Esonero contributivo giovani 2026: la guida completa INPS
L’esonero contributivo giovani 2026 azzera fino al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le assunzioni a tempo indeterminato di under 35. La misura, introdotta dal decreto-legge 30 aprile 2026 n. 62 e disciplinata dalla circolare INPS n. 55 del 14 maggio 2026, vale per tutto il 2026 con un tetto mensile fra 500 e 650 euro.
Indice
La misura si rivolge ai datori di lavoro privati che, nel 2026, decidono di stabilizzare un giovane under 35 con contratto a tempo indeterminato. Il quadro normativo arriva con il cosiddetto decreto lavoro Primo Maggio 2026, che ha introdotto tre nuovi incentivi (giovani, donne e ZES) finanziati nell’ambito del Programma Nazionale Giovani, Donne e Lavoro 2021-2027.
La regia spetta all’INPS, che il 14 maggio 2026 ha pubblicato la circolare n. 55 con le prime istruzioni operative dell’esonero contributivo giovani 2026. Tuttavia, come segnalato dall’Istituto, la piattaforma telematica per inoltrare le domande non è ancora attiva al momento della pubblicazione della circolare: le aziende possono però già pianificare le assunzioni in vista dell’apertura della finestra.
Per le PMI italiane si tratta di una leva importante. Considerato il costo del lavoro medio per un dipendente under 35 a tempo indeterminato, lo sgravio massimo di 650 euro mensili per 24 mesi può tradursi in un risparmio fino a 15.600 euro per singola assunzione nelle aree del Mezzogiorno. Una misura che si inserisce in un più ampio pacchetto di incentivi per il rilancio dell’occupazione giovanile.
Cosa prevede l’esonero contributivo giovani 2026
L’esonero contributivo giovani 2026 è disciplinato dall’articolo 2 del DL 62/2026 e prevede uno sgravio del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. L’INAIL resta dovuto per intero, così come la quota a carico del lavoratore. La misura riguarda esclusivamente le assunzioni a tempo indeterminato perfezionate fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026.
Il tetto mensile è fissato a 500 euro per lavoratore, elevato a 650 euro se la sede o unità produttiva si trova nelle regioni che compongono la ZES Unica del Mezzogiorno: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, oltre a Marche e Umbria. La durata massima dell’agevolazione è di 24 mesi.
“L’esonero spetta nella misura del 100 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL.” (Fonte: art. 2 DL 62/2026, ripreso nella circolare INPS n. 55/2026)
Requisiti e importi: chi può richiedere lo sgravio
I requisiti per il lavoratore sono due e devono ricorrere entrambi alla data dell’assunzione: non avere compiuto 35 anni e risultare privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi. La soglia scende a 12 mesi (o 6 in alcune ipotesi) per i giovani che rientrano fra i lavoratori “svantaggiati” e “molto svantaggiati” definiti dal Regolamento UE n. 651/2014.
L’azienda, dal canto suo, deve rispettare tre condizioni: essere in regola con il DURC, applicare correttamente i CCNL di riferimento e produrre un incremento netto occupazionale calcolato in Unità di Lavoro Annuo (ULA) rispetto alla media dei dodici mesi precedenti. La verifica ULA è mensile: se nel mese il livello scende, in quel mese il beneficio si interrompe e ricompare quando il livello viene recuperato.
Centro-Nord
- Tetto: 500 euro/mese per lavoratore
- Durata massima: 24 mesi
- Risparmio max teorico: 12.000 euro
- Esonero: 100% contributi datoriali (esclusi INAIL)
ZES Unica + Marche e Umbria
- Tetto: 650 euro/mese per lavoratore
- Durata massima: 24 mesi
- Risparmio max teorico: 15.600 euro
- Regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche, Umbria
Cumulabilità e vincoli: su cosa fare attenzione
Il punto più delicato dell’esonero contributivo giovani 2026 riguarda la cumulabilità. L’articolo 2, comma 10, del DL 62/2026 stabilisce che lo sgravio non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive previsti dalla normativa vigente: vietato quindi sommarlo, ad esempio, alla Decontribuzione Sud o agli incentivi per l’assunzione di lavoratori disabili.
Restano invece compatibili — e questo è il dettaglio operativo da non perdere — la maggiorazione del 20% del costo deducibile per le nuove assunzioni prevista dalla legge n. 207/2024 (commi 399 e 400, valida fino al 2027), il bonus connesso alla certificazione della parità di genere e l’esonero IVS riconosciuto alle madri lavoratrici. Una combinazione di leve fiscali e contributive che, se ben pianificata, può ridurre in modo significativo il costo del lavoro.
Più rilievi convivono sullo stesso rapporto solo se uno è di natura contributiva e l’altro fiscale. Sommare due sgravi contributivi è espressamente vietato.
Come richiedere il bonus: istruzioni operative per le imprese
Sul piano operativo, l’esonero contributivo giovani 2026 si chiede in via telematica tramite il “Portale delle Agevolazioni” INPS (ex DiResCo), nella sezione dedicata al bonus giovani. La domanda è autocertificativa: il datore di lavoro dichiara possesso dei requisiti e l’INPS calcola la capienza dei fondi e autorizza la fruizione.
La prima mossa concreta, in attesa che la piattaforma vada online, è organizzare la documentazione: verifica DURC aggiornato, calcolo della media ULA dei 12 mesi precedenti, contratti CCNL applicati, certificato che attesti i 24 mesi (o 12/6) di disoccupazione del candidato. Senza questi dati a portata di mano la domanda rischia di slittare o essere respinta.
Per le PMI conviene impostare una pianificazione delle assunzioni che concentri nel 2026 le stabilizzazioni di profili junior già operativi con contratti a termine o apprendistato in scadenza. Ricordando che lo sgravio si combina con altri strumenti di sostegno al reddito come la NASpI 2026 per i candidati provenienti dalla disoccupazione, e che il quadro più ampio è descritto nel bonus assunzioni 2026 dedicato alle imprese.
Domande frequenti
L’esonero contributivo giovani 2026 vale anche per i contratti a termine?
No. Il beneficio si applica esclusivamente alle assunzioni a tempo indeterminato perfezionate fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. Sono escluse anche le trasformazioni di apprendistato in indeterminato disciplinate da norme proprie. (Fonte: art. 2 DL 62/2026; INPS, circolare n. 55/2026)
Quanto dura l’agevolazione e cosa succede se si supera il tetto mensile?
La durata massima dell’esonero contributivo giovani 2026 è di 24 mesi. Se i contributi datoriali del mese superano il tetto (500 o 650 euro a seconda della sede), la quota eccedente resta a carico dell’impresa. Il tetto non è cumulabile fra mesi: ciò che non si usa in un mese si perde. (Fonte: circolare INPS n. 55 del 14 maggio 2026)
Lo sgravio spetta se l’impresa ha licenziato negli ultimi mesi?
L’incentivo non è riconosciuto in caso di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti l’assunzione, riferiti alla stessa unità produttiva e a profili professionali identici a quello incentivato. (Fonte: Ministero del Lavoro)
Quando aprirà la piattaforma INPS per le domande?
Alla data di pubblicazione della circolare n. 55/2026 la piattaforma non era ancora attiva. L’INPS ha annunciato l’apertura del “Portale delle Agevolazioni — Bonus giovani 2026” con un messaggio dedicato. Si consiglia di consultare quotidianamente il sito INPS e i canali dei consulenti del lavoro per non perdere l’apertura della finestra. (Fonte: INPS)
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.
