Cronaca

Sorelle scomparse ritrovate 2026: la storia di Civitella Alfedena

Le sorelle scomparse ritrovate 2026 a Civitella Alfedena sono state localizzate dai carabinieri a Formia, in provincia di Latina, la sera del 21 giugno 2026. Le due minori — 12 e 16 anni — erano scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla casa famiglia dell’Aquilano in cui risiedevano. Tre persone risultano indagate e in stato di fermo con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso: la madre delle bambine, il compagno di lei e il nonno materno.

Le due sorelle vivevano da circa due anni nella struttura di accoglienza di Civitella Alfedena, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, nell’ambito di un provvedimento di tutela disposto dall’autorità giudiziaria. Nella notte tra il 6 e il 7 giugno, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le minori avrebbero lasciato la struttura aiutate da terzi, salendo su un’auto. I cani da traccia dei carabinieri avevano seguito le loro orme fino alla piazza del paese, dove le tracce si erano interrotte (Fonte: ANSA, 2026).

Per quindici giorni, le ricerche si sono intensificate senza risultati. Il 21 giugno 2026, i carabinieri le hanno ritrovate in un appartamento di edilizia popolare a Formia, dove avrebbero trascorso l’intera latitanza chiuse in una stanza da letto, senza mai uscire, con la sola compagnia di un televisore. Le minori sono state trovate in buone condizioni di salute. La notizia del ritrovamento ha causato un malore al padre, che aveva partecipato attivamente alle ricerche e che — appresa la notizia — ha dichiarato: «Ora comincia una nuova vita».

Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2026


I fatti: la scomparsa e il ritrovamento

La sparizione ha avuto inizio nella notte tra il 6 e il 7 giugno 2026. Le due ragazze — di cui non vengono diffuse le generalità in quanto minorenni — vivevano nella casa famiglia di Civitella Alfedena, un piccolo comune in provincia dell’Aquila, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Le ricerche sono state coordinate dalla Procura della Repubblica dell’Aquila e condotte dai carabinieri del Comando Provinciale.

Nelle prime ore, gli investigatori avevano ipotizzato un allontanamento volontario. Col passare dei giorni, tuttavia, gli elementi raccolti hanno orientato le indagini verso una possibile sottrazione organizzata. Il 18 giugno, su un sentiero nei dintorni della struttura, era stato ritrovato un oggetto personale appartenente alla più grande delle due sorelle — un fermaglio rosso — che aveva confermato almeno una parte del percorso iniziale (Fonte: ANSA, 2026).

Il ritrovamento è avvenuto grazie a un’operazione coordinata tra i carabinieri di L’Aquila e quelli di Latina. Le minori si trovavano in un appartamento di Formia, ospitate da un’anziana parente della madre — una zia acquisita — che, sentita dagli inquirenti, avrebbe dichiarato di non sapere nulla della situazione. Anche lei risulta iscritta nel registro degli indagati, senza misura cautelare.


Le indagini: la svolta della videochiamata

La svolta nelle indagini è arrivata attraverso l’intercettazione di una videochiamata. Secondo quanto reso noto dalla Procura, la madre delle minori avrebbe contattato le figlie tramite un numero di telefono intestato a un cittadino di origine pakistana, parte di un gruppo di SIM attivate clandestinamente a Napoli pochi giorni prima della scomparsa. Il numero era sotto monitoraggio da parte degli investigatori, che hanno così localizzato le minori. L’operazione di polizia giudiziaria ha portato al fermo dei tre indagati nelle prime ore del mattino del 22 giugno 2026.

«Quando le abbiamo trovate, le sorelline non hanno fatto salti di gioia. È una vicenda che non ha nulla a che fare con la criminalità, ma solo con un amore genitoriale malato.»

Pubblico Ministero della Procura della Repubblica dell’Aquila, dichiarazione rilasciata ai media il 22 giugno 2026

La reazione delle due minori al momento del ritrovamento è stata descritta dagli inquirenti come fredda e distaccata — un elemento che i magistrati valutano nell’ambito delle audizioni protette che verranno condotte nelle prossime settimane. Il Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza ha dichiarato che le bambine «devono essere ascoltate» nell’ambito delle procedure previste dalla legge per i minori vittime di reato.


Chi è coinvolto: i tre indagati

I tre fermati rispondono dell’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. Si tratta della madre delle minori, del compagno di lei e del nonno materno. Al momento del fermo, la madre è stata trasferita nel carcere di Teramo, mentre il compagno e il nonno sono stati condotti nel carcere di Sulmona. La misura cautelare è stata convalidata dal giudice per le indagini preliminari, che ha riconosciuto il pericolo di fuga, in considerazione della capacità dimostrata dagli indagati di spostarsi con le ragazze senza essere localizzati per oltre due settimane. Per un aggiornamento sul più ampio fenomeno delle persone scomparse Italia 2026, si rimanda alla copertura tematica di questo sito.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’operazione di sottrazione sarebbe stata pianificata con anticipo. Le SIM clandestine attivate a Napoli giorni prima della sparizione ne sarebbero la prova più evidente. Gli indagati avrebbero organizzato il trasferimento delle minori dalla struttura di Civitella Alfedena fino a Formia, dove le bambine avrebbero vissuto segregate per quindici giorni. La tesi difensiva non è ancora nota, in attesa della nomina dei legali e dei primi interrogatori.


Il quadro legale: sequestro e sottrazione di minori in Italia

Nel caso in esame, la Procura ha contestato il reato di sequestro di persona aggravato (art. 605 c.p.), che punisce chiunque privi illegalmente una persona della libertà personale. La pena prevista va da sei mesi a otto anni, con aggravanti che possono portare fino a venti anni in caso di scopo di lucro, durata superiore ai trenta giorni o minore età della vittima. Il reato di sequestro di persona si distingue dalla sottrazione consensuale di minorenni (art. 573 c.p.) e dalla sottrazione di persone incapaci (art. 574 c.p.), che si configurano in contesti diversi — tipicamente nell’ambito di dispute tra genitori sull’affidamento.

Quando i minori sono affidati a una struttura di accoglienza per disposizione dell’autorità giudiziaria, la sottrazione da quella struttura da parte di un genitore o di un parente configura un reato più grave, poiché si viola un provvedimento del tribunale. In questo tipo di procedimenti, la legge italiana prevede che i minori siano ascoltati con modalità protette (art. 351-bis c.p.p.), alla presenza di esperti in psicologia dell’età evolutiva, e che le dichiarazioni siano registrate in modo da evitare la reiterazione dei colloqui. Per approfondire i principali casi di cronaca Italia 2026 che hanno segnato l’anno, consulta la nostra rassegna tematica.

Il Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza ha sottolineato l’importanza di garantire alle due minori un percorso di supporto psicologico adeguato, indipendentemente dall’esito del procedimento penale a carico degli adulti indagati. Il comunicato ANSA del 21 giugno 2026 ha confermato le condizioni di salute delle ragazze come buone al momento del ritrovamento.


I prossimi sviluppi

La Procura della Repubblica dell’Aquila è attesa a depositare la richiesta di convalida del fermo e di applicazione della misura cautelare in carcere per i tre indagati. Il giudice per le indagini preliminari dovrà pronunciarsi entro i termini previsti dalla legge. Parallelamente, il Tribunale per i Minorenni valuterà la situazione delle due ragazze e deciderà il loro collocamento nelle prossime settimane.

Le indagini restano aperte anche per accertare il ruolo preciso di ciascuno degli indagati e di eventuali altri soggetti che potrebbero aver favorito la latitanza. La posizione dell’anziana donna che ha ospitato le minori a Formia è al vaglio della magistratura. Il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha espresso «sollievo e gioia di un’intera comunità» per il ritrovamento delle due sorelle (Fonte: ANSA, 2026).


Domande frequenti

Dove sono state ritrovate le due sorelle scomparse di Civitella Alfedena?

Le due minori sono state ritrovate dai carabinieri il 21 giugno 2026 a Formia, in provincia di Latina, in un appartamento di edilizia popolare dove erano ospitate da un’anziana parente della madre. Stavano bene fisicamente al momento del ritrovamento.

Chi è stato fermato e con quale accusa?

Tre persone risultano in stato di fermo: la madre delle minori, il suo compagno e il nonno materno. L’accusa contestata dalla Procura della Repubblica dell’Aquila è sequestro di persona aggravato in concorso. Si tratta di indagati, non di condannati: la presunzione d’innocenza si applica fino a eventuale sentenza definitiva.

Cosa rischia chi è accusato di sequestro di persona aggravato?

Il reato di sequestro di persona (art. 605 c.p.) prevede una pena da sei mesi a otto anni. In presenza di aggravanti — come la minore età della vittima o la durata della privazione della libertà — la pena può aumentare significativamente. La determinazione della pena definitiva spetta al giudice all’esito del processo.

Come sono state ritrovate le due sorelle?

La svolta nelle indagini è arrivata grazie all’intercettazione di una videochiamata effettuata dalla madre verso un numero di telefono monitorato dagli investigatori — intestato a un soggetto terzo e parte di un gruppo di SIM attivate clandestinamente a Napoli. L’operazione ha permesso ai carabinieri di localizzare l’appartamento di Formia dove le minori si trovavano.

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.

Redazione Info Pratica

La Redazione di Info Pratica è il team editoriale che seleziona, scrive, verifica e aggiorna le guide pratiche e le notizie del sito, con focus su attualità, economia, salute, tecnologia, scienza, cronaca e intrattenimento. Ogni articolo è controllato su fonti ufficiali e attendibili: istituzioni ed enti pubblici (Gazzetta Ufficiale, ministeri, INPS, Agenzia delle Entrate, ISS, ISTAT), studi peer-reviewed e dichiarazioni di esperti reali, nominati e verificabili, con date e riferimenti citati direttamente nel testo. Aggiorniamo i contenuti quando cambiano norme, importi o dati e correggiamo con trasparenza eventuali imprecisioni. Il nostro metodo di lavoro, la politica di fact-checking e la procedura di rettifica sono descritti nella pagina Redazione.

Lascia un commento