Quattordicesima 2026 Pensionati: Guida Completa a Importi
La quattordicesima 2026 pensionati arriva con il cedolino di luglio e vale fino a 655 euro netti. La somma aggiuntiva spetta a chi ha almeno 64 anni e un reddito entro il doppio del trattamento minimo, e l’INPS la eroga d’ufficio senza alcuna domanda.
Si tratta di una delle voci più attese del calendario previdenziale: una mensilità aggiuntiva, esente da IRPEF, pensata per i pensionati con redditi medio-bassi. Capire a chi spetta, quanto vale e quando arriva è essenziale per controllare il proprio cedolino e non perdere il beneficio per un errore nella dichiarazione dei redditi.
Indice
A chi spetta la quattordicesima 2026 pensionati
Il diritto alla quattordicesima 2026 pensionati poggia su tre condizioni che devono ricorrere contemporaneamente. La prima è anagrafica: occorre aver compiuto almeno 64 anni. La seconda riguarda il tipo di trattamento, che deve essere una pensione di natura previdenziale (vecchiaia, anticipata, reversibilità, invalidità contributiva). La terza è reddituale: il reddito complessivo individuale non deve superare il doppio del trattamento minimo INPS.
Restano esclusi, secondo le indicazioni dell’scheda INPS sulla quattordicesima, i titolari delle sole prestazioni assistenziali: assegno sociale, pensione di invalidità civile, pensione di guerra e rendite INAIL non danno diritto alla somma aggiuntiva. Il reddito del coniuge non incide: la verifica è esclusivamente individuale.
La quattordicesima spetta ai pensionati di almeno 64 anni con reddito fino a due volte il trattamento minimo del Fondo lavoratori dipendenti.
Portale INPS, scheda Quattordicesima
Importi e soglie di reddito 2026
L’importo della somma aggiuntiva varia da 336 a 655 euro e dipende da due fattori: gli anni di contribuzione versati e la fascia di reddito in cui rientra il pensionato. Le soglie indicate dai CAF e dai patronati per il 2026 sono di 11.931,08 euro annui per la prima fascia (fino a 1,5 volte il trattamento minimo) e di 15.908,10 euro annui per la seconda fascia (tra 1,5 e 2 volte il minimo).
Il riferimento è il trattamento minimo, fissato in via provvisoria a 611,85 euro mensili dopo la rivalutazione del +1,4% prevista dall’INPS per il 2026. Su questa base si calcolano le due soglie e, di conseguenza, gli scaglioni della somma aggiuntiva. Per un quadro completo è utile consultare anche le pensioni minime 2026.
Fascia 1 — fino a 11.931,08 €
- Fino a 15 anni di contributi: 437 €
- Da 15 a 25 anni: 546 €
- Oltre 25 anni: 655 €
Fascia 2 — da 11.931,08 a 15.908,10 €
- Fino a 15 anni di contributi: 336 €
- Da 15 a 25 anni: 420 €
- Oltre 25 anni: 504 €
I lavoratori autonomi seguono scaglioni contributivi più ampi, ma gli importi restano allineati a queste cifre. La somma è netta: non è soggetta a IRPEF e non concorre a formare il reddito imponibile, quindi non incide sul diritto ad altre prestazioni o agevolazioni, come precisa il vademecum dei CAF sulla quattordicesima 2026.
Quando arriva il pagamento di luglio
La quattordicesima viene accreditata insieme alla pensione del mese di luglio 2026: il primo giorno bancabile è mercoledì 1° luglio per chi riceve l’accredito su banca o conto postale. Hanno diritto al pagamento di luglio i pensionati che compiono 64 anni entro il 30 giugno 2026.
Chi matura il requisito anagrafico tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2026 riceve la somma con il cedolino di dicembre, calcolata in dodicesimi per i mesi di effettiva spettanza del requisito. Per orientarsi sull’intero anno è utile tenere d’occhio le date di pagamento delle pensioni 2026.
Nessuna domanda: l’INPS individua i beneficiari d’ufficio incrociando le banche dati reddituali RED.
Cosa fare per non perdere il beneficio
La prima regola è la trasparenza reddituale. L’INPS calcola il diritto sulla base dei redditi dichiarati: chi è tenuto alla dichiarazione RED deve trasmetterla nei termini previsti, per evitare la sospensione del beneficio in caso di mancata comunicazione. Verificare la propria posizione reddituale è il passaggio decisivo per non vedersi negare la somma.
La seconda raccomandazione è controllare il cedolino di luglio nell’area riservata MyINPS. Se la quattordicesima non risulta accreditata pur avendone diritto, è possibile presentare una domanda di ricostituzione online sul portale INPS oppure rivolgersi a un patronato o a un CAF abilitato, che assistono gratuitamente i pensionati nella verifica.
Infine, attenzione alla soglia di reddito: chi ha entrate vicine al limite delle due volte il trattamento minimo rischia di perdere il diritto se nel corso dell’anno il reddito complessivo cresce. Chi gestisce posizioni contributive complesse o pendenze con l’Istituto può valutare anche la rateazione dei debiti contributivi INPS per regolarizzare la propria situazione.
Domande frequenti
Devo presentare domanda per la quattordicesima?
No. L’erogazione avviene d’ufficio: l’INPS individua i beneficiari incrociando le banche dati reddituali e accredita la somma in automatico con la pensione di luglio. (Fonte: INPS)
Qual è l’importo massimo della quattordicesima 2026?
L’importo massimo è di 655 euro netti, riservato a chi rientra nella prima fascia di reddito e ha oltre 25 anni di contributi versati. (Fonte: CAF)
La quattordicesima è tassata?
No, è una somma esente da IRPEF. L’importo accreditato è già netto e non concorre a formare il reddito imponibile ai fini di altre prestazioni. L’IRPEF si applica invece alla pensione ordinaria mensile, secondo le aliquote IRPEF 2026 con il secondo scaglione sceso al 33%. (Fonte: INPS)
Cosa succede se compio 64 anni dopo il 30 giugno?
Se il requisito anagrafico matura tra luglio e dicembre 2026, la quattordicesima non arriva a luglio ma viene pagata d’ufficio con il cedolino di dicembre, in proporzione ai mesi di spettanza. (Fonte: INPS)

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Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.
