C’è anche una posta biologica. Nelle rocce profonde, calde e prive di luce, i ricercatori sperano di individuare il limite inferiore della vita sulla Terra: fin dove riescono a spingersi i microrganismi. È un tipo di indagine sulle frontiere della conoscenza che accomuna imprese lontanissime tra loro, dalla profondità marina fino a la missione Chang’e 7 al polo sud lunare e agli strumenti di nuova generazione come l’osservatorio Vera Rubin.
“Le prime spedizioni scientifiche sono attese nel giro di pochi anni, con l’obiettivo di perforare fino alla Moho nel Pacifico o nell’Oceano Indiano prima del 2030.”
Sintesi da Science, AAAS (2024)
I limiti vanno però detti con chiarezza. Raggiungere il mantello entro il 2030 è un obiettivo dichiarato, non un risultato acquisito: la roccia non è ancora stata toccata. Il progetto americano Mohole fallì proprio su questi ostacoli tecnici. La comunità scientifica accoglie l’impresa con entusiasmo prudente, e alcuni osservatori notano anche il valore strategico ed economico della tecnologia, oltre a quello puramente conoscitivo. Come per il traguardo di Voyager 1, i tempi della grande scienza si misurano in anni, non in mesi.
Domande frequenti
Quando la Meng Xiang raggiungerà il mantello?
L’obiettivo dichiarato è perforare fino alla Moho, sotto il Pacifico o l’Oceano Indiano, prima del 2030. Le prime spedizioni scientifiche sono attese a partire dagli anni immediatamente successivi all’entrata in servizio, avvenuta nel novembre 2024. Si tratta di un piano, non di un traguardo già raggiunto (Fonte: Science, 2024).
Che cos’è esattamente la Moho?
La discontinuità di Mohorovičić è il confine tra la crosta terrestre e il mantello sottostante. Fu individuata nel 1909 osservando come le onde sismiche cambiano velocità attraversandola. Sotto gli oceani si trova a soli 6-7 km di profondità nella roccia, molto meno che sotto i continenti.
Perché perforare l’oceano e non la terraferma?
Perché la crosta oceanica è molto più sottile di quella continentale: 6-7 km contro 30-40 km. Anche dovendo attraversare prima migliaia di metri d’acqua, la distanza totale di roccia da perforare per raggiungere il mantello è nettamente inferiore.
Quanto in profondità può arrivare la nave?
La Meng Xiang è progettata per perforare fino a 11.000 metri sotto la superficie del mare, un record per una nave da ricerca scientifica. Le navi precedenti si fermavano a circa 8.385 metri (JOIDES Resolution) e 10.000 metri (Chikyū) (Fonte: Science, 2024).
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.
