Economia

Bonus ISCRO 2026: Guida Completa per Autonomi e Partite IVA

Il bonus ISCRO 2026 autonomi partite IVA — l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa — eroga fino a 817,69 euro al mese per sei mesi a favore dei liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS che hanno subito un calo significativo del reddito nel 2025. Le domande si possono presentare dal 15 giugno fino al 31 ottobre 2026 esclusivamente sul portale INPS.

L’ISCRO nasce con la Legge di Bilancio 2021 come ammortizzatore sociale dedicato ai lavoratori autonomi — una categoria storicamente priva di protezioni in caso di crisi reddituale. Nel 2026 la misura viene confermata con importi aggiornati all’inflazione: il minimo mensile sale a 255,53 euro (era 252 euro nel 2025), il massimo a 817,69 euro (era 806,40 euro). Un incremento modesto ma che segnala la continuità della misura nel sistema di welfare italiano (Fonte: INPS, 2026).

Secondo i dati INPS, oltre 1,5 milioni di lavoratori autonomi sono iscritti alla Gestione Separata in Italia. Non tutti, tuttavia, conoscono questa misura o ne verificano l’accesso. Per chi nel 2025 ha registrato un calo netto delle entrate professionali, il bonus ISCRO può rappresentare un sostegno concreto nei sei mesi più difficili, senza dover interrompere l’attività. Per una panoramica di tutti gli altri incentivi disponibili, consulta l’elenco completo dei bonus 2026.

Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2026


Cos’è l’ISCRO e chi può richiederla nel 2026

L’ISCRO è un’indennità mensile corrisposta dall’INPS ai lavoratori autonomi titolari di partita IVA che esercitano arti e professioni e che sono iscritti — o che hanno comunque versato i contributi — alla Gestione Separata. La misura è stata resa strutturale dalla Legge n. 81/2017 (Statuto dei lavoratori autonomi) e successivamente potenziata dalla Legge di Bilancio 2022 e dagli interventi successivi (Fonte: Ministero del Lavoro, 2024).

Una novità rilevante per il 2026: l’INPS ha chiarito con circolare che la mancata iscrizione formale alla Gestione Separata non blocca più automaticamente l’accesso alle prestazioni, purché i contributi risultino effettivamente versati. Questo cambia le regole del gioco per molti lavoratori autonomi che in passato si erano visti respingere la domanda per una irregolarità meramente burocratica.

«L’ISCRO rappresenta il primo vero strumento universale di protezione del reddito per i lavoratori autonomi italiani. Il suo consolidamento nel 2026 è un segnale positivo, ma gli importi restano insufficienti rispetto alle reali esigenze di chi affronta una crisi professionale.»

Marina Calderone, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro (2025)


Requisiti e importi del bonus ISCRO 2026 autonomi partite IVA

Per accedere all’indennità nel 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente tutti i requisiti previsti dalla normativa vigente. Il criterio più selettivo riguarda il calo del reddito: il reddito da lavoro autonomo del 2025 deve essere stato inferiore al 70% della media dei redditi dei due anni precedenti (2023 e 2024). Inoltre, il reddito 2025 non deve superare il tetto di 12.700 euro.

Requisiti di accesso

  • Partita IVA attiva da almeno 3 anni alla data della domanda
  • Iscrizione (o contributi versati) alla Gestione Separata INPS
  • Reddito 2025 inferiore al 70% della media 2023–2024
  • Reddito 2025 non superiore a 12.700 euro
  • Contributi previdenziali in regola

Importi mensili 2026

  • Minimo mensile: 255,53 euro
  • Massimo mensile: 817,69 euro
  • Durata: 6 mensilità consecutive
  • Totale massimo: circa 4.906 euro
  • Decorrenza: dal giorno successivo alla domanda

Come fare domanda ISCRO 2026: procedura passo per passo

La domanda si presenta esclusivamente online attraverso il portale ufficiale INPS — sezione ISCRO, accedendo con SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS). In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato o CAF abilitato, che presenta la domanda per conto del lavoratore senza costi aggiuntivi. La finestra operativa per il 2026 si è aperta intorno al 15 giugno e si chiude il 31 ottobre 2026: presentare la domanda il prima possibile conviene, perché l’indennità decorre dal giorno successivo all’invio — ogni giorno perso è un giorno di indennità in meno.

Prima di presentare la domanda, è utile verificare la propria posizione contributiva sul cassetto previdenziale INPS e avere a portata di mano la dichiarazione dei redditi 2025 (modello Redditi PF o 730 con i redditi da lavoro autonomo). Se hai dubbi sulla tua posizione contributiva o stai valutando di aprire una nuova partita IVA, leggi la guida completa per aprire partita IVA 2026 per orientarti sugli adempimenti.


Cosa fare adesso: il piano d’azione per i professionisti

Il primo passo è calcolare il proprio calo di reddito: prendere il reddito da lavoro autonomo del 2025 e confrontarlo con la media di 2023 e 2024. Se il risultato è inferiore al 70%, si soddisfa il requisito principale. Questo calcolo può essere fatto autonomamente con le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni, oppure chiedendo supporto al proprio commercialista.

Il secondo passo è verificare la regolarità contributiva accedendo al cassetto previdenziale su inps.it con le proprie credenziali digitali. In caso di irregolarità — anche solo formali — è opportuno regolarizzarle prima di presentare la domanda, alla luce dei nuovi chiarimenti INPS sulla Gestione Separata. Chi è in regime forfettario può verificare le proprie condizioni consultando la guida sul regime forfettario 2026 e capire come il proprio inquadramento fiscale interagisce con l’iscrizione alla Gestione Separata (Fonte: INPS, 2026).

Il terzo passo è presentare la domanda prima possibile: l’indennità non è retroattiva rispetto alla data di domanda. Chi ha diritto all’ISCRO e aspetta fino a ottobre perde mesi di indennità. Con un massimo di 817 euro al mese, un ritardo di tre mesi può costare oltre 2.400 euro. Segui gli aggiornamenti sul portale Sky TG24 Economia per eventuali comunicazioni INPS.


Domande frequenti sull’ISCRO 2026

L’ISCRO è compatibile con il regime forfettario?

Sì. I lavoratori autonomi in regime forfettario possono accedere all’ISCRO, purché siano iscritti alla Gestione Separata INPS e soddisfino tutti gli altri requisiti. Il regime fiscale scelto non influisce sull’accesso alla misura (Fonte: INPS, 2026).

L’ISCRO è tassabile ai fini IRPEF?

Sì, l’indennità ISCRO è soggetta a tassazione IRPEF come reddito assimilato al lavoro dipendente. Non è prevista contribuzione figurativa durante il periodo di percezione, il che significa che i mesi di indennità non si accumulano ai fini pensionistici (Fonte: Agenzia delle Entrate, 2025).

Posso richiedere l’ISCRO se ho già richiesto altri bonus?

L’ISCRO non è cumulabile con altre prestazioni di disoccupazione o sostegno al reddito erogate dall’INPS per lo stesso periodo. È invece compatibile con l’attività lavorativa in corso: il professionista può continuare a lavorare e fatturare pur percependo l’indennità, purché mantenga la partita IVA attiva.

Cosa succede se la domanda viene respinta?

In caso di rigetto, l’INPS comunica la motivazione per iscritto. Il lavoratore può presentare ricorso amministrativo entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento, oppure rivolgersi a un patronato per assistenza nel riesame della pratica. Con i nuovi chiarimenti del 2026 sulla Gestione Separata, molte domande precedentemente respinte per vizi formali potrebbero essere rivalutate positivamente (Fonte: INPS, 2026).

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