Bonus Giovani Donne ZES 2026: domande INPS aperte
Il bonus giovani donne ZES 2026 INPS è ufficialmente operativo: dal 15 giugno le imprese private possono presentare domanda per l’esonero contributivo del 100% sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato di under 35, donne svantaggiate e lavoratori nelle aree della ZES Unica Sud. Un’opportunità concreta per ridurre il costo del lavoro fino a 800 euro al mese per dipendente.
Il via libera è arrivato con il messaggio INPS dell’11 giugno 2026, che ha aperto il Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) per la trasmissione delle istanze. L’incentivo è disciplinato dal Decreto-legge n. 62/2026 e dalla Circolare INPS n. 55/2026, che fissano requisiti, importi e modalità operative (Fonte: INPS, 2026).
La misura riguarda le assunzioni effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 e prevede tre distinti benefici — Bonus Giovani, Bonus Donne e Bonus ZES — cumulabili in alcuni casi. Le aziende che hanno già assunto nei primi mesi dell’anno possono recuperare retroattivamente le quote maturate, ma devono presentare domanda entro settembre 2026 (Fonte: INPS, Circolare 55/2026).
Per i datori di lavoro privati — PMI in testa — si tratta di uno strumento diretto: niente crediti d’imposta da gestire in dichiarazione, ma esonero applicato in busta paga mese per mese, fino a 24 mesi consecutivi. L’agevolazione non copre i premi INAIL, che restano a carico dell’azienda.
Ultimo aggiornamento: 15 giugno 2026Cosa sono il Bonus Giovani, Donne e ZES 2026
Il pacchetto nasce per sostenere l’occupazione stabile nelle categorie più fragili del mercato del lavoro. Il Bonus Giovani si rivolge ai datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato lavoratori under 35 classificati come “svantaggiati” o “molto svantaggiati” secondo il Regolamento UE 651/2014: in pratica, chi è privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 12 o 24 mesi. L’esonero è pari al 100% dei contributi previdenziali a carico azienda, nel limite di 500 euro mensili per lavoratore, per un massimo di 24 mesi.
Il Bonus Donne segue la stessa logica — esonero 100%, 24 mesi — ma si applica alle assunzioni di donne svantaggiate o molto svantaggiate indipendentemente dall’età, con un tetto di 650 euro mensili. Se la lavoratrice è residente in una regione della ZES Unica Mezzogiorno, il massimale sale a 800 euro mensili. Il Bonus ZES copre invece le assunzioni di over 35 disoccupati da almeno 24 mesi nelle stesse aree meridionali, fino a 650 euro mensili.
«Gli incentivi all’occupazione per giovani, donne e ZES rappresentano uno strumento immediato per le imprese del Mezzogiorno: l’esonero contributivo al 100% abbatte il costo del lavoro in modo diretto e misurabile, senza attendere i tempi del credito d’imposta.»
Tiziana Nisini, Sottosegretaria al Lavoro, dichiarazione alla presentazione del D.L. 62/2026 (2026)
Requisiti e importi: confronto tra i tre bonus
Per accedere all’agevolazione, il datore di lavoro deve rispettare alcune condizioni trasversali: essere in regola con il DURC, non aver effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo nei 6 mesi precedenti nella stessa unità produttiva e nella stessa qualifica, e rispettare i contratti collettivi nazionali di riferimento. Il lavoratore assunto non deve aver avuto un rapporto a tempo indeterminato con lo stesso datore nei 6 mesi precedenti.
Bonus Giovani & Bonus Donne
- Assunzioni a tempo indeterminato dal 1/1 al 31/12/2026
- Giovani: under 35, svantaggiati/molto svantaggiati (UE 651/2014)
- Donne: ogni età, svantaggiate/molto svantaggiate
- Esonero: 100% contributi previdenziali azienda
- Massimale giovani: 500 €/mese
- Massimale donne: 650 €/mese (800 €/mese in ZES)
- Durata: 24 mesi
Bonus ZES Unica
- Assunzioni a tempo indeterminato dal 1/1 al 31/12/2026
- Lavoratori over 35, disoccupati da almeno 24 mesi
- Sede di lavoro nelle regioni ZES Unica (Sud Italia)
- Esonero: 100% contributi previdenziali azienda
- Massimale: 650 €/mese
- Durata: 24 mesi
- Cumulabile con Bonus Donne se applicabile
Come fare domanda: la procedura INPS passo per passo
Le domande si presentano esclusivamente in via telematica attraverso il Portale delle Agevolazioni INPS (ex DiResCo), accessibile con SPID, CIE o CNS. Il datore di lavoro — o il consulente del lavoro delegato — compila il modulo “Bonus giovani 2026”, “Bonus donne 2026” o “Bonus ZES 2026” a seconda del caso, indicando i dati del lavoratore, la data di assunzione e la sede di lavoro. Il sistema verifica automaticamente i requisiti di svantaggio tramite le banche dati dei centri per l’impiego.
Per le assunzioni effettuate tra il 1° gennaio e il 14 giugno 2026 — ovvero prima dell’apertura della piattaforma — è possibile presentare domanda in via retroattiva e recuperare gli arretrati maturati. La scadenza per questa finestra di recupero è fissata al 30 settembre 2026: chi non rispetta questo termine perde il diritto alle mensilità pregresse. E quindi, cosa deve fare un’azienda che ha già assunto a inizio anno? Verificare subito i requisiti del dipendente con il proprio consulente del lavoro e trasmettere la domanda prima dell’estate.
Una volta approvata la domanda, l’esonero viene applicato automaticamente nelle denunce contributive mensili (UniEmens). Non è necessaria alcuna ulteriore comunicazione mensile: il beneficio scorre per tutta la durata del rapporto, fino al massimo di 24 mesi, salvo cause di decadenza (es. licenziamenti per giustificato motivo oggettivo nella stessa qualifica entro 9 mesi dall’assunzione agevolata). Per approfondire il quadro degli incentivi strutturali per le nuove assunzioni, consulta la nostra guida all’esonero contributivo giovani 2026 e il riepilogo del decreto lavoro maggio 2026, che ha introdotto l’impianto normativo complessivo.
Cosa conviene alle PMI: calcolo del risparmio reale
Per una PMI che assume un giovane under 35 con una retribuzione lorda di 1.800 euro mensili, il risparmio contributivo (aliquota azienda circa 28%) è di circa 504 euro al mese: l’esonero copre quasi per intero il contributo dovuto, entro il tetto dei 500 euro. Su 24 mesi, il risparmio complessivo sfiora i 12.000 euro per dipendente. Per un’assunzione di donna svantaggiata in area ZES, con il massimale a 800 euro, il risparmio biennale può superare i 19.000 euro — una cifra che pesa significativamente sul costo del personale di una piccola impresa.
Il combinato disposto dei tre bonus rende particolarmente conveniente assumere nelle regioni del Mezzogiorno. Le imprese con sedi in Campania, Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata, Sardegna, Molise e Abruzzo possono cumulare il Bonus ZES con altri incentivi territoriali. Per una panoramica completa degli strumenti disponibili nel 2026, vedi anche la nostra analisi dei bonus assunzioni 2026 per le imprese. Sul fronte europeo, la misura rispetta i limiti del Regolamento UE 651/2014 sugli aiuti di Stato all’occupazione, che fissa le soglie di svantaggio per i lavoratori ammissibili.
«L’esonero contributivo al 100% è lo strumento più diretto per abbattere il cuneo fiscale sulle nuove assunzioni stabili: a differenza del credito d’imposta, l’effetto è immediato, già dalla prima busta paga.»
Centro Studi di Confindustria, Rapporto sul mercato del lavoro (2026)
Domande frequenti
Il bonus si applica anche ai contratti part-time?
Sì. L’esonero contributivo si applica anche ai contratti a tempo indeterminato part-time, purché il rapporto sia stabile e soddisfi tutti gli altri requisiti. Il massimale mensile (500, 650 o 800 euro) resta invariato e non viene riproporzionato in base alle ore lavorate.
Un’azienda già beneficiaria di altri incentivi può cumulare i bonus?
La cumulabilità va verificata caso per caso. In linea generale, il Bonus Donne e il Bonus ZES sono cumulabili tra loro per le assunzioni nelle aree meridionali. Non sono invece cumulabili con altri esoneri contributivi che abbiano come base imponibile gli stessi contributi (Fonte: INPS, Circolare 55/2026).
Cosa succede se il lavoratore viene licenziato entro i 24 mesi?
In caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo entro 9 mesi dall’assunzione agevolata, il datore decade dal beneficio e deve restituire le quote già fruite, maggiorate delle sanzioni civili. Il licenziamento per giusta causa o le dimissioni del lavoratore non comportano la decadenza (Fonte: D.L. 62/2026).
Chi verifica i requisiti di “svantaggio” del lavoratore?
La verifica avviene in automatico attraverso l’incrocio delle banche dati INPS con quelle dei Centri per l’Impiego. Il datore di lavoro non deve produrre documentazione aggiuntiva in fase di domanda: è sufficiente l’indicazione della data di assunzione e dei dati anagrafici del lavoratore. In caso di controllo successivo, l’azienda deve poter dimostrare la correttezza dei dati dichiarati.
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Info Pratica e verificato su fonti ufficiali e attendibili (istituzioni, enti pubblici, studi ed esperti citati nel testo). Scopri come lavoriamo nella pagina Redazione.
