Rottamazione quinquies 2026: Guida Completa a Scadenze
La rottamazione quinquies 2026 permette a privati, professionisti e PMI di chiudere le vecchie cartelle pagando solo il capitale e le spese, senza sanzioni né interessi di mora. Introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, riguarda i carichi affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023. Chi ha aderito entro il 30 aprile deve ora scegliere come pagare.
Indice
La misura nasce dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), in vigore dal 1° gennaio 2026 (Fonte: Agenzia Entrate-Riscossione, 2026). L’obiettivo dichiarato è dare una via d’uscita ai contribuenti con debiti pregressi affidati all’Agente della riscossione, consentendo di estinguerli pagando solo le somme «buone». Si tratta della quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle, dopo le precedenti tornate.
Per chi gestisce una partita IVA o una piccola impresa, il vantaggio è concreto: lo stralcio di sanzioni, interessi di mora e aggio può ridurre l’importo dovuto in misura sensibile, soprattutto sulle cartelle più datate. La finestra di adesione si è chiusa il 30 aprile 2026; chi ha presentato la domanda ha ricevuto la comunicazione con gli importi e il piano di rate dal 23 giugno 2026 sul portale della riscossione.
La decisione operativa che resta da prendere riguarda il pagamento: unica soluzione o rateazione. È lo stesso bivio che molti hanno già affrontato con la precedente rottamazione quater, ma con regole e scadenze aggiornate che conviene conoscere prima del 31 luglio.
Ultimo aggiornamento: 30 giugno 2026
Cos’è la rottamazione quinquies 2026 e cosa cambia
La rottamazione quinquies 2026 è la nuova definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione. In pratica, il contribuente paga soltanto il capitale (l’imposta o il contributo non versato) più le spese di notifica e quelle esecutive. Vengono invece azzerati sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione (Fonte: Agenzia delle Entrate-Riscossione, 2026).
Rispetto a una rateazione ordinaria, il risparmio non sta nella dilazione ma nell’abbattimento delle componenti accessorie. Su cartelle vecchie di dieci o quindici anni, dove gli interessi di mora hanno gonfiato il debito, la differenza può essere notevole. È la stessa logica che distingue questa misura dalla normale rateazione dei debiti INPS, che invece non cancella sanzioni e interessi.
La rottamazione quinquies consente di estinguere i debiti senza corrispondere sanzioni, interessi di mora e aggio: si versano solo capitale e spese di notifica ed esecutive.
Agenzia delle Entrate-Riscossione, comunicazione ufficiale (2026)
Chi può aderire e quali cartelle rientrano
Rientrano nella definizione agevolata i carichi affidati all’Agente della riscossione nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 (Fonte: Agenzia Entrate-Riscossione, 2026). Parliamo quindi di cartelle e avvisi consegnati alla riscossione in oltre vent’anni, indipendentemente dall’anno d’imposta originario.
La misura copre soprattutto gli omessi versamenti di imposte risultanti dalle dichiarazioni e dai controlli automatici e formali dell’amministrazione finanziaria, oltre ai contributi previdenziali dovuti all’INPS (esclusi quelli richiesti a seguito di accertamento). Possono aderire anche i contribuenti decaduti da precedenti rottamazioni, purché i debiti rientrino nel perimetro della nuova definizione (Fonte: Agenzia delle Entrate, FAQ 2026). Restano invece esclusi i carichi affidati prima del 2000 e quelli successivi al 2023, oltre alle tipologie di debito che la norma non ricomprende: per evitare errori conviene controllare la propria situazione debitoria nell’area riservata prima di programmare i versamenti.
Cosa si paga
- Capitale (imposta o contributo)
- Spese di notifica della cartella
- Spese esecutive eventuali
Cosa viene stralciato
- Sanzioni
- Interessi di mora
- Aggio di riscossione
Pagamento: unica soluzione o 54 rate bimestrali
Chi ha aderito può scegliere tra due strade. La prima è il pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2026. La seconda è la rateazione fino a un massimo di 54 rate bimestrali, distribuite negli anni successivi, con un importo minimo di 100 euro per ciascuna rata (Fonte: Agenzia Entrate-Riscossione, 2026).
Sulla rateazione si applicano interessi del 3% annuo a decorrere dal 1° agosto 2026. È un costo da mettere in conto: diluire il debito su nove anni alleggerisce la cassa nel breve periodo, ma incrementa l’esborso complessivo. Per una PMI con liquidità sufficiente, l’unica soluzione resta la scelta più economica; per chi ha tensioni di cassa, le 54 rate offrono respiro senza far perdere i benefici dello stralcio.
Rateazione fino a 54 rate bimestrali, importo minimo 100 euro, interessi al 3% annuo dal 1° agosto 2026. L’unica soluzione entro il 31 luglio evita gli interessi.
Scadenze da rispettare per non decadere
La data da cerchiare in rosso è il 31 luglio 2026: entro questo termine va versata l’unica soluzione oppure la prima rata. Le tre scadenze iniziali sono fissate al 31 luglio, al 30 settembre e al 30 novembre 2026; dal 2027 il calendario prosegue con cadenza bimestrale fino al completamento del piano (Fonte: Agenzia Entrate-Riscossione, 2026).
Attenzione alla decadenza: il mancato, insufficiente o tardivo pagamento di una rata oltre la tolleranza prevista fa perdere tutti i benefici. In quel caso sanzioni e interessi precedentemente stralciati tornano dovuti per intero. La raccomandazione operativa è una sola: verificare gli importi nella comunicazione ricevuta dal 23 giugno e impostare per tempo i pagamenti. Chi pianifica la cassa estiva tenga conto anche delle altre scadenze fiscali di luglio 2026, che si concentrano nello stesso periodo.
Domande frequenti
Posso ancora aderire alla rottamazione quinquies?
No. La domanda di adesione andava trasmessa per via telematica entro il 30 aprile 2026. Il termine è perentorio e non è prevista, al momento, una riapertura (Fonte: Agenzia delle Entrate-Riscossione, 2026).
Cosa succede se non pago la prima rata entro il 31 luglio?
Si decade dalla definizione agevolata. Sanzioni, interessi di mora e aggio precedentemente stralciati tornano integralmente dovuti, salvo la tolleranza sui giorni di ritardo prevista dalla normativa (Fonte: Agenzia Entrate-Riscossione, 2026).
Quanto si risparmia davvero?
Dipende dalla cartella. Sui carichi più datati lo stralcio di sanzioni e interessi di mora può ridurre l’importo in misura significativa; sui debiti recenti il vantaggio è minore. L’importo esatto è indicato nella comunicazione di risposta disponibile dal 23 giugno 2026.
Rientrano i debiti INPS?
Sì, i contributi previdenziali dovuti all’INPS rientrano nella misura, con l’esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento (Fonte: Agenzia delle Entrate, FAQ 2026).
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