Detrazioni Figli 2026: Guida Essenziale al 730
Le detrazioni figli 2026 nel modello 730 spettano soltanto per i figli dai 21 anni compiuti fino ai 29 anni: sotto i 21 anni la detrazione IRPEF è stata sostituita dall’Assegno Unico Universale, mentre dal compimento dei 30 anni decade del tutto, salvo disabilità. La misura riscrive le regole per milioni di famiglie italiane in fase di dichiarazione.
Indice
Il quadro delle detrazioni per carichi di famiglia è cambiato in modo strutturale con la Legge di Bilancio 2025, che ha prodotto pieni effetti a partire dalla dichiarazione dei redditi presentata nel 2026. Chi compila oggi il modello 730 deve fare i conti con due limiti di età nuovi e con la definitiva separazione tra detrazione fiscale e sostegno mensile erogato dall’INPS.
La logica è precisa: fino ai 21 anni il beneficio economico passa interamente dall’Assegno Unico e Universale, mentre la detrazione IRPEF resta uno strumento residuale, riservato alla fascia dei figli maggiorenni ancora a carico. Per i genitori significa capire con esattezza a quale età del figlio corrisponde quale beneficio, per non perdere somme dovute né indicare in dichiarazione dati non più validi.
Secondo le istruzioni ufficiali al modello 730/2026, cambiano anche gli “altri familiari a carico”: la detrazione spetta ora solo agli ascendenti conviventi con il dichiarante, come genitori e nonni che vivono nella stessa abitazione (Fonte: Agenzia delle Entrate, 2026).
Ultimo aggiornamento: 3 luglio 2026
Detrazioni figli 2026: cosa cambia nel 730
La novità più rilevante riguarda i due limiti anagrafici. La detrazione IRPEF per figli a carico si applica ora solo ai figli dai 21 anni compiuti fino ai 29 anni compresi: sotto quella soglia interviene l’Assegno Unico, mentre al compimento dei 30 anni la detrazione decade automaticamente, anche se il figlio non lavora e non produce alcun reddito (Fonte: Agenzia delle Entrate, 2026).
L’unica eccezione riguarda i figli con disabilità accertata ai sensi dell’articolo 3 della Legge 104/1992: per loro la detrazione spetta senza alcun limite di età ed è cumulabile con le maggiorazioni previste dall’Assegno Unico. Chi ha un figlio di 30 anni o più senza disabilità, invece, non potrà più indicarlo tra i familiari a carico ai fini della detrazione IRPEF.
“La detrazione per figli a carico spetta per i figli di età pari o superiore a 21 anni, mentre per i figli di età inferiore ai 21 anni è riconosciuto l’Assegno unico e universale.”
Istruzioni al modello 730/2026, Agenzia delle Entrate (2026)
Importi, limiti di reddito e chi ne ha diritto
Per rientrare tra i figli fiscalmente a carico occorre rispettare precise soglie di reddito. Il limite ordinario è di 2.840,51 euro di reddito complessivo annuo, che sale a 4.000 euro per i figli di età non superiore a 24 anni. Superata la soglia, il figlio non può essere considerato a carico e la detrazione non spetta (Fonte: Agenzia delle Entrate, 2026).
L’importo teorico della detrazione è di 950 euro annui per ciascun figlio, ma non si tratta di una cifra fissa: il valore effettivo si riduce progressivamente al crescere del reddito complessivo del genitore, fino ad azzerarsi. Verificare la propria fascia è quindi il primo passo per stimare il beneficio reale.
Figli fino a 24 anni
- Limite di reddito: 4.000 euro
- Detrazione dai 21 anni compiuti
- Sotto i 21 anni: Assegno Unico
Figli oltre 24 anni
- Limite di reddito: 2.840,51 euro
- Detrazione fino a 29 anni compresi
- Dai 30 anni: detrazione azzerata
La detrazione va inoltre ripartita tra i genitori. Se non sono legalmente ed effettivamente separati, spetta al 50% ciascuno; è però possibile, di comune accordo, attribuirla al 100% al genitore con il reddito complessivo più elevato, così da evitare di perderla quando l’altro genitore ha capienza IRPEF insufficiente. La stessa attenzione va posta sulle detrazioni delle spese mediche nel 730, spesso ripartite tra i coniugi.
Il rapporto con l’Assegno Unico
Il punto che genera più confusione è la sovrapposizione tra detrazione e Assegno Unico. La regola è netta: fino al mese di compimento dei 21 anni la famiglia riceve l’Assegno Unico e Universale erogato mensilmente dall’INPS e non ha diritto alla detrazione IRPEF per quel figlio. Dal mese successivo ai 21 anni l’AUU cessa e subentra, se ricorrono i requisiti di reddito, la detrazione in dichiarazione (Fonte: INPS, 2026).
I due strumenti non sono quindi cumulabili sulla stessa fascia d’età, con l’unica eccezione dei figli con disabilità, per cui detrazione e maggiorazioni dell’Assegno Unico possono coesistere. Per chi vuole approfondire soglie e importi del sostegno mensile è utile consultare la guida su Assegno Unico 2026, il cui valore varia in base all’ISEE del nucleo familiare.
Under 21 all’Assegno Unico, dai 21 ai 29 anni alla detrazione: una sola misura per volta, salvo disabilità.
Come indicarle nel 730
In pratica, i figli e gli altri familiari a carico vanno indicati nel prospetto “Familiari a carico” del frontespizio del modello 730/2026. Per ciascun figlio occorre riportare il codice fiscale, il numero di mesi a carico nel 2025 (da 1 a 12), la percentuale di spettanza (50% o 100%) e, se applicabile, la casella relativa alla disabilità.
Chi utilizza il 730 precompilato 2026 troverà molti di questi dati già inseriti, ma è comunque essenziale verificare l’età dei figli e le nuove soglie: un figlio che ha compiuto 30 anni nel 2025 non deve più figurare tra i beneficiari della detrazione. Un controllo attento evita rettifiche e possibili contestazioni.
La raccomandazione operativa è duplice. Prima di trasmettere la dichiarazione, controllate mese per mese quando ciascun figlio ha compiuto 21 o 30 anni, così da attribuire correttamente Assegno Unico e detrazione. Poi valutate, tra i due genitori, chi ha maggiore capienza fiscale: concentrare la detrazione sul reddito più alto può fare la differenza tra un beneficio pieno e uno azzerato.
Domande frequenti
Posso detrarre un figlio under 21 nel 730/2026?
No. Per i figli fino a 21 anni non spetta la detrazione IRPEF, sostituita dall’Assegno Unico e Universale erogato dall’INPS (Fonte: Agenzia delle Entrate, 2026).
Fino a che età spetta la detrazione per i figli?
La detrazione spetta dai 21 anni compiuti fino ai 29 anni compresi. Dal compimento dei 30 anni decade, salvo il caso di figli con disabilità accertata ai sensi della Legge 104/1992, per i quali non c’è limite di età.
Qual è il limite di reddito per considerare un figlio a carico?
Il limite è di 2.840,51 euro di reddito complessivo annuo, elevato a 4.000 euro per i figli di età non superiore a 24 anni (Fonte: Agenzia delle Entrate, 2026).
Come si divide la detrazione tra i due genitori?
In assenza di separazione, la detrazione spetta al 50% a ciascun genitore. Di comune accordo può essere attribuita al 100% al genitore con reddito complessivo più alto, per non perderla in caso di incapienza dell’altro.
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.
