Economia

Canone RAI 2026: Guida Essenziale a Importi ed Esenzioni

Il canone RAI 2026 importo esenzioni è confermato a 90 euro annui, invariato rispetto al 2025, addebitati automaticamente sulla bolletta elettrica in dieci rate mensili da 9 euro ciascuna. Chi non possiede un televisore o rientra nelle categorie esenti può evitare il pagamento presentando la dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate entro le scadenze previste.

Il canone di abbonamento alla televisione è un’imposta obbligatoria per tutti i nuclei familiari che detengono un apparecchio televisivo nella propria abitazione di residenza. Introdotto in bolletta dalla Legge di Bilancio 2016 (art. 1, comma 40, Legge 232/2016) per contrastare l’evasione, il sistema di riscossione tramite fornitura elettrica ha ridotto sensibilmente il tasso di mancato pagamento (Fonte: Agenzia delle Entrate, 2024). Ancora oggi, tuttavia, molti contribuenti ignorano le condizioni che li esonerano legalmente dal versamento.

Per il 2026, le regole rimangono sostanzialmente invariate rispetto all’anno precedente: 90 euro totali, suddivisi in rate in bolletta, con tre categorie di esenzione riconosciute dall’Agenzia delle Entrate. Comprendere in quale situazione ci si trova è il primo passo per non pagare importi non dovuti o, al contrario, per evitare sanzioni e recuperi a posteriori.

Ultimo aggiornamento: 4 giugno 2026


Cos’è e quanto costa il canone RAI nel 2026

Il canone RAI è un’imposta sul possesso di un apparecchio atto alla ricezione del segnale radiotelevisivo, non un abbonamento volontario al servizio pubblico. Questo significa che il presupposto d’imposta è il possesso del televisore, indipendentemente dall’utilizzo effettivo. L’importo annuale per il 2026 è di 90 euro, identico al 2025 (Fonte: Agenzia delle Entrate, 2026).

Il pagamento avviene in forma automatica, ripartito in dieci rate mensili da 9 euro sulle fatture dell’energia elettrica per le utenze domestiche residenziali attive al 1° gennaio 2026. Chi ha bollette bimestrali vede invece un addebito di 18 euro ogni due mesi per cinque periodi. Per chi è privo di un contratto di fornitura elettrica domestica residenziale, il versamento alternativo avviene tramite modello F24 entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento. Le famiglie con più contratti elettrici intestati allo stesso soggetto pagano il canone una sola volta: il principio è uno per nucleo familiare, non per utenza.

«Il canone RAI non è un abbonamento che si può disdire a piacimento: è un’imposta il cui presupposto è oggettivo — il possesso dell’apparecchio. Chi non ha un televisore deve dimostrarlo ogni anno con la dichiarazione sostitutiva; chi ha compiuto 75 anni con reddito basso può beneficiare di un’esenzione permanente senza rinnovare la domanda, purché le condizioni non cambino.»

Fonte: Agenzia delle Entrate — Casi di esonero canone TV

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Chi è esente dal canone RAI nel 2026

L’Agenzia delle Entrate riconosce tre categorie di esonero dal pagamento del canone RAI 2026. È importante distinguerle, perché le procedure e i requisiti differiscono significativamente:

Esenzione per non possesso TV

  • Nessun apparecchio TV né dispositivo adattabile alla ricezione del segnale radiotelevisivo
  • Dichiarazione sostitutiva (Quadro A) da presentare annualmente
  • Valida per tutto il 2026 se inviata entro il 2 febbraio 2026
  • Per il secondo semestre: invio entro il 30 giugno 2026
  • Da rinnovare ogni anno se la situazione persiste

Esenzione ultra75enni

  • 75 anni compiuti entro il 31 gennaio 2026
  • Reddito proprio + coniuge non superiore a 8.000 euro annui
  • Nessun convivente titolare di reddito (esclusi colf e badanti)
  • Domanda da presentare una sola volta (rinnovo automatico se invariate le condizioni)
  • Modello specifico disponibile sul sito ADE

Una terza categoria riguarda i soggetti esonerati per legge in virtù di accordi internazionali: diplomatici stranieri accreditati in Italia, funzionari consolari, militari e funzionari di organizzazioni internazionali riconosciute. Per questa categoria non è richiesta una dichiarazione periodica, essendo l’esonero legato alla qualifica istituzionale (Fonte: Agenzia delle Entrate, 2025).


Come disdire o presentare la dichiarazione di non detenzione

Il termine “disdetta” del canone RAI è tecnicamente improprio: non si tratta di recedere da un contratto, ma di presentare una dichiarazione sostitutiva che attesta l’assenza del presupposto d’imposta. Il modulo di riferimento è quello predisposto dall’Agenzia delle Entrate, disponibile nella sezione Modelli e istruzioni canone TV del portale ufficiale.

Esistono due modalità di invio. La prima è la PEC: il modulo firmato digitalmente va trasmesso all’indirizzo [email protected]. La seconda è la raccomandata senza busta all’indirizzo: Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino. In alternativa, la dichiarazione può essere consegnata a mano presso qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.

Le scadenze 2026 da ricordare sono due: la dichiarazione presentata entro il 2 febbraio 2026 esenta per l’intero anno solare; quella presentata tra il 3 febbraio e il 30 giugno 2026 esenta solo per il secondo semestre (luglio–dicembre). La dichiarazione per la non detenzione del televisore (Quadro A) va ripresentata ogni anno; quella degli over 75, invece, non necessita di rinnovo annuale se le condizioni rimangono invariate, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella guida dedicata ai casi particolari di esonero.


Cosa fare: rimborso e scadenze pratiche

Se il canone RAI è stato addebitato erroneamente in bolletta — ad esempio perché la dichiarazione di non detenzione era già stata presentata o perché si aveva diritto all’esenzione over 75 — è possibile richiedere il rimborso delle somme versate. Il modello ufficiale per la richiesta di rimborso è scaricabile dalla sezione Rimborso canone TV sulle fatture elettriche del sito ADE. Il rimborso viene normalmente erogato entro 45 giorni dalla presentazione della richiesta completa di documento di riconoscimento.

Dal punto di vista della pianificazione fiscale personale, il canone RAI interagisce con altri adempimenti annuali. I contribuenti che compilano il 730 precompilato 2026 troveranno il canone già incluso nei dati precompilati grazie ai flussi informativi tra i gestori elettrici e l’Agenzia delle Entrate. Allo stesso modo, chi monitora le scadenze fiscali di giugno 2026 deve tenere presente che la finestra per ottenere l’esenzione per il secondo semestre si chiude il 30 giugno. Infine, i contribuenti in regime ordinario che detraggono spese e tasse nella propria dichiarazione dei redditi possono trovare utile confrontare il peso del canone con quello di altri tributi, come le aliquote IRPEF 2026, per una visione complessiva del carico fiscale familiare.

In sintesi, per gestire correttamente il canone RAI 2026 conviene agire in modo preventivo: verificare la propria situazione (possesso TV, età, reddito), presentare la dichiarazione entro il 2 febbraio per l’esenzione annuale, e controllare l’estratto bolletta nei mesi successivi per accertarsi che l’addebito sia stato effettivamente sospeso. In caso contrario, la procedura di rimborso è gratuita, semplice e gestibile interamente online tramite PEC.


Domande frequenti

Quanto costa il canone RAI nel 2026?

Il canone RAI 2026 ammonta a 90 euro annui, invariato rispetto al 2025. Viene addebitato automaticamente sulla bolletta dell’energia elettrica in dieci rate mensili da 9 euro, oppure in cinque rate bimestrali da 18 euro (Fonte: Agenzia delle Entrate, 2026).

Chi ha 75 anni non paga il canone RAI 2026?

I cittadini che hanno compiuto 75 anni entro il 31 gennaio 2026 e il cui reddito complessivo — proprio più quello del coniuge — non supera gli 8.000 euro annui, sono esonerati dal pagamento, a patto che non vi siano altri conviventi titolari di reddito (fatta eccezione per colf e badanti). L’esenzione non va rinnovata ogni anno se le condizioni rimangono invariate.

Come si presenta la dichiarazione di non possesso del televisore?

Si compila il modulo Quadro A dell’Agenzia delle Entrate, disponibile su agenziaentrate.gov.it, e lo si invia tramite PEC all’indirizzo [email protected] (con firma digitale) oppure con raccomandata senza busta all’Ufficio Canone TV di Torino. La dichiarazione va ripresentata ogni anno in quanto la non detenzione del televisore deve essere attestata annualmente.

È possibile ottenere il rimborso del canone RAI già pagato?

Sì. Se il canone è stato addebitato pur sussistendo il diritto all’esenzione, è possibile richiedere il rimborso compilando il modello ufficiale ADE e inviandolo per PEC o raccomandata all’Ufficio Canone TV. Il rimborso viene normalmente erogato entro 45 giorni dalla ricezione della domanda completa.

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