Salute

Screening mammografico 2026: la guida essenziale

Hai tra i 45 e i 49 anni o hai da poco superato i 70 e ti chiedi se puoi finalmente fare la mammografia gratuita? Lo screening mammografico 2026 porta una novità importante: la Legge di Bilancio 2026 prevede l’estensione dell’invito gratuito del Servizio Sanitario Nazionale anche a queste due fasce d’età. Ecco chi ne ha diritto e come accedervi.

Il tumore al seno è la neoplasia* più frequente tra le donne in Italia. Proprio per questo la diagnosi precoce, attraverso programmi organizzati e gratuiti, resta uno strumento chiave della sanità pubblica. Fino a oggi lo screening mammografico offerto dal Servizio Sanitario Nazionale era rivolto in modo uniforme alle donne tra i 50 e i 69 anni.

La svolta arriva con la manovra economica. La Legge di Bilancio 2026 stanzia risorse dedicate al potenziamento dei programmi di screening oncologico, con l’obiettivo di rendere omogeneo su tutto il territorio nazionale l’invito alle donne tra i 45 e i 49 anni e, per la prima volta a livello nazionale, a quelle tra i 70 e i 74 anni (Fonte: Ministero della Salute, 2026).

È un ampliamento che si inserisce nella cornice del Piano Nazionale della Prevenzione e delle raccomandazioni europee sulla diagnosi precoce. L’estensione mira anche a ridurre le disuguaglianze territoriali tra Nord e Sud del Paese.

Ultimo aggiornamento: 3 luglio 2026.


Cosa cambia con lo screening mammografico 2026

La principale novità dello screening mammografico 2026 è l’allargamento delle fasce d’età invitate. Alle donne tra i 45 e i 49 anni e a quelle tra i 70 e i 74 anni verrà progressivamente offerta la mammografia* gratuita nell’ambito dei programmi organizzati regionali. È un cambiamento che riconosce come il rischio di tumore al seno non si concentri solo nella fascia 50-69, ma riguardi anche donne più giovani e più anziane.

Per finanziare questo potenziamento, la manovra prevede fondi specifici destinati agli screening mammografico, colon-rettale e polmonare, oltre a risorse aggiuntive una tantum per il solo 2026 e a campagne di comunicazione istituzionale sulla prevenzione (Fonte: Ministero della Salute, 2026). L’attuazione concreta resterà però graduale e affidata alle singole Regioni, che dovranno adeguare i propri programmi.

Alcune Regioni avevano già anticipato questa direzione: nel 2025 l’estensione dell’invito raggiungeva il 34% delle donne 45-49enni e il 51% di quelle tra i 70 e i 74 anni, un percorso avviato ma ancora a macchia di leopardo (Fonte: ISS, 2025).

«L’estensione dello screening mammografico è una priorità: le risorse sono previste in legge di bilancio e i progetti pilota sono già stati avviati.»

— Orazio Schillaci, Ministro della Salute, Governo italiano (2025)

Chi ha diritto alla mammografia gratuita

Con l’estensione, la platea delle donne invitate gratuitamente si amplia. È utile distinguere tra la fascia storica e le nuove fasce coinvolte, perché tempi e modalità variano da Regione a Regione nella fase di avvio.

Fascia storica (già attiva)

  • Donne 50-69 anni: mammografia gratuita ogni 2 anni
  • Invito automatico tramite lettera della ASL
  • Programma consolidato su tutto il territorio

Nuove fasce (estensione 2026)

  • Donne 45-49 anni: ingresso progressivo nei programmi
  • Donne 70-74 anni: invito esteso per la prima volta a livello nazionale
  • Tempi di attuazione variabili per Regione

Se rientri in una nuova fascia ma non hai ancora ricevuto l’invito, non allarmarti: l’attivazione è graduale e puoi informarti presso la tua ASL. Ricorda che l’ampliamento degli screening si intreccia con il tema delle liste d’attesa nella sanità, che può incidere sui tempi degli appuntamenti.


Come accedere allo screening passo per passo

La buona notizia è che accedere allo screening organizzato è semplice e non richiede burocrazia. Il programma si basa sulla cosiddetta chiamata attiva*: è il sistema sanitario a contattarti, non il contrario.

  1. Ricevi a casa una lettera di invito dalla tua ASL, con data, ora e sede dell’appuntamento già fissati.
  2. Non serve la richiesta del medico di famiglia né la prenotazione al CUP: l’esame è gratuito e senza ticket.
  3. Ti presenti all’appuntamento con la lettera e un documento; se la data non va bene, puoi chiedere di spostarla ai contatti indicati.
  4. Ricevi l’esito a casa; in caso di approfondimenti, sei richiamata per esami di secondo livello, sempre gratuiti.

Non attendere di avere sintomi per pensare alla prevenzione: lo screening serve proprio a individuare lesioni molto piccole, quando i trattamenti sono più efficaci e meno invasivi.

Se non hai ricevuto l’invito pur avendone diritto, o se hai familiarità* per tumore al seno e temi di essere a rischio più alto, parlane con il tuo medico: potrebbe indicarti percorsi di sorveglianza personalizzati oltre allo screening di popolazione.


Perché la diagnosi precoce fa la differenza

I numeri spiegano l’importanza di partecipare. Nelle donne tra i 50 e i 74 anni, sottoporsi allo screening ogni due anni può ridurre la mortalità per tumore al seno di circa il 26% e le diagnosi in stadio avanzato di circa il 29% (Fonte: AIRC, 2026). Non è un semplice controllo di routine, ma uno strumento con un impatto misurabile.

La diagnosi precoce cambia anche la prognosi: grazie all’anticipazione diagnostica e a terapie sempre più efficaci, la sopravvivenza a cinque anni delle donne con tumore al seno è stimata intorno all’87% (Fonte: ISS, 2025). Eppure la partecipazione è ancora migliorabile: secondo l’indagine PASSI, una donna su dieci nella fascia 50-69 non ha mai eseguito una mammografia (Fonte: ISS, 2022).

La prevenzione, del resto, non riguarda solo la diagnosi precoce. Uno stile di vita sano — attività fisica regolare, alimentazione equilibrata, limitazione di alcol e fumo — può contribuire a ridurre il rischio. Le innovazioni terapeutiche, come le nuove frontiere dell’immunoterapia contro i tumori, offrono inoltre prospettive incoraggianti quando la malattia viene intercettata in tempo. Per approfondire i dati epidemiologici puoi consultare le fonti ufficiali dell’Istituto Superiore di Sanità e le linee guida del Ministero della Salute. Per qualsiasi dubbio sul tuo caso specifico, consulta il tuo medico.


Domande frequenti

La mammografia di screening è davvero gratuita?

Sì. Nell’ambito dei programmi organizzati la mammografia è completamente gratuita, senza ticket e senza impegnativa del medico. È sufficiente presentarsi all’appuntamento indicato nella lettera di invito (Fonte: Ministero della Salute, 2026).

Ho 46 anni ma non ho ricevuto l’invito: cosa devo fare?

L’estensione alle fasce 45-49 e 70-74 anni è graduale e dipende dall’organizzazione regionale. Se non hai ricevuto l’invito, puoi contattare la tua ASL per verificare lo stato del programma nella tua zona.

Ogni quanto va ripetuta la mammografia?

Nei programmi di screening l’intervallo standard è di due anni tra un esame negativo e l’invito successivo. Il tuo medico può indicarti controlli diversi se sei considerata a rischio più elevato (Fonte: ISS, 2025).

La mammografia è dolorosa o pericolosa?

L’esame dura pochi minuti e comporta una compressione del seno che può risultare fastidiosa, ma non dolorosa. La dose di radiazioni è molto bassa e i benefici della diagnosi precoce superano ampiamente i rischi per le fasce d’età invitate. In caso di dubbi, consulta il tuo medico.


Glossario medico

* Neoplasia

Termine medico che indica una crescita anomala di tessuto, comunemente chiamata tumore. Può essere benigna o maligna.

* Mammografia

Esame radiologico del seno che utilizza raggi X a bassa dose per individuare lesioni anche molto piccole, spesso prima che siano palpabili.

* Chiamata attiva

Modalità con cui il sistema sanitario invita direttamente i cittadini a un esame di prevenzione, inviando una lettera con appuntamento già fissato, senza che debbano prenotarlo.

* Familiarità

Presenza di casi della stessa malattia tra i parenti stretti, che può aumentare il rischio individuale e suggerire controlli personalizzati.

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