Contributo straordinario banche 2026: guida per correntisti
Il contributo straordinario banche 2026 correntisti è la misura fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) che impone agli istituti bancari un prelievo straordinario sulle riserve accumulate negli anni di tassi elevati. La norma riguarda il triennio 2026–2028 e genera un gettito complessivo stimato in circa 9,5 miliardi di euro. Per i titolari di conto corrente e i risparmiatori italiani, la domanda centrale è una sola: chi paga davvero il conto?
Indice
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una serie di misure fiscali sul settore bancario, articolate su tre pilastri: il contributo straordinario sulla riserva, l’aumento dell’IRAP e la sospensione della deduzione delle DTA (Deferred Tax Assets). Il quadro normativo di riferimento è l’articolo 1, commi 69–73 della Legge n. 199 del 30 dicembre 2025.
Il sistema bancario italiano aveva archiviato il 2024 con utili netti complessivi superiori a 46 miliardi di euro, trainati dall’impennata dei tassi d’interesse decisa dalla BCE tra il 2022 e il 2023. Secondo i dati di Banca d’Italia, la marginalità degli istituti aveva raggiunto livelli storicamente elevati, alimentando il dibattito politico sulla redistribuzione di questi utili straordinari.
La risposta del governo è arrivata con la manovra finanziaria per il 2026, che ha strutturato un prelievo pluriennale calibrato sulla riserva speciale costituita ai sensi dell’articolo 26, comma 5-bis, del Decreto Legge n. 104/2023. L’Agenzia delle Entrate ha fornito le istruzioni operative con la Risoluzione n. 20/E del 15 maggio 2026, istituendo i codici tributo per il versamento tramite modello F24.
Il quadro normativo: Legge di Bilancio 2026
L’articolo 1, commi 69–73 della Legge n. 199/2025 stabilisce che le banche, per i periodi d’imposta fino al 31 dicembre 2028, sono soggette a un contributo straordinario del 27,5% sulla riserva costituita al 31 dicembre 2025, oppure del 33% sulla riserva al 31 dicembre 2026. La scelta dell’aliquota dipende dall’anno di riferimento della riserva su cui il contributo viene calcolato. Si tratta, nei fatti, di una tassazione retroattiva sugli accantonamenti effettuati negli anni di maggior guadagno.
A questo si aggiunge l’aumento dell’aliquota IRAP per le banche: dal 4,65% al 6,65%, con un impatto stimato in circa 3,27 miliardi di euro nel triennio. La terza misura riguarda la sospensione della deduzione delle DTA per due anni, con un effetto fiscale aggiuntivo di circa 3,3 miliardi. Il totale del prelievo straordinario sul settore bancario nel triennio 2026–2028 ammonta quindi a circa 9,5 miliardi di euro.
«Con la Risoluzione n. 20/E del 15 maggio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo 2718, 1948 e 8956 per il versamento del contributo straordinario tramite modello F24.»
Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 20/E — 15 maggio 2026

Il contributo straordinario banche 2026 correntisti: chi è coinvolto e gli importi
Il prelievo si articola su tre anni con importi differenziati. Secondo le stime governative incorporate nella Relazione Tecnica alla Legge di Bilancio 2026, la distribuzione annuale del gettito è la seguente:
Contributo straordinario (art. 1, co. 69–73)
- 2026: 3,9 miliardi di euro
- 2027: 3,9 miliardi di euro
- 2028: 1,6 miliardi di euro
- Aliquota: 27,5% (riserva 2025) o 33% (riserva 2026)
- Versamento tramite F24 con codici tributo AE
Altre misure fiscali sul settore (triennio 2026–2028)
- IRAP: dal 4,65% al 6,65% (+3,27 mld totali)
- Sospensione DTA: 3,3 miliardi in due anni
- Gettito complessivo: ~9,5 miliardi
- Utili netti del settore nel 2024: oltre 46 mld
- Vigilanza AGCM su possibili rincari ai clienti
Impatto su conti correnti e risparmiatori
La preoccupazione principale dei correntisti italiani riguarda un possibile effetto di traslazione: le banche potrebbero scaricare il costo del contributo straordinario sui clienti, aumentando le commissioni di gestione dei conti correnti o riducendo i tassi sui conti deposito. Questo timore è stato esplicitamente sollevato da Assoutenti, che ha chiesto interventi regolatori preventivi, come riportato da Il Sole 24 Ore.
Tuttavia, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un presidio specifico: le banche non possono includere il costo del contributo straordinario nei costi di apertura e gestione dei conti correnti, né nei prodotti di risparmio. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) è incaricata di vigilare sull’adempimento di questa disposizione attraverso accertamenti a campione. Per chi gestisce liquidità su conti deposito 2026, il quadro regolatorio attuale quindi tutela i rendimenti già contrattualizzati.
«Le banche non potranno traslare la tassa sugli extraprofitti nei costi dei conti correnti e conti deposito. L’AGCM vigilerà con accertamenti a campione.»
Legge n. 199/2025, art. 1 — disposizioni anti-traslazione
Cosa fare se sei correntista o risparmiatore
Per i titolari di conto corrente, la prima azione concreta è monitorare le comunicazioni della propria banca relative a eventuali modifiche unilaterali alle condizioni contrattuali. Le banche sono obbligate a comunicare le variazioni con almeno 30 giorni di anticipo (art. 118 TUB): in quel caso il correntista ha diritto di recedere senza penali. Se la modifica è riconducibile al contributo straordinario, l’AGCM può essere segnalato direttamente sul portale ufficiale dell’Autorità.
Per i risparmiatori con mutuo a tasso variabile, vale la pena valutare con attenzione l’andamento degli spread bancari nei prossimi mesi. Alcune simulazioni indicano che per un finanziamento da 150.000 euro a vent’anni, un aumento dello spread di 20–25 punti base comporterebbe una rata mensile più alta di 20–25 euro, per un costo aggiuntivo potenziale di circa 6.000–7.000 euro sull’intera durata. Chi sta valutando nuove operazioni di finanziamento può approfondire le condizioni attuali su mutui casa 2026 per confrontare le offerte sul mercato.
Sul fronte della pianificazione fiscale per imprenditori e PMI, è utile considerare che l’aumento dell’IRAP bancaria — dal 4,65% al 6,65% — potrebbe riflettersi nel medio termine sul costo del credito alle imprese. Le PMI che hanno linee di credito rotative o affidamenti bancari farebbero bene a verificare entro il terzo trimestre 2026 le condizioni applicate dalla propria banca, confrontandole con quelle della concorrenza. Per un quadro più ampio sulla fiscalità d’impresa nel 2026, si rimanda alla guida IRPEF 2026.
Domande frequenti
Il contributo straordinario banche 2026 viene pagato dai correntisti?
No. Il contributo straordinario banche 2026 è a carico degli istituti bancari, non dei correntisti. La Legge n. 199/2025 prevede esplicitamente che le banche non possano riversare questo costo sui clienti attraverso aumenti delle commissioni di gestione dei conti. L’AGCM è incaricata di vigilare sul rispetto di questa disposizione. (Fonte: Legge n. 199/2025, art. 1, co. 69–73)
Quando scade il versamento del contributo straordinario banche 2026?
Le scadenze operative sono definite dall’Agenzia delle Entrate nella Risoluzione n. 20/E del 15 maggio 2026, che ha istituito i codici tributo 2718, 1948 e 8956 per il versamento tramite modello F24. Le banche devono indicare nel campo “anno di riferimento” l’anno d’imposta cui si riferisce il versamento, nel formato AAAA. Il contributo si applica per i periodi d’imposta fino al 31 dicembre 2028. (Fonte: Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 20/E — 15 maggio 2026)
Quanto vale complessivamente il prelievo sulle banche nel triennio?
Il gettito complessivo stimato dal governo è di circa 9,5 miliardi di euro nel triennio 2026–2028. Di questi, circa 3,9 miliardi sono attesi nel 2026, altrettanti nel 2027 e 1,6 miliardi nel 2028 per il solo contributo straordinario. A questi si aggiungono i maggiori introiti da IRAP (+3,27 miliardi) e dalla sospensione delle DTA (3,3 miliardi). Il sistema bancario italiano ha realizzato utili netti per oltre 46 miliardi nel 2024. (Fonte: Relazione Tecnica alla Legge n. 199/2025)
I tassi sui conti deposito scenderanno a causa del contributo straordinario?
Non necessariamente. La legge vieta espressamente la traslazione del contributo sui prodotti di risparmio come i conti deposito. Tuttavia, nel medio termine, le banche potrebbero rivedere le proprie politiche commerciali in risposta alla maggiore pressione fiscale. È consigliabile confrontare periodicamente le offerte disponibili sul mercato e segnalare all’AGCM qualsiasi modifica unilaterale sospetta alle condizioni di prodotto. (Fonte: Legge n. 199/2025; Assoutenti, Il Sole 24 Ore)
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.
