Proroga versamenti forfettari 2026: guida essenziale
La proroga versamenti forfettari 2026 sposta la scadenza fiscale dal 30 giugno al 20 luglio 2026, senza alcuna maggiorazione. La misura, introdotta dal Decreto-Legge n. 89/2026, riguarda i contribuenti in regime forfettario e i soggetti ISA con ricavi fino a 5.164.569 euro (Fonte: Ipsoa, 2026).
Indice
Il differimento estivo delle scadenze fiscali è diventato una consuetudine, ma quest’anno arriva con una regola nuova che conviene conoscere per tempo. Dopo le richieste avanzate dai commercialisti e dalle associazioni di categoria, il Governo ha ufficializzato lo slittamento dei pagamenti per chi applica gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e per i contribuenti forfettari (Fonte: Confcommercio, 2026).
Non si tratta di un rinvio generalizzato. La proroga premia una platea precisa di partite IVA, mentre lavoratori dipendenti e pensionati restano ancorati al calendario ordinario. Per orientarsi tra le due finestre di pagamento è utile avere sotto mano anche il calendario delle scadenze fiscali di luglio 2026.
La base normativa è il Decreto-Legge n. 89/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 maggio 2026. Il provvedimento ha recepito le istanze delle categorie professionali, che chiedevano più tempo a fronte del sovrapporsi degli adempimenti estivi (Fonte: Ipsoa, 2026).
Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2026
Cosa cambia con la proroga versamenti forfettari 2026
La scadenza ordinaria del 30 giugno 2026 viene spostata al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione. Chi rientra nel perimetro della proroga guadagna quindi venti giorni di tempo per versare le imposte risultanti dalle dichiarazioni, senza costi aggiuntivi (Fonte: Agenzia Entrate, 2026).
Il differimento non copre solo l’IRPEF. Rientrano nel rinvio anche l’IRAP, l’IVA, l’imposta sostitutiva del regime forfettario, i contributi previdenziali collegati alla dichiarazione e il diritto annuale della Camera di Commercio. È lo stesso importo che sarebbe stato dovuto a giugno, semplicemente pagabile più avanti.
“La proroga risponde a un’esigenza reale di sostenibilità degli adempimenti: concentrare saldo e acconto a fine giugno, in piena stagione, penalizzava soprattutto le piccole partite IVA.”
Elbano de Nuccio, Presidente, Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti (2026)
Chi ne beneficia: forfettari e soggetti ISA
Il differimento non è per tutti. Vi accedono i titolari di partita IVA che esercitano attività per le quali sono stati approvati gli ISA, con ricavi o compensi non superiori a 5.164.569 euro, a prescindere dal fatto che gli indici siano poi effettivamente applicati (Fonte: Agenzia Entrate, 2026).
Rientrano nella platea anche i contribuenti in il regime forfettario 2026 e in regime di vantaggio, oltre ai soci di società di persone, di SRL trasparenti e di associazioni professionali che rientrano nei parametri ISA. Restano invece esclusi lavoratori dipendenti e pensionati senza partita IVA, per i quali vale la scadenza ordinaria.
Chi rientra nella proroga
- Forfettari e regime di vantaggio
- Soggetti ISA con ricavi ≤ 5.164.569 €
- Soci di società trasparenti
- Associazioni professionali nei parametri ISA
Chi resta al 30 giugno
- Lavoratori dipendenti
- Pensionati senza partita IVA
- Partite IVA non soggette a ISA
- Ricavi oltre 5.164.569 €
Le nuove date e la maggiorazione di agosto
La norma disegna due finestre. La prima consente di pagare entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazione. La seconda permette di versare tra il 21 luglio e il 20 agosto 2026, ma applicando una maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo (Fonte: Fiscomania, 2026).
Qui sta la novità più insidiosa. Negli anni scorsi lo slittamento di trenta giorni costava lo 0,40%; per i soggetti ISA e forfettari quest’anno l’aliquota è raddoppiata allo 0,80%. La vecchia maggiorazione dello 0,40% sopravvive solo per i contribuenti non ISA, che possono versare entro il 30 luglio 2026. Chi rinvia ad agosto, insomma, paga il doppio rispetto al passato.
Pagare ad agosto costa il doppio: la maggiorazione passa dallo 0,40% allo 0,80%.
Cosa fare adesso: quattro mosse operative
Primo: verificare con il proprio commercialista di rientrare effettivamente nel perimetro ISA o forfettario. Solo in questo caso la scadenza è il 20 luglio; in caso contrario resta il 30 giugno e l’errore può generare sanzioni per tardivo versamento.
Secondo: se la liquidità lo consente, pagare entro il 20 luglio. La maggiorazione dello 0,80% di agosto non è un finanziamento conveniente e va valutata solo in caso di reale carenza di cassa. Chi ha già versato a giugno non ha diritto ad alcun rimborso.
Terzo: valutare la rateizzazione. Il saldo e il primo acconto possono essere frazionati in più rate mensili con interessi ridotti, alleggerendo l’impatto sul bilancio del trimestre. Chi ha anche cartelle pendenti può incrociare queste scadenze con la rottamazione quinquies 2026 per pianificare i flussi di cassa. Guardando avanti, segnare in agenda la scadenza del 20 luglio 2026 resta la mossa più semplice per non pagare più del dovuto.
Domande frequenti
Qual è la nuova scadenza per i forfettari nel 2026?
Il termine ordinario del 30 giugno è prorogato al 20 luglio 2026 senza maggiorazione, oppure al 20 agosto 2026 con una maggiorazione dello 0,80% (Fonte: Agenzia Entrate, 2026).
La proroga vale anche per i contributi INPS?
Sì. Il differimento si estende ai contributi previdenziali collegati alla dichiarazione dei redditi, oltre a IRPEF, IRAP, IVA e diritto camerale annuale (Fonte: Ipsoa, 2026).
Perché la maggiorazione è dello 0,80% e non dello 0,40%?
Per i soggetti ISA e forfettari l’aliquota per il pagamento differito ad agosto è stata raddoppiata rispetto agli anni precedenti. Lo 0,40% resta valido solo per i contribuenti non ISA (Fonte: Fiscomania, 2026).
Chi ha già pagato a giugno può chiedere il rimborso?
No. Il decreto specifica che per gli importi già versati alla scadenza ordinaria non è previsto alcun rimborso: la proroga produce effetti solo per chi non aveva ancora pagato (Fonte: Agenzia Entrate, 2026).
Per approfondire la disciplina completa restano disponibili i comunicati di Agenzia delle Entrate e le analisi di Confcommercio sulla proroga dei versamenti.
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.
