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Ponte sullo Stretto 2026: guida completa a iter e costi

Il ponte sullo Stretto 2026 entra nella fase più delicata del suo lungo percorso: il Governo punta a chiudere l’iter approvativo entro l’estate e ad aprire i primi cantieri nell’ultimo trimestre dell’anno. Restano però aperti i nodi sollevati dalla Corte dei conti e le riserve sui costi, stimati in circa 13,5 miliardi di euro.

L’idea di collegare la Sicilia alla Calabria attraversa decenni di storia repubblicana, tra progetti, sospensioni e rilanci. La società concessionaria Stretto di Messina S.p.A., riattivata dal Governo, ha ripreso in mano un’opera che il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) ha approvato nel progetto definitivo il 6 agosto 2025, attestando una copertura finanziaria pari a circa 13,5 miliardi di euro già stanziati (fonte: comunicato MIT).

Quel via libera, però, non ha chiuso la partita. A fine 2025 la Corte dei conti non ha registrato la prima delibera del CIPESS, sollevando rilievi di legittimità che hanno imposto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti una revisione dell’intero quadro autorizzativo e una nuova interlocuzione con i magistrati contabili (fonte: ANSA).

Sul piano tecnico l’opera resta tra le più ambiziose mai progettate: un attraversamento a campata unica di 3,3 chilometri sorretto da due torri, pensato per il traffico ferroviario e stradale. Attorno a questi numeri si sviluppa il dibattito politico ed economico che accompagna il ponte sullo Stretto 2026.


A che punto è il cantiere

Allo stato attuale i cantieri principali non sono ancora aperti. L’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha indicato come obiettivo la conclusione dell’iter approvativo entro l’estate 2026 e l’avvio dei lavori nell’ultimo trimestre dell’anno (fonte: dichiarazioni riportate da Meteoweb). La tabella di marcia resta dunque condizionata al completamento dei passaggi amministrativi.

Nel frattempo è entrato in vigore il quadro normativo che dovrebbe accelerare l’opera. Il decreto-legge 11 marzo 2026 n. 32, ribattezzato “Decreto Ponte”, è stato convertito in legge dal Parlamento il 7 maggio 2026, con l’obiettivo dichiarato di sanare i rilievi sollevati dai magistrati contabili e di rendere più rapido il percorso verso l’apertura dei cantieri (fonte: atti parlamentari).

“L’iter approvativo si potrà concludere entro l’estate, così da avviare la fase realizzativa nell’ultimo trimestre del 2026.”

Pietro Ciucci, amministratore delegato di Stretto di Messina S.p.A.

ponte sullo Stretto 2026

L’iter e il nodo della Corte dei conti

Il passaggio decisivo resta la nuova delibera del CIPESS, che secondo il cronoprogramma del Governo dovrebbe essere trasmessa alla Corte dei conti entro giugno 2026 per ottenere la registrazione (fonte: Il Sole 24 Ore). Solo con il visto di legittimità dei magistrati contabili l’opera potrà considerarsi pienamente autorizzata.

I rilievi formulati a fine 2025 non sono stati di poco conto. La Corte dei conti ha giudicato problematico il terzo atto aggiuntivo alla convenzione tra il Ministero e la società concessionaria, richiamando la direttiva europea 2014/24/UE sulla modifica dei contratti in corso di validità, e ha segnalato incertezze sul costo complessivo dell’opera, ritenuto esposto al rischio di ulteriori incrementi (fonte: ANSA). Il confronto tra l’esecutivo e la magistratura contabile ha alimentato un acceso dibattito istituzionale.


Costi e cronoprogramma del ponte sullo Stretto 2026

Sul fronte economico, la spesa complessiva autorizzata resta confermata a circa 13,5 miliardi di euro. Secondo le ultime ricostruzioni, è cambiata però la distribuzione delle risorse nel tempo: una quota consistente degli stanziamenti è stata spostata dal periodo 2026-2029 agli anni 2030-2034, con un profilo di spesa crescente e un picco stimato di 1,2 miliardi nel 2034 (fonte: Il Sole 24 Ore). Comprendere la sostenibilità di questo impegno significa guardare anche a le scelte di spesa pubblica dell’Italia nel loro insieme.

Il cronoprogramma approvato prevede una durata dei lavori di circa sette anni e mezzo, con la fine delle opere fissata indicativamente nel 2033 e il 2034 individuato come primo anno di esercizio dell’infrastruttura (fonte: cronoprogramma Stretto di Messina S.p.A.). I tempi, va ricordato, restano legati al buon esito dei passaggi autorizzativi ancora in corso. Per i territori coinvolti, l’opera si intreccia con il tema più ampio di la crescita del Mezzogiorno e il PIL del Sud.


Le posizioni a favore e quelle contrarie

Il ponte sullo Stretto 2026 divide il dibattito pubblico lungo due linee contrapposte, entrambe argomentate. Da un lato i sostenitori, a partire dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, presentano l’opera come strategica per la mobilità tra Sicilia e continente e come volano occupazionale per il Sud. Dall’altro i critici sollevano dubbi sui costi, sui tempi e sulla sicurezza in un’area ad alto rischio sismico, tema che richiama il più generale problema de la sicurezza delle infrastrutture di trasporto.

A favore

  • Collegamento stabile tra Sicilia e Calabria
  • Ricadute occupazionali e infrastrutturali per il Mezzogiorno
  • Copertura finanziaria già stanziata, secondo il MIT

Contrarie

  • Rischio di incrementi di costo segnalato dalla Corte dei conti
  • Dubbi sui pedaggi: l’ART teme tariffe più alte del previsto
  • Rilievi su rischio sismico e priorità infrastrutturali del Sud

Una voce tecnica si è inserita nel dibattito: l’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) ha messo in guardia sulla necessità di contenere i costi per gli utenti, segnalando che i pedaggi potrebbero risultare più elevati delle stime iniziali (fonte: Il Sole 24 Ore). Il prossimo banco di prova sarà la nuova delibera del CIPESS e il successivo esame della Corte dei conti.

“Mai si era arrivati all’approvazione del progetto definitivo con l’intera copertura economica e la condivisione dei territori.”

Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (fonte: ANSA)

Domande frequenti

Quando inizieranno i lavori del ponte sullo Stretto?

L’obiettivo del Governo è avviare i cantieri nell’ultimo trimestre del 2026, dopo la conclusione dell’iter approvativo prevista entro l’estate (fonte: dichiarazioni dell’AD Pietro Ciucci). I tempi restano condizionati ai passaggi amministrativi ancora aperti.

Quanto costa l’opera?

La spesa complessiva autorizzata è di circa 13,5 miliardi di euro, già stanziati secondo il MIT, con una redistribuzione delle risorse verso gli anni 2030-2034 (fonte: Il Sole 24 Ore).

Quando sarà completato?

Secondo il cronoprogramma, i lavori dureranno circa sette anni e mezzo: la fine delle opere è indicata nel 2033, con il 2034 come primo anno di esercizio (fonte: cronoprogramma Stretto di Messina S.p.A.).

Perché la Corte dei conti ha bloccato la prima delibera?

I magistrati contabili hanno sollevato rilievi sulla modifica della convenzione alla luce della direttiva UE 2014/24 e hanno segnalato incertezze sul costo complessivo dell’opera (fonte: ANSA). Il Governo ha risposto con il Decreto Ponte e una nuova delibera del CIPESS.

Fonti istituzionali: comunicato del Ministero delle Infrastrutture sull’approvazione del progetto definitivo e cronaca ANSA sui rilievi della Corte dei conti.

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