NASpI 2026 Disoccupazione Requisiti: Guida Completa INPS
Per la NASpI 2026 servono tre requisiti: disoccupazione involontaria, almeno 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni e la Dichiarazione di Immediata Disponibilità. L’indennità arriva fino a 1.584,70 euro lordi al mese, dura al massimo 24 mesi e va richiesta all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione.
Indice
L’indennità di disoccupazione resta il principale ammortizzatore sociale per chi perde il lavoro subordinato in modo involontario. La Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026 ha fissato i nuovi parametri retributivi, mentre la Legge di Bilancio 2026 ha modificato le regole sull’anticipazione per chi avvia un’attività autonoma.
Per freelancer, lavoratori a termine e dipendenti uscenti da una cessazione involontaria, conoscere tempi e soglie esatti fa la differenza fra ricevere il pagamento dall’ottavo giorno o subire settimane di vuoto reddituale. La regola di base resta una: la domanda va inviata entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro.
Chi sta valutando anche scenari di uscita anticipata dal mercato del lavoro può confrontare l’indennità di disoccupazione con le opzioni illustrate nella nostra guida a pensioni 2026 e APE Sociale, ricordando che le due misure sono incompatibili.
Chi può ottenere la NASpI 2026
I requisiti per accedere alla NASpI restano tre, tutti necessari e cumulativi. Primo: lo stato di disoccupazione involontaria, che copre licenziamento, fine di un contratto a termine, risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria e dimissioni per giusta causa. Restano fuori le dimissioni volontarie, salvo quelle presentate nel periodo tutelato di maternità.
Secondo: almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti la cessazione del rapporto. Terzo: rilasciare la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al lavoro tramite il portale ANPAL o presso il Centro per l’Impiego competente, condizione indispensabile per attivare la prestazione.
«La NASpI è riconosciuta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perduto involontariamente l’occupazione, in possesso dei requisiti contributivi e di disoccupazione previsti dalla legge.»
Fonte: INPS — Scheda servizio NASpI

Importi e calcolo NASpI 2026 disoccupazione requisiti
Il meccanismo di calcolo dell’indennità è strutturato a doppia soglia. La retribuzione media mensile dei quattro anni precedenti viene confrontata con il parametro INPS aggiornato, pari a 1.456,72 euro. L’importo finale dipende dal rapporto fra retribuzione media e questa soglia.
Il tetto massimo mensile è fissato a 1.584,70 euro lordi, mentre la quota fissa applicata alla soglia è pari a 1.092,54 euro (75% di 1.456,72).
Retribuzione fino a 1.456,72 €
- NASpI pari al 75% della retribuzione media
- Esempio: 1.200 € lordi → circa 900 € di indennità
- Calcolo lineare senza quota integrativa
- Tipico per contratti part-time o a termine
Retribuzione sopra 1.456,72 €
- Quota fissa di 1.092,54 €
- Più il 25% della parte eccedente la soglia
- Tetto invalicabile: 1.584,70 € lordi
- Tipico per quadri e impiegati a tempo pieno
Durata e décalage: quanto dura l’indennità
La durata della NASpI è pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi quattro anni, con un tetto massimo di 24 mesi (104 settimane). Chi può vantare un quadriennio pieno raggiunge quindi il massimale, mentre i lavoratori con carriere frammentarie ottengono coperture più brevi.
Dal sesto mese di fruizione scatta il cosiddetto décalage: l’importo si riduce del 3% mensile. Per i beneficiari che alla data di presentazione della domanda hanno più di 55 anni, la riduzione progressiva parte invece dall’ottavo mese, attenuando l’impatto sui lavoratori senior.
I beneficiari NASpI erano 1.298.365 a novembre 2025, in calo del 3,1% rispetto agli 1.339.816 dello stesso mese del 2024.
Fonte: Osservatorio INPS sulle prestazioni a sostegno del reddito
Come presentare la domanda all’INPS
La domanda è esclusivamente telematica e va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Si può procedere tramite il portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite Patronato, INCA, ACLI o un altro istituto autorizzato. Il termine è perentorio: oltre i 68 giorni la prestazione decade definitivamente.
La decorrenza dei pagamenti dipende dalla tempestività. Se la domanda è presentata entro otto giorni dalla cessazione, l’indennità parte dall’ottavo giorno; oltre quella finestra parte dal giorno successivo alla domanda, con la perdita dei giorni intermedi. Entro 15 giorni dall’invio è obbligatorio attivarsi presso il Centro per l’Impiego per la stipula del Patto di servizio personalizzato.
Novità 2026: NASpI anticipata in due rate
La principale modifica del 2026 riguarda la NASpI anticipata per autoimprenditorialità, lo strumento che consente ai beneficiari di ricevere in anticipo l’intera indennità residua per avviare un’attività autonoma o sottoscrivere una quota in cooperativa. Dal 1° gennaio 2026 il pagamento avviene in due rate (70% + 30%) e non più in un’unica soluzione.
La seconda tranche viene erogata al termine del periodo teorico di NASpI, entro sei mesi dalla domanda, dopo la verifica dell’assenza di nuovo lavoro subordinato e del mancato accesso a pensione diretta. In caso di rioccupazione o pensionamento prima della scadenza, la seconda rata non viene corrisposta e il beneficiario deve restituire l’intero anticipo già ricevuto.
«Le nuove modalità di pagamento si applicano alle domande presentate dal 1° gennaio 2026: la seconda rata è subordinata alla verifica delle condizioni di assenza di nuovo lavoro subordinato.»
Fonte: INPS, comunicato del 1° aprile 2026 — NASpI e autoimprenditorialità
Cosa fare subito dopo la cessazione
Il primo passo, da compiere entro pochi giorni dalla fine del rapporto, è il rilascio della DID sul portale ANPAL o presso il Centro per l’Impiego. Senza Dichiarazione di Immediata Disponibilità la domanda di NASpI viene respinta, anche se gli altri requisiti contributivi sono soddisfatti.
Secondo passo: raccogliere la documentazione retributiva degli ultimi quattro anni, in particolare CU, ultime buste paga e lettera di licenziamento o accordo di risoluzione. Sono i documenti necessari per il calcolo automatico dell’importo da parte dell’INPS e per qualsiasi verifica successiva su contestazioni o conguagli.
Terzo passo: chi sta cercando una nuova occupazione può combinare la disoccupazione con percorsi di formazione finanziati o con l’ingresso in regimi flessibili come quelli descritti nella nostra analisi sullo smart working 2026 e le nuove regole sul lavoro. Pianificare i prossimi sei mesi di reddito è il modo migliore per usare al meglio l’indennità senza esporsi a vuoti contributivi.
Domande frequenti
Quanto si prende di NASpI nel 2026?
L’importo minimo non è fissato per legge perché dipende dalla retribuzione media: si applica il 75% per redditi sotto 1.456,72 euro, mentre il massimale lordo è 1.584,70 euro al mese (Fonte: INPS — Cos’è e come funziona la NASpI).
Cosa succede se trovo lavoro durante la NASpI?
Un nuovo contratto subordinato sospende la NASpI se il reddito annuo previsto supera 8.500 euro; sotto questa soglia l’indennità è ridotta dell’80% del reddito da lavoro (Fonte: INPS — FAQ NASpI).
Le dimissioni volontarie danno diritto alla NASpI?
No, le dimissioni volontarie escludono l’accesso. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa (mancato pagamento dello stipendio, mobbing accertato, modifiche peggiorative non condivise) e quelle nel periodo tutelato di maternità.
NASpI e pensione sono compatibili?
No, l’accesso a una pensione diretta (vecchiaia, anticipata, Quota 103) interrompe l’erogazione della NASpI. Chi è vicino alla pensione deve valutare con attenzione tempistiche e convenienza prima di presentare domanda (Fonte: Il Sole 24 Ore — sezione Lavoro).
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